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foto: archivio
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Fortuna, pali, Falcone e Banda: miracolo a Torino, si torna a casa con un punto. Le pagelle

LE PAGELLE DI JUVENTUS-LECCE

Falcone 9: Altra serata memorabile nella sua ormai lunga esperienza salentina. La serata di super lavoro si apre al 3′ quando nega il gol a Cambiaso sul primo palo. Poi, con l’aiuto del palo e della linea, blocca un’incornata di David al 7′. Nella ripresa smanaccia un cross di Cambiaso deviato perfidamente da un suo compagno, con pallone che batte sulla traversa alta. Nega ancora il gol a David neutralizzandogli col piede l’inguardabile scavetto per poi ripetersi all’89’ sempre sul canadese. Il punto conquistato a Torino è suo per almeno l’80%.

Perez 5: Gettato allo sbaraglio a sorpresa, approccia con coraggio e sfrontatezza il duello con Yildiz per poi perderlo miseramente fino al cambio (giusto) deciso da Di Francesco.

(32′ Veiga) 5,5: Sicuramente meglio di chi ha rilevato (ma non ci voleva molto). Rimedia con la corsa al gap tecnico enorme verso Yildiz.

Gaspar 6,5: Più efficace palla a terra che sui palloni alti. Appoggia l’azione offensiva quando la gara lo permette. Raramente si fa trovare in ritardo sull’avversario.

Tiago Gabriel 6: McKennie lo fulmina in mezzo secondo, ma è l’unico errore grave della sua partita, in cui non ci sono state grosse distrazioni sino all’89’ quando si fa battere sul tempo da David che batte in porta ma trova Falcone a negargli il gol. Sulle palle alte è stato pressoché perfetto.

Gallo 5,5: Soffre maledettamente le incursioni degli avversari sulla sua fascia, arginandone pochissime. Fa fatica a sganciarsi sulla sua corsia per far respirare la squadra e cercare di costruire qualcosa in zona offensiva. Getta via un pallone – come Cambiaso – da cui nasce il gol dell’1-1 juventino. Recupera nel finale chiudendo la sua zona di competenza in un paio di occasioni.

Kaba 5: Ci mette il fisico finché ne ha, pressando alto il portatore di palla, poi quando finisce il fiato viene sistematicamente saltato e preso in mezzo dal veloce giro palla avversario. Tiene pochissime palle, limitato l’apporto in zona offensiva. Colpevole di un goffo intervento che causa il rigore fallito da David.

Ramadani 5: La generosità non si discute, nemmeno la corsa, ma purtroppo anche oggi è impreciso nel distribuire palla sotto il pressing feroce degli avversari. Si contano quattro errori pesanti che potevano costare carissimi.

Maleh 6: Gara di sacrificio, di sofferenza ma anche di esperienza nel recuperare qualche fallo-ossigeno, specie nel primo tempo. Nella ripresa cala fisicamente ma non alza mai bandiera bianca, dando tutto ciò che aveva dentro.

Pierotti 5: Ispirato nella corsa, generoso nella copertura difensiva non sempre efficace, testardo quando prende palla in zona tiro e non tira mai, come al 36′, o quando tira in modo inguardabile come al 13′.

(68′ Ndaba) 6: Difende la posizione e la sua porta con applicazione e diligenza, rischiando il giusto e facendo soprattutto cose giuste, cosa non da poco.

Camarda 5,5: Solo 13 palloni toccati in quasi 70 minuti, qualche appoggio di alleggerimento ai compagni e tanta corsa, soprattutto a vuoto, a rincorrere un pallone giusto che non arriverà mai, e non per colpa sua.

(68′ Stulic) 6: Un gol clamoroso sfiorato al 73′ e qualche buon pallone difeso quando la Juve attaccava a testa bassa.

Banda 7: La splendida stoccata a mezz’altezza si unisce a una buona gestione della palla nel primo tempo, con qualche audace accelerazione. Nella ripresa è col serbatoio a secco e si vede.

(81′ Helgason) 6: Difende due ottimi palloni nella zona caldissima della gara.

All. Di Francesco 6: (Del Rosso in panchina): Porta a casa un punto-strenna consegnato da Gesù Bambino scortato dalla Befana e dai Re Magi. Sono quattro i cambi rispetto alla gara di Como e c’è l’esordio a sorpresa di Perez per Veiga che, in settimana, aveva avuto un attacco influenzale. Promuove Camarda per Stulic, reintegra Gaspar al centro della difesa e sistema Banda sulla zona di Sottil. L’approccio è ordinato e a tratti sfrontato ma la festa dura poco. Fioccano le occasioni bianconere e solo Falcone e il palo negano alla squadra di Spalletti di andare al riposo in vantaggio. Kaba al centro del campo prova a far valere il suo fisico ma non basta perché viene sovrastato tecnicamente e atleticamente dalle incursioni degli avversari. Ramadani è fuori fase e l’unico a mantenere un briciolo di lucidità sembra Maleh. La partita di Perez, dopo qualche minuto giocato senza complessi di inferiorità rispetto a Yildiz, si chiude alla mezzora: il cileno è costantemente saltato dal turco e non si sa se abbia accusato o meno problemi fisici. In sostanza, scelta azzardata in tutti i casi. Nel recupero del primo tempo Banda sfrutta un erroraccio di Cambiaso scagliando il pallone alle spalle di Di Gregorio, facendo saltare di gioia il popolo giallorosso. Si attende la furiosa reazione bianconera che non manca: al 5′ è già pari con un cross di Yildiz sfruttato appieno da McKennie dopo palla persa malamente da Gallo. La fortuna e Falcone continuano a dettare legge nell’area giallorossa e il portierone giallorosso salva un tiro cross di Cambiaso, deviato, che si stampa sulla traversa. Entra Stulic per cercare di tenere qualche pallone in più rispetto a quelli protetti da Camarda (zero). La Juve continua ad attaccare, si cambia modulo passando a 5 dietro con l’ingresso di Ndaba. Il pareggio vacilla ma regge anche quando Falcone salva col piedino magico un rigore inguardabile di David. Il quarto d’ora finale è un assalto all’arma bianca ma il Lecce sfiora il raddoppio con un tiro a fil di palo di Stulic. Kaba non regge più, Gallo porta a casa qualche chiusura difensiva, Falcone salva ancora su David e il palo dice no a Yildiz. Una partita assurda, che passerà sicuramente alla storia giallorossa. Una sconfitta, sulla carta, scontata che si trasforma in un punto pesantissimo. Insperato, fortunoso, ma nel gioco serve anche la fortuna. E questo Lecce, giocando con carattere, pur con limitatissime risorse tecniche rispetto agli avversari, la fortuna se l’è meritata.