IL CORSIVO – Pussa via, 2012!
Un anno ricco di colpi di scena. Dagli altari, alle polveri. Il contrario del duplice percorso di Napoleone narrato dal Manzoni nel ‘5 Maggio’. È successo di tutto, quest’anno, a Lecce. Nemmeno i fratelli Cohen avrebbero potuto scrivere una trama così sorprendente. Due allenatori, due società, due categorie saltate. Un primo posto condiviso col Carpi dopo aver dominato in lungo e in largo il girone A di Lega Pro. Trecentosessantasei giorni da far venire i capelli bianchi come quelli di Mario Monti e della sua inseparabile agenda.
GENNAIO – MAGGIO: LA SPERANZA DELUSA – Il 2012 giallorosso si apre ufficialmente domenica 8. Al ‘Via del Mare’, la Vecchia Signora spunta la vittoria con un blitz di Matri. Il Lecce non demerita ma deve abbassare la cresta. Conte, invece, la alza. Poi la prima vittoria dell’era Cosmi a Firenze, con un rigore di Di Michele. Ancora lui, al primo di recupero, strappa un punto in rimonta al Chievo (con cui, ora, è in rotta), quindi, l’exploit targato Giacomazzi contro l’Inter di Ranieri. A gennaio arrivano Strasser, Speziale, Miglionico, Blasi, Seferovic, Delvecchio, Bojinov e Di Matteo, salutano Mesbah, Ferrario, Bergougnoux, Pasquato, Olivera e Diamoutene. Febbraio si apre con la sconfitta di Udine, poi cinque risultati utili di fila contro Bologna, Atalanta (due 0-0), Siena, Cagliari (vittorie) e il pari in casa col Genoa, con Sculli che sfila la vittoria ai giallorossi negli ultimi minuti. Indolore la sconfitta di Milano, riparte la macchina da punti di Cosmi con i pareggi strappati contro Palermo, Novara e Cesena. Soli tre punti ma potevano esser molti di più.
La classifica, ora, è meno grigia, ma non basta. Serve vincere: e ad aprile ne arrivano due, di vittorie. La prima contro la Roma, l’altra nell’incredibile match di Catania, con Corvia e Di Michele che dall’88’ al 90’ rimettono la barca in rotta. Ma sarà l’ultimo hurrà. Muore Morosini, il match dell’Olimpico si gioca una settimana dopo: è 1-1, con Bojinov all’ultimo respiro. Quando occorre accelerare, il Lecce si ferma: 0-2 e 1-2 in casa da Napoli e Parma, poi Buffon s’impapera e la truppa di Cosmi strappa un punto alla Juve. Non basta più: la condanna ufficiosa alla B arriva con la rete del viola Cerci, quella ufficiale con il destro vincente del clivense Vacek. E’ il 13 maggio 2012: la Lupa ridiscende in B dopo due stagioni. Goodbye Kiss, cantano in quel periodo i Kasabian. Goodbye A, controcantano quelli del Lecce.
QUELLA LUNGA ESTATE CALDA – Ma, il macabro sottofondo del calcio giocato, si scopre essere il calcio “scommesso”. Il sospetto è che più di un giallorosso sia sceso a patti per manipolare alcune partite. Quello ancora più grave è che “La Madre di tutte le Partite”, il derby Bari-Lecce del maggio 2011, sia stato “taroccato” da alcuni emissari riconducibili alla stessa società Semeraro. Si mettono in moto studi legali, procuratori federali, tribunali, corti d’appello, Tnas. Si parla di valigette, autogrill, fascette, legali col vizio della puntatina. È caos completo. Il sequestro lampo di Obodo in Nigeria passa, addirittura, in secondo piano. Il 22 giugno esce allo scoperto la famiglia Tesoro che sottoscrive il preliminare di vendita. Giovanni Semeraro saluta tutti e se ne va, dividendo la tifoseria tra mezzipienisti e mezzivuotisti. Per un Serse Cosmi che va via (tra le lacrime), arriva un Franco Lerda a guidare la panchina giallorossa, Osti non serve più. Il 9 luglio, arriva il ‘pacco regalo’ con cinque mesi d’anticipo: Savino e Antonio Tesoro, nella conferenza stampa di presentazione, confezionano la carrambata e presentano anche Chevanton. Per Di Michele non c’è più posto, il Chievo lo aspetta.
