DEGHI – Paglialunga sulla ripartenza dell’Eccellenza: “Scelta inutile e molto pericolosa dal punto di vista sanitario”
Schietto e diretto. Ancora una volta il patron della Deghi Calcio, Alberto Paglialunga (in foto), non le manda a dire, e in un’esclusiva rilasciata ai nostri microfoni, esprime la sua opinione sulla nuova ripartenza del campionato d’Eccellenza, che, a suo modo di vedere, oltre che sbagliata ed inutile, potrebbe risultare pericolosa dal punto di vista sanitario. Nonostante ciò, il numero uno orange, dopo un confronto con i suoi ragazzi ed una presa di coscienza degli stessi, ha deciso di accettare la ripresa, confermando però dubbi e perplessità.
PERSO IL BLASONE – “L’11 aprile non è certamente la prima data che ci viene comunicata in merito ad una probabile ripartenza. Da notizie che ci arrivano è quella in cui la zona rossa dovrebbe essere prolungata proprio fino a quella data, con la speranza che si riesca ad uscire quanto prima da questa situazione.
Proprio per non farci mancare nulla, decidiamo di riaprire l’Italia con l’avvio del campionato d’Eccellenza, rischiando magari di far aumentare i contagi anche nel mondo del calcio dilettantistico. Per quanto mi riguarda è una scelta assolutamente sbagliata. Non reputo sbagliata la scelta di non voler chiudere un campionato, ma reputo sbagliata la scelta di non dare stimoli a quello che è sempre stato uno dei campionati dilettantistici più belli ed interessanti a livello nazionale. Purtroppo senza retrocessioni il tutto si trasforma in un vero e proprio torneo, dove tutti vincono e nessuno perde. Il vincitore dei vincitori andrà poi in Serie D dopo solo otto partite. Tutto ciò non lo ritengo corretto, sia per la storia di questo campionato sia per il momento storico che viviamo”.
“ECCO IL MOTIVO DELLA NOSTRA ADESIONE” – “Noi come Deghi per questa settimana non ci alleneremo in gruppo, ma faremo solo individuali di due massimo tre persone, in attesa di capire l’evoluzione della curva dei contagi. I ragazzi, con grande responsabilità, hanno assunto degli impegni di professionalità, cercando di evitare al minimo ogni tipo di contatto, e questo ovviamente non può che fare onore a loro. Personalmente credo che le date non verranno rispettate e che l’11 aprile non si comincerà, ma in quel momento bisognerà avere il coraggio di dir la parola fine. Proprio per questo, la mia intenzione ferma era quella di non ricominciare. Per i ragazzi, e per far riprendere a vivere molti di loro, abbiamo deciso di sottoscrivere questo tentativo di restart. Molti di loro nel bene e nel male fanno solo questo e personalmente non mi sembrava opportuno negar loro la possibilità di divertirsi e liberare la testa, il mio pensiero è noto a tutti. Oggi vi è la necessità di ritornare a vivere, superando anche alcuni problemi psicologici, ma questo non era il momento più giusto. Bisognava stringere i denti ed aspettare ancora un po’, poiché non credo che era il caso di ripartire in questo barbaro modo“.
SCELTA PERICOLOSA – “Questa è una situazione assurda e capisco che bisogna anche prendere scelte assurde. Probabilmente se fosse toccato a me scegliere avrei fatto anche peggio. Altra scelta sbaglia è stata quella di dare alle società alla possibilità di scegliere. Perché è ovvio che se nessuno ha nulla da perdere e non vi sono retrocessioni, tutti scelgono in questa direzione. L’unico nostro obbiettivo è quello di vedere tornare i nostri ragazzi sorridere e nulla più. Ripeto, scelta sbagliata, inutile, controtendenza con quello che oggi stiamo vivendo e per finire molto pericolosa dal punto di vista sanitario”.
