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foto: archivio
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Gli errori individuali spalancano le porte alla passeggiata nerazzurra. Le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-INTER

Falcone 5,5: Altri quattro gol sul groppone, non che ci fossero grossi margini per impedirne qualcuno dei quattro. Il rigore lo causa lui con un intervento fuori tempo su Frattesi.

Guilbert 4,5: Protagonista della leggerezza sul primo gol che spalanca il campo all’Inter che gestisce, affonda e passeggia. Dovrebbe preoccuparsi più di tenere alta la concentrazione che discettare sul (brutto) terreno di allenamento nelle interviste che rilascia Oltralpe.

Baschirotto 5: Ubriacato di finte nel primo gol da Thuram, imbucato sul secondo gol insieme al suo compagno di ruolo, in palla sul terzo gol, il triplice fischio è un sollievo.

Jean 5: Di fronte si trova due tra gli attaccanti più forti del mondo e prova ad arginarne la fuori coi suoi mezzi. Decisamente fuori categoria rispetto agli avversari.

Dorgu 6: Un po’ bloccato nel primo tempo, quando si preoccupa più del dovuto di tenere a misura Dumfries. Poi scioglie la gamba e gioca la ripresa con cuor più leggero, affondando, provando le giocate, facendo qualche cross interessante. Se sarà l’ultima in maglia giallorossa lo sapremo a breve. Di certo, oggi dà tutto ciò che ha, senza togliere la gamba in vista Manchester.

Helgason 6: Le rare giocate di qualità quasi accettabile passano dai suoi piedi.

Pierret 5: Sulle gambe, timoroso, preso in mezzo dal centrocampo nerazzurro che lo fa a fette. Gli errori d’appoggio e di impostazione non si contano. Serataccia da dimenticare in fretta.

(71′ Kaba) sv: Qualche minuto a gara ormai strachiusa, utile per provare ad accorciare i tempi in vista del recupero completo, che, ad oggi, ancora appare lontano.

Coulibaly 5: La peggior prova da quando è a Lecce ma è fisiologicamente nell’ordine delle cose, dopo aver tirato la carretta da agosto sino ad oggi con zero pause per prendere fiato. Paga il centrocampo cortissimo.

(46′ Ramadani) 6: Qualcosa di buono oggi arriva. Dà ordine alla manovra in avvio di ripresa, quando il Lecce gioca meglio, con più fluidità. Prova anche un tiro a giro che Sommer gli toglie dall’incrocio. Segnali di risveglio.

Pierotti 6: Ci mette cuore e gamba per provare a far male a una difesa solida come quella nerazzurra, sacrificandosi nella rincorsa agli avversari. Bella una rabona per Tete lunga di pochissimo al 13′. Dovrebbe credere di più nelle sue potenzialità.

Krstovic 5,5: Comincia caricando di un giallo de Vrij. Non lesina tiri in porta non appena vede uno spiraglio, da qualsiasi distanza e in qualsiasi condizione. Quasi tutte le volte fa il solletico al portiere avversario, ma non era di certo questa la serata più comoda per mettersi in evidenza.

(86′ Burnete) sv

Morente 5,5: Buon primo tempo, un assist intercettato da un avversario sul finire di frazione, poi lentamente sparisce quando il Lecce comincia a giocare in modo più spregiudicato in avvio di ripresa.

(83′ Karlsson) sv

All. Giampaolo 6: Se la gioca come può, coi mezzi che ha, oggi più che limitati. La squadra regala i primi due gol per errori individuali, spalancando le porte alla passeggiata nerazzurra. Bene la prima parte di ripresa, quando i ragazzi in maglia giallorossa giocano con più coraggio, sebbene già sotto di due reti. Terzo e quarto gol arrivano nel momento “migliore” del Lecce e lì si chiude una partita già chiusa al 99% in partenza. Sperando che qualcosa di buono e utile arrivi in questi ultimi otto giorni di mercato, da domani si penserà già al Parma, gara che non è lecito affrontare senza il coraggio mostrato nei primi venti minuti della ripresa.