CALCIO – Gravina: “Dopo lo stop in Francia ho temuto il peggio. È tempo di riforme, sia per i professionisti, sia per i dilettanti”
Il presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina, ha fatto il punto della situazione intervenendo durante Radio Anch’io Sport, trasmissione radiofonica RadioRai. Vi proponiamo qualche passaggio della sua lunga intervista.
COPPA ITALIA – “Oltre 15 milioni di spettatori hanno seguito la Coppa Italia, speriamo che mercoledì (quando si giocherà la finale, ndr) ci sia un seguito altrettanto importante. Ci stiamo avviando verso la normalità, ma non va dimenticata l’esperienza drammatica vissuta, sperando che ci serva per migliorare come persone e uomini di sport. Se la curva dei contagi continuerà a migliorare, cominceremo a pensare al ritorno dei tifosi negli stadi“.
TIMORI – “Quando la Francia ha sospeso i suoi campionati, ho temuto per la sospensione definitiva anche in Italia. Col ministro Spadafora abbiamo avuto un rapporto continuo e costante e gli devo dare atto che la sua prudenza ci ha permesso di ripartire al momento giusto. Malagò? Ha vissuto questi momenti in maniera distaccata, forse troppo preoccupato dal fatto che potessimo essere l’unica federazione di sport di squadra a ripartire. Avrà avuto le sue ragioni”.
FEMMINILE – “Garantisco che non si ripartirà da zero, già il 25 giugno, nel prossimo Consiglio federale, si parlerà a lungo di calcio femminile e mi auguro che, quel giorno, possa esserci una grande sorpresa“.
RIFORME – “È arrivato, per il calcio, il momento del grande senso di responsabilità, bisogna prenderne spunto per creare una grande riforma. Nell’ultimo Consiglio federale ho esordito dicendo che non bisognava legarsi ad una riforma fatta solo di numeri, sia per i professionisti, sia per i dilettanti, ma bisogna orientarsi verso una riforma che ci indichi la strada di una nuova cultura sportiva, fatta di valori e prospettive. Ogni componente deve fare un passo indietro, ormai la riforma non è più procrastinabile“.
ALGORITMO – “Adesso ci sono squadre che hanno una partita in meno, non sarebbe giusto prendere l’attuale classifica e l’algoritmo, o meglio, la media ponderata, vuole mettere tutti nelle stesse condizioni”.
