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foto: Nardò-Casarano (1-1) del 10/11/24
ph: Coribello

SERIE C-D – Un anno da ricordare: Casarano torna tra i professionisti, Nardò resiste e combatte con orgoglio

Il 2025 è stato un anno da archiviare con il sorriso per il Casarano e con sentimenti più contrastanti per il Nardò, due piazze storiche del calcio salentino che hanno vissuto dodici mesi intensi, ricchi di svolte e significati profondi.

Per il Casarano il 2025 resterà scolpito nella memoria collettiva. L’anno si apre con la volata finale nel campionato di Serie D, culminata, il 17 aprile, con la vittoria sulla Fidelis Andria che sancisce il ritorno tra i professionisti, un traguardo atteso da 26 anni e conquistato con merito grazie a un percorso solido, continuo e sostenuto da un entusiasmo crescente e da una società ambiziosa. La festa promozione ha rappresentato molto più di un salto di categoria: è stata la consacrazione di un club strutturato e maturo, capace di riportare il nome di Casarano nel calcio che conta.

Il ritorno in Serie C, affrontato nella seconda parte dell’anno solare, ha richiesto un inevitabile periodo di adattamento. Il club ha scelto la linea della continuità, confermando il tecnico della promozione Vito Di Bari, puntando su un gruppo competitivo e su innesti mirati, affrontando con pragmatismo un campionato più duro sotto il profilo tecnico e fisico. Tra difficoltà iniziali, prestazioni di carattere e punti pesanti conquistati soprattutto in casa, il Casarano ha chiuso il 2025 confermandosi squadra viva, organizzata e pienamente dentro la nuova dimensione professionistica. Rimane l‘ottima striscia di risultati utili consecutivi tra la terza e la nona giornata (cinque vittorie e due pareggi), la vittoria di fine anno contro l’Altamura che pone le Serpi al sesto posto a pari merito col Crotone, in piena zona playoff.

Diverso, ma non meno significativo, il percorso del Nardò, che nel 2025 ha vissuto un campionato di Serie D all’insegna dell’equilibrio e della solidità. I granata hanno attraversato momenti di buona continuità alternati a fasi più complesse, mantenendo però sempre una propria identità chiara. Il Nardò ha fatto della compattezza, dell’organizzazione difensiva e dello spirito di sacrificio i propri punti di forza, riuscendo spesso a imbrigliare avversari più quotati.

Nel corso dell’anno solare, la squadra ha dimostrato di poter competere stabilmente nella parte medio-alta della classifica, rimanendo a ridosso della zona playoff e confermandosi realtà affidabile della categoria con mister De Sanzo alla guida. Le trasferte solide, i derby giocati con personalità e una rosa composta da elementi esperti e giovani di prospettiva hanno rappresentato il marchio di fabbrica di una stagione vissuta senza clamori, ma con grande concretezza, chiusa con un onorevole settimo posto a pari merito con una delle delusioni della scorsa annata, la Virtus Francavilla. Dopo un brutto avvio di stagione 25/26, con un paio di sconfitte consecutive, arriva il primo punto in casa col Gravina, firmato dal gioiellino Sall, e la prima vittoria in campionato, quella sul campo della Real Normanna, griffata De Luca. Dal 28 settembre a oggi, il Toro è inciampato solamente due volte: in casa contro la Puteolana e in trasferta contro l’Heraclea, muovendo la classifica in tutte le altre undici partite, dando vita a una serie di risultati utili positivi (nove) dallo 0-0 colto ad Andria, serie proseguita con le vittorie casalinghe contro Acerrana, Virtus Francavilla, Ferrandina, quella esterna contro il Pompei e i pareggi con Francavilla in Sinni, Sarnese, Manfredonia e, nell’ultima dell’anno, Barletta.

Il 2025, dunque, racconta due storie diverse ma accomunate dalla stessa voglia di crescita. Da un lato il Casarano, tornato tra i professionisti e deciso a restarci; dall’altro il Nardò, chiamato a trasformare la continuità in ambizione. Due percorsi paralleli che confermano, ancora una volta, quanto il calcio salentino continui a essere vivo, competitivo e capace di regalare emozioni.

Se il passato recente è stato ricco di soddisfazioni, il 2026 promette nuove sfide. E per Casarano e Nardò, la voglia di scrivere altre pagine importanti è tutt’altro che esaurita.