ph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Helgason dipinge, Pierotti e Krstovic passano all’incasso e Falcone fa il resto: le pagelle
LE PAGELLE DI PARMA-LECCE
Falcone 7: Paratone su tiro da fuori di Mihaila, col palo che gli è amico. Impotente sul rigore di Valeri, in due tempi su insidiosa punizione ancora di Mihaila. Sbatte la porta in faccia a Cancellieri in avvio di ripresa, poi in un paio di occasioni, tra il 90′ e il 92′, non si intende con Guilbert e Baschirotto. Non sapremo chi ha chiamato la palla a chi e se qualcuno lo ha fatto, ma queste leggerezze vanno evitate. Gara, comunque, super.
Guilbert 6,5: Mihaila gli deve girare al largo per trovare spunti. Camara gli sfugge una volta e mezza ma recupera con mestiere e grinta. Preciso negli appoggi, a volte ignorato sulla fascia nei suoi rari sganciamenti. Unica pecca, il malinteso con Falcone che stava per costare caro. Riscattata pienamente la brutta prova di domenica scorsa.
Baschirotto 6: La sua posa da body builder in area regala un inutile rigore al Parma. Le prende e le dà con Djuric, nella prima costruzione di gioco non è Pongracic e lo dimostra anche oggi. Ha il merito di spronare i compagni nei momenti di difficoltà e a questo serve un capitano. Deve comunque alzare il livello.
Jean 6: In silenzio e a lavorare con umiltà, con puntiglio, ordine, soffrendo ma cavandosela nella maggior parte delle volte.
Gallo 6,5: Quanto si è sentita la sua mancanza… Nel primo tempo gioca un po’ col freno tirato, forse per gestire al meglio le energie ancora non al top. Lo fa egregiamente, anche perché se non traccia i solchi sulla fascia come sempre, si rende utile spesso nei duelli difensivi, giocandosela alla pari con un brutto cliente come Cancellieri. Nella ripresa molla la frizione e mette in mezzo un pallone di platino che Helgason sciupa a due passi da Suzuki.
Helgason 7: La sua miglior partita in tre anni, lo si può dire? Diciamolo. Uno spettacolo per gli occhi vederlo trasformare l’azione da difensiva a offensiva, avanzando a testa alta, liberando l’uomo con un filtrante o un cross preciso, battendo (finalmente qualcuno che lo fa!) dei calci d’angolo tesi, arcuati, veloci. Peccato per il gol fallito sotto porta al 77′, gol che avrebbe sicuramente meritato. Alza decisamente il tasso di qualità della squadra. E pensare che stava con le valigie in mano.
Ramadani 6: Non male nel primo tempo, quando è costretto a mettere pezze ai buchi di Pierret. Fa girare la palla con sicurezza, senza osare granché. È più efficace in rottura che in costruzione, ma questo non lo si scopre oggi. Nei primi minuti della ripresa il Lecce soffre per vie centrali e Giampaolo gli dà riposo, anche perché era ammonito.
(56′ Coulibaly) 6,5: Rimette ordine in mezzo al campo, recupera valanghe di palloni ed è un sicuro starter alla fase di costruzione della manovra.
Pierret 6: La cosa migliore la fa al 90′ recuperando un pallone pesantissimo in mezzo al campo sull’1-2, col Parma che si stava riversando verso la porta di Falcone. In generale, “zoppica” e non poco, facendo le cose a metà. Nel primo tempo un suo errore di tocco causa l’ammonizione di Ramadani, intervenuto a metterci una pezza. Sbaglia un po’ troppi appoggi facili, spende tanti falli, la fase filtro non è continua e i lanci lunghi sono decisamente fuori misura. Sufficienza stiracchiatissima.
Pierotti 8: Ci ha preso gusto, finalmente. I due gol piazzati alle spalle di Suzuki sono frutto di una partita giocata con generosità in copertura, con qualità nella ripartenza, con freddezza sotto porta al tiro.
Krstovic 8: Si procura un rigore poi vanificato dal Var, segna un gol sullo 0-0 da attaccante puro, ne sbaglia uno da due passi al 28′ ma ne segna un altro di qualità straordinaria, restando in aria un infinità, in torsione all’incrocio; e ancora, assist in offerta a Pierotti per il secondo e il terzo gol. In aggiunta: lotta da solo tra i difensori avversari, fa da sponda coi compagni, arretra per dare una mano alla squadra. Partita perfetta e giù il cappello.
Karlsson 6: Ci mette un po’ a carburare, poi tira fuori dal cilindro due giocate di qualità superiore. Qualche errore c’è, ma era la prima in assoluto dall’inizio in una squadra nuova, con compagni nuovi, e ci vuole tempo.
(56′ Morente) 6,5: Non che Karlsson abbia demeritato, ma dal suo ingresso la squadra è diventata più cinica e aggressiva. Sfiora un gol all’incrocio su invito di Helgason ma ringhia anche in copertura non togliendo mai il piede dall’acceleratore sino al 94′.
All. Giampaolo 7,5: Gara impostata giocando a testa alta, difesa ordinata con l’obbligo di cercare sempre un passaggio ad un compagno, senza gettarla via. Concede una chance a Karlsson tenendo momentaneamente a riposo Morente e Coulibaly, che aveva bisogno di tirare il fiato. Helgason in mezzo è la chiave della partita: il Lecce aveva bisogno di qualità a centrocampo e il tecnico è andato a ripescarlo, rispolverarlo, rimetterlo in sesto, affidandogli il compito di inventare. L’islandese lo fa alla meraviglia. Anche dopo il gol subito infonde calma e fiducia ai suoi ragazzi che la rimettono in piedi subito. Nella ripresa la squadra soffre esclusivamente nei primi 10-15 minuti. L’ingresso di Coulibaly ridà stabilità all’assetto, il resto lo fanno soprattutto Helgason, Pierotti e Krstovic. Una vittoria strappata coi denti, con mezza squadra fuori uso e contro una diretta concorrente che all’andata mandò il gruppo in crisi. Tre giorni alla fine del mercato: magari aggiungendo un paio di innesti mirati questa squadra si potrà togliere qualche piccola grande soddisfazione da qui alla fine.
