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IL CORSIVO – Falco, il suo segreto di Pulcinella e il patto tra gentiluomini che gentiluomini non sono

Prenda esempio dai suoi “ex” compagni, Filippo Falco. Hanno sofferto, tanto, contro uno squadrone come l’Empoli. Si sono ritrovati, con spirito di abnegazione e sacrificio, hanno fermamente creduto nella rimonta per cancellare un’ora e passa di pallonate subite. E con il cuore, e con un pizzico di fortuna, ci sono riusciti. Si chiama: attaccamento alla maglia, espressione un po’ retorica ma che inquadra perfettamente il concetto di “dare tutto se stessi, fin quando ce n’è”

Il segreto di Pulcinella è stato finalmente svelato da mister Corini, ieri pomeriggio. Falco, che da un mese non viene utilizzato per via di alcuni problemi di vario tipo, ha ufficialmente fatto sapere che non se la sente di scendere ancora in campo con la maglia giallorossa, perchè vuole “un’esperienza diversa”.

Identico il caso Pettinari. Si tratta – dicitur – di “mal di pancia” da calciomercato. Nel caso di Falco, ne abbiamo avuto conferma ieri, da Corini. Nel caso di Pettinari: ufficialmente è mal di schiena. 

Questione di scelte e di attaccamento alla maglia, che, in questo caso, è evidente che non ci sia. Un tesserato rimane legato ad una squadra fino a prova contraria. E, fino a prova contraria, qualora sia in condizioni fisiche ottimali per permetterne un eventuale utilizzo, da parte del proprio allenatore, deve mettersi a sua disposizione. A maggior ragione, quando la squadra è fortemente falcidiata da squalifiche (Coda) e infortuni (certificati), come quello di Rodriguez, recuperato in extremis, o di Felici.

Falco si è tirato indietro, ignorando lo stato di assoluta necessità del mister, che non aveva grosse armi da opporre alla corazzata Empoli e ha dovuto stravolgere lo schema di gioco. I tifosi ne prendono atto. La società, per bocca del dt Pantaleo Corvino, ha affermato, qualche giorno fa, sia che sussiste una sorta di “gentlemen agreement” coi calciatori che desiderano andare via (ma non è chiaro se questo accordo tra gentiluomini implica il fatto, per i calciatori, di non mettersi, comunque, a disposizione del mister), sia che la società prende atto di quanto a lei dichiara l’area sanitaria in merito alle dolenzie dei calciatori.

Due domande: chi sarebbero i gentiluomini, a parte gli esponenti di via Costadura? Quale vantaggio ha il Lecce Calcio a sottoscrivere degli accordi con chi dimostra di non avere altro rispetto se non per i propri interessi

Sarebbe stato molto più corretto, forse, essere chiari, sin da principio. I tifosi, vedasi caso Petriccione a settembre, per dirne una, avrebbero capito. E si chieda, Falco, perché Andrea La Mantia, al 47′ di Lecce-Empoli, sembrava avere la morte nel cuore. Chissà perché. 

(Foto: Filippo Falco, ©SalentoSport/Coribello)