LA MAZZATA DI SAN LORENZO – B o C? Suppostina o suppostona? Quasi tutti allontanano lo spettro della C, più per cieca fede che per obiettiva analisi dei fatti. Il dubbio è atroce e il mercato ne risente e zoppica. Il 26 luglio il Lecce è ufficialmente deferito per il calcioscommesse. L’estate, già torrida, diventa sahariana. I Tesoro mettono a segno i colpi Memushaj, Pià e Bogliacino, la prima di B manda il Lecce a La Spezia. Ma i giallorossi, a La Spezia, non ci andranno mai. La notte di San Lorenzo è un profluvio di asteroidi sulla testa dei salentini. La Disciplinare ordina: retrocessione in Lega Pro, 30mila euro di multa, cinque anni d’inibizione a Pierandrea Semeraro. E, giacché c’era, anche due calzoni, una pizza al taglio e due mezze minerali non gasate.
BENVENUTI AL NORD – Lo spettro diviene realtà il 23 agosto: il Lecce è nel girone Nord di Lega Pro. La trasferta più ‘vicina’ è a San Marino. Si esordisce con la Cremonese, le gare di Coppa con Chieti e Toro contano quanto un 2 di spade a ‘Chemin de fer’. Il mercato si movimenta ma serve una proroga: arrivano in Salento Vanin, Tomi, De Rose, Foti, Di Maio e Zappacosta, valigie in mano per Grossmuller, Speziale, Piatti, Bergougnoux, Delvecchio (“Sarei pronto a giocare in Prima Divisione col Lecce”, 23 maggio, “Chi ha dubbi è meglio che vada via”, 5 agosto, “Ufficiale, Delvecchio al Grosseto”, 31 agosto), Cacia, Mazzotta, Corvia, Romeo, Ofere.
ALLA BOLT – L’uscita dai blocchi del Lecce è rabbiosa: otto vittorie e due pareggi nelle prime dieci gare, cinque vittorie di fila nelle prime cinque giornate infilzando Cremonese, Cuneo, San Marino, Treviso e Tritium (leggasi “TRIZIUM”, aggiungere articolo “La”, comunicazione di servizio). Massimo vantaggio sulle inseguitrici, alla 10ª giornata (+8 sul Carpi). Nel mezzo, tre spolverate anche in Coppa al Martina, alla Nocerina (primo gol del gioiellino Malcore, 18 ottobre) e all’Aprilia. Poi, il motore s’inceppa: ko nel recupero di Lumezzane, vittoria stirata contro la Reggiana, ko dal Feralpisalò (che suona pure bene), sportellata dal Perugia in Coppa. Quindi, il “Crescendo” finale alla Rossini: 0-1 dal Sudtirol, 0-1 dal Carpi e, a chiusura, d’anno, il doppio brodo ristretto con l’Albinoleffe.
DUE – Totale bilancio d’esercizio Lecce 2012: 38 gare tra A e Lega Pro (22+16), 15 vittorie (6+9), 12 pareggi (9+3), 11 sconfitte (7+4). Ma questi sono numeri che lasciano il tempo che trovano. Il numero protagonista dell’anno solare che si sta per chiudere è il 2: doppio salto carpiato rovesciato e raggruppato, dalla A alla terza serie. Con onta incancellabile del derby “comprato”. Per digerire questa pietanza, pesante come un tagliolino panna e salmone (o, per restare in tema, come uno zampone con le lenticchie) non basterà un quintale di bicarbonato. A Lecce non ti rimpiangeranno, caro 2012. Adesso puoi anche andare.
