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in foto: N. Krstovic
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Secchezza e aridità in avanti, poi la batosta al primo errore. Pierotti, così non va: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-JUVENTUS

Falcone 5,5: Sul tiro di Yildiz spinge la palla a destra, permettendo il cross per Vlahovic. Unica imperfezione in una serata in cui è attento in un paio di occasioni, non potendo fare granché sugli altri due gol.

Gendrey 6: Tenuto a freno dagli esterni bianconeri, nel primo tempo bada soprattutto a chiudere gli spazi, anche perché quando va al cross lascia a desiderare. Un po’ più dinamico nella ripresa, poi annaspa quando la Juve alza i giri del motore.

Pongracic 5,5: La sfida con Vlahovic assume i contorni geopolitici. Lo tiene a bada finché può e ci lascia anche del sangue per una tacchettata che meritava quantomeno un giallo. Poi il serbo ne fa due.

Baschirotto 5,5: Toglie diverse castagne dal fuoco ma quando la Juve cambia fronte in velocità, balla con tutta la difesa, come in occasione del secondo gol.

Gallo 6: Concede a Vlahovic quei 30 cm in più che il serbo sfrutta a dovere, colpendo anche male il pallone. Nel primo tempo McKennie lo sovrasta ma Krstovic salva sulla linea. Corre sempre tanto ed è sostanzialmente ordinato per tutta la gara.

(65′ Dorgu) 6: Più sbarazzino rispetto a Gallo, prova anche un tiretto e mette in mezzo un buon pallone per Sansone.

Kaba 6: Finché ha energie tiene alta la squadra, smista palloni, chiude falle e propone buone soluzioni a chi dovrebbe offendere. Lentamente cala la benzina ma D’Aversa lo lascia in campo sino alla fine.

Ramadani 6: Dopo una ventina di minuti completamente schermato dagli avversari, decide di muoversi di più, di farsi dare di più il pallone, di far salire la squadra e di mettere in campo quella grinta che oggi si è vista poco tra le maglie giallorosse.

Gonzalez 5,5: Alterna buone cose con altrettante leggerezze. Ormai ha il brutto costume di rotolarsi a terra non appena viene toccato, fallo o non fallo. Su quest’aspetto dovrebbe farsi sentire il suo allenatore. Bella la palla per Oudin che il francese, clamorosamente, non colpisce.

(60′ Blin) 4,5: Entra per saldare le maglie a centrocampo ma si perde Bremer sullo 0-3.

Oudin 5: Pochi lampi, tanta latitanza e poca copertura. Ah, e un altro liscione al tiro.

(65′ Pierotti) 4: Esordio da dimenticare tra palle perse in serie e un improbabile colpo di tacco a togliere un buon pallone su cui era piombato Gendrey in acrobazia.

Krstovic 5: Si danna, le prende, le dà, ma sotto porta non lascia ancora il segno. Questo lo fa innervosire ma non è giocando coi nervi a fior di pelle che si risolvono i problemi. Premiato ancora con una maglia da titolare, ma tra due giornate potrebbe festeggiare un intero girone senza gol. Mezzo punto in più per un salvataggio sulla linea nel primo tempo

(72′ Piccoli) sv: In venti minuti non gli arriva un pallone.

Almqvist 5,5: Al netto dell’eventuale rigore o meno al 1′ del secondo tempo, è uno dei pochi che non ha paura di puntare e andare nell’uno contro uno con la sua velocità, provando anche cose difficili. Il contropiede dello 0-1 parte da un suo dribbling più che azzardato. Sbaglia tanto ma quelle poche cose interessanti del Lecce in avanti passano dai suoi piedi.

(72′ Sansone) 5,5: Stavolta il suo ingresso non lascia il segno, così come successo col Milan.

All. D’Aversa 5: La squadra tiene botta per circa un’ora, denotando una perenne sterilità in zona gol. Preso il primo gol, conferma lo schema di partenza inserendo Blin per Gonzalez (cambio pensato sullo 0-0 e poi, evidentemente, confermato). Nell’ultima mezzora, il Lecce non dimostra voglia di riprendere il risultato e così arrivano anche il secondo e il terzo gol ma non il quarto, come successo col Napoli quando osò inserire la seconda punta al 71′. Una vittoria nelle ultime 16 sono uno score preoccupante. La cosa ancora più preoccupante è che la squadra sembra – da tempo – aver perso la brillantezza delle prime partite e fa una fatica tremenda a costruire una palla gol. Anche il mister sembra un po’ navigare nel buio, le trame di gioco sono sempre uguali a se stesse, con palla fatta girare sui difensori e lancio lungo per la punta, evitando quasi sempre il corridoio centrale. E il margine dalla terzultima si assottiglia sempre di più. Ci sono ancora dieci giorni per rinforzarla in più reparti: così si rischia molto. Il non ingresso di Strefezza è un segno abbastanza eloquente: è addio?