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foto: Baschirotto festeggia Dorgu dopo il gol
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Vittoria che vale doppio con un po’ troppa sofferenza. Dorgu uomo-ovunque: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-VERONA

Falcone 6: Serata di relativa tranquillità per tutti e 90 più recupero. Reattivo sull’unico tiro veronese di Suslov, anche se la respinta è un po’ troppo centrale.

Guilbert 6: Tiene la posizione, gestendo l’avversario diretto con tranquillità, ma sulla fascia spinge poco. Giallo assurdo in occasione dell’ingresso in campo dopo un lieve infortunio. Ingenuità che uno della sua esperienza non dovrebbe permettersi.

(62′ Pierotti) 5,5: Non riesce a tenere il pallone sul piede per far scorrere il tempo ma guadagna una punizione nei minuti finali che dà respiro alla squadra.

Gaspar 7: Un quasi gol di testa nel primo tempo, palloni respinti indietro a non finire, un intervento pulitissimo, ma un po’ troppo avventato, su Lazovic in area. Nella ripresa prova a mandare in gol Krstovic ma il centravanti si fa anticipare di un soffio.

Baschirotto 6,5: Insieme a Gaspar rintuzza qualsiasi pallone, basso o alto, spiovesse dalle loro parti. Prova praticamente perfetta in copertura, ma deficitaria quando deve impostare il gioco, cosa che non è per lui.

Gallo 6,5: Il corner guadagnato al 93′ vale mezzo gol. Una gara fatta di tanta corsa, cuore, applicazione e generosità, anche se pecca nei cross in area, spesso lenti o prevedibili, e sbaglia qualche passaggio di troppo. In difesa non soffre mai.

Ramadani 6,5: Chiede calma ai suoi compagni e li tranquillizza anche coi fatti, recuperando, specie negli ultimi minuti, palloni su palloni, quando, nonostante il vantaggio, cresceva la paura di non farcela.

Coulibaly 6: Cresce nella ripresa dopo un primo tempo un po’ troppo da ‘compitino’, bloccato nelle gambe come un po’ tutti i suoi compagni. Scherma a dovere la difesa. Esce stremato.

(85′ Oudin) sv

Dorgu 7,5: Uomo partita, uomo ovunque, uomo dei tre gol segnati ma solo uno convalidato, uomo buono per tutte le stagioni e tutte le posizioni. Prova sontuosa del danesino, spina nel fianco veronese sin quando gioca da esterno alto, abile nella gestione del pallone quando passa a terzino destro. Se non segnano gli attaccanti (l’attaccante) allora ci pensa lui, per la seconda volta.

Rafia 6: Mezzo passo indietro rispetto alla brillante prova di Napoli, ma solo perchè, rispetto alla sfida del “Maradona”, ritorna a tenersi tra i piedi il pallone per quei due secondi in più che bruciano i movimenti dei compagni e fanno perdere i tempi giusti per lo smistamento. Traccia un bel paio di traiettorie su calcio fermo (sul palo di Gaspar) e tenta anche il gol da 40 metri, vedendo il portiere fuori. Cala col passar dei minuti.

(62′ Pierret) 6: Ordinato, preciso, puntuale nel gestire il pallone che brucia sempre di più col passare dei minuti. Prova anche un mancino su azione da corner, allargando troppo il piattone.

Banda 6,5: Solita gara croce e delizia, stavolta con più delizie che croci, tra cui l’assist per il gol di Dorgu, una spinta continua sulla sua fascia di competenza, una quantità enorme di falli guadagnati e qualche tiro in porta avventato, improbabile, sballato come suo solito. Ma Banda è così, prendere o lasciare.

(73′ Morente) 5: In venti minuti sbaglia tutto quello che può sbagliare, sciupando un assist di platino di Rebic davanti al portiere, tentando veli improbabili, non tenendo mezzo pallone e permettendo a Suslov il tiro della speranza veronese.

Krstovic 6: La solita gara, fatta di tante sportellate, prese e date, di sponde e di difese palla spalle alla porta ma anche di tanti tiri che non hanno un perché, da qualsiasi posizione, spesso ciabattati.

(85′ Rebic) 6: Libera Morente davanti al portiere ma lo spagnolo spreca cotanta grazia di Dio calciandogli addosso.

All. Gotti 6,5: Vittoria doveva essere e vittoria è stata, ma che fatica, nonostante l’uomo e il doppio uomo di vantaggio… Oggi bisognava vincere e quello contava. Sta al mister, ora, monetizzare questi tre punti infondendo alla squadra fiducia in se stessa, capacità di gestire i momenti critici, intelligenza nel gestire il pallone quando serve, cosa che oggi si è vista a sprazzi. La squadra rischia poco, se non su un tiro di Suslov nei minuti finali, si affida all’estro di Banda e a quello di Dorgu ma denota ancora delle lacune che vanno colmate quanto prima, magari col rientro – si spera a breve – di Berisha, uno dei pochi in gradi di assicurare qualità nel passaggio smarcante ma anche intelligenza tattica in mediana. E soffre anche troppo col doppio uomo in più. Ora è tempo di festeggiare la vittoria, che mancava da una vita, e di resettare tutto, ripartendo con animo nuovo verso la prossima battaglia.