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foto: Olivera vs Ramadani
ph: Coribello/SS

LECCE – Errori a profusione e poca lucidità in tutti i reparti: le pagelle del ko subito dal Napoli

LE PAGELLE DI LECCE-NAPOLI

Falcone 5,5: Quattro gol sul groppone (sul primo poteva fare qualcosa di più), attento e reattivo in almeno due o tre altre occasioni, con gli avversari e i tiri gli spuntano da ogni direzione. Ma alle grandi squadre basta mezzo pallone per mettere il muso avanti e il Napoli è una grande squadra. Qualche uscita in più non guasterebbe.

Gendrey 5,5: Buon primo tempo in fase difensiva, condito con una grande discesa con annesso assist sprecato da Blin. Pasticcio con Ramadani sulla tre quarti offensiva ed è 0-2. Si affloscia nella ripresa, quando affonda tutta la squadra.

Pongracic 6: Simeone e Osimhen non sono clienti qualunque. Tiene bene la posizione, facendosi rispettare con mestiere e provando anche a impostare l’azione dalle retrovie. Si divora, però, il gol del possibile pari, sparando in Curva Sud da 6 metri. Mette tante pezze su errori dei suoi compagni.

Baschirotto 5,5: Perde il duello fisico con Osimhen sul secondo gol. Prima e dopo mette diverse pezze e tappi, ma l’errore sul nigeriano è pesante. Spesso arretra invece di avanzare sull’avversario che si prepara al tiro. E non da oggi. Coi lanci lunghi è spesso palla all’avversario.

Gallo 5,5: Gara onesta in fase propositiva: mette due bei cross dal fondo nel primo tempo e si propone spesso sulla fascia. Fuori posizione nel gol di Ostigaard.

(61′ Dorgu) 6: Prima palla a parte, come successo con la Juve, fornisce una buona dose di corsa e dinamicità, con un bel paio di cross sfornati e mal sfruttati dai compagni.

Blin 5: Primo tempo giocato a corrente alternata, spesso in difficoltà nello spezzare le veloci e tecniche trame dei calciatori azzurri. Ostigaard gli salta alle spalle nel primo gol, si perde Simeone che, a momenti, raddoppia. Così e così anche nella ripresa, quando poi deve alzare bandiera bianca per infortunio, si spera non grave.

(61′ Gonzalez) 5: Ritrova il campo dopo tre panchine, non incide nelle due fasi. AAA cercasi bella mezzala spagnola. Ultimo avvistamento: girone d’andata 2022/23.

Ramadani 5: Leggerezza al 93′, la più evidente, ma non la sola. Prima non è che abbia brillato di luce propria, strozzato dagli spietati mediani napoletani. Un bel lancio per Almqvist nel primo tempo e poco altro. Non controlla un passaggio abbozzato di Gendrey e nasce l’azione dello 0-2, quando insegue ma non è decisivo il ritorno su Kvara. Dovrebbe prendere in mano la squadra, ma spesso non lo si vede.

Rafia 5: Il copione è quello delle prime partite: tanta corsa, qualche spunto pregevole, tanti palloni mal recapitati o giocati in ritardo di un tempo e un po’ di superficialità in mezzo al campo. E Ostigaard che entra in area in disturbato in occasione del primo gol, senza essere marcato. Viaggia a velocità diverse con Almqvist.

(61′ Oudin) 5,5: Anche oggi il suo ingresso in campo non lascia segni. Un cross per Piccoli e un cross tagliato all’81’, non raccolto, in una mezzora di gioco in cui si vede decisamente a sprazzi.

Almqvist 5: Con Rafia non si intendono quasi mai. Troppo veloce lo svedese, troppo contemplativo il tunisino. Uno vuole l’uno-due veloce, l’altro aspetta palla sul posto. In due non ne azzeccano mezza. Corre tanto e la voglia non si discute, ma perde anche una quantità spropositata di palloni per via di dribbling troppo audaci. Ramadani lo lancia in contropiede al 25′, poteva servire Krstovic solo al centro ma perde tempo nel cercare il dribbling a rientrare sul mancino. Non deve diventare prevedibile, sennò il Lecce perde una freccia appuntita.

(82′ Corfitzen) 5: Nota positiva: l’esordio in A a nemmeno 20 anni. Nota negativa: troppa tensione nelle gambe, sfociata poi nella palla regalata al Napoli da cui arriva il terzo gol.

Krstovic 6: Anche oggi tanta voglia di bucare il portiere avversario. Occasioni non è che abbia tante, ma si fa trovare sempre pronto ad armare il fucile. Meret, con una difficile parata, gli nega il gol del pari nel primo tempo.

Strefezza 6: Corre, si propone, prende iniziative ma non salta l’uomo quasi mai. Spende tante energie nei ripieghi difensivi per poi arrivare a corto di fiato nei 25 metri avversari. Regala il pallone del pari a Pongracic che il croato spedisce in curva. Segna il gol del potenziale 1-2, più per papera di Meret che per propria bravura, ma Pairetto vede un giusto fallo di mani di Krstovic, poco prima. Dovrebbe alzare il livello di gioco, facendo pesare la sua qualità.

(71′ Piccoli) 6: Centravanti d’assalto che fa valere tutti i suoi chili in area avversaria. Bello lo stacco con cui spedisce il pallone sul lato esterno della rete.

All. D’Aversa 5,5: Pressing asfissiante nei primi dieci minuti e il Napoli non ci capisce granché. Poi gli avversari alzano i ritmi e fanno valere la loro qualità, andando avanti sfruttando un errore difensivo. Il Lecce ha un paio di buone occasioni, ma non le sfrutta. Dopo aver preso lo 0-2 mette mano ai cambi che, comunque, non danno grosse scosse alla squadra, chiudendo poi alla garibaldina ma coi fucili spuntati. Si sente l’assenza di Banda, quantomeno nella velocità a sinistra. Velocità che manca, maledettamente, in fase avanzata. E sono troppi i passaggi indietro. Gara persa contro un avversario di due spanne superiore e il punteggio è sin troppo eccessivo. Juve, Napoli in fila e ora il Sassuolo ammazzagrandi, con cui si deve ricominciare a muovere la classifica. Alcuni elementi tra i titolari sembrano appannati, manca la lucidità in fase offensiva e la precisione nei passaggi e nelle manovre. Ma siamo solo alla settima e di certo il Napoli non è il Poggio Rusco. Queste due partite contro due big hanno chiarito, a chi vaneggiava di Scudetto/Europa, che il campionato del Lecce è decisamente un altro. Fiducia e lavoro, questo è il percorso.