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ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Troppa differenza tecnica e poco cuore, salvo rare eccezioni: le pagelle del ko di San Siro

LE PAGELLE DI MILAN-LECCE

Falcone 6: Rischia di salvare la sua porta sul primo gol di Pulisic. Sul secondo e sul terzo può ben poco. Per il resto ordinaria amministrazione in una serata da cancellare in fretta.

Veiga 5: Falloso, approssimativo, poco concreto.

Gaspar 5: Pasticcia sul terzo gol milanista dopo una serata in cui non ha avuto un secondo libero nemmeno per salutare i parenti in tribuna.

Siebert 5: Si lascia sfuggire via come un pivello Pulisic sul primo gol. Non riesce a chiudere sul buco di Veiga e Gaspar sul terzo. Improbabile quando prova il passaggio di fino o il filtrante.

Gallo 6: Gara prettamente difensiva giocata su livelli apprezzabili, avendo messo più di una pezza su buchi dei suoi compagni. In avanti fa ciò che può, non essendo abilitato a fare miracoli.

Coulibaly 5,5: Fa quel che può contro un centrocampo numericamente e tecnicamente superiore. Corre più di tutti ma oggi non cava fuori il coniglio dal cilindro come domenica scorsa.

Ilic 5,5: Schiacciato indietro, ha poco tempo e spazio per farsi dare palla e imbastire la prima azione con un passaggio che non sia abbozzato o sgangherato come quello di diversi suoi compagni.

(70′ Kaba) 5,5: La palla sui suoi piedi scorre più lenta, così come il gioco del Lecce già sotto di due gol.

Maleh 6: Uno dei pochi che a San Siro non sfigura. Buon tocco di palla nello stretto, senso della posizione e tanta corsa.

(70′ Ngom) 5,5: A mente libera tenta un bel tiro sul finale, poi sbaglia un passaggio comodo a un metro.

Pierotti 5,5: Gara omologata al 29′ quando – come in ogni partita – parte a testa bassa stile rugby travolgendo avversari, palla e se stesso. Sacrificio in copertura ma poco altro.

(82′ N’Dri) sv: In dieci minuti tenta almeno tre incursioni sventate dai difensori. Ma quantomeno è uno che non ha paura di tentare il dribbling.

Stulic 5: Solo un tempo in campo in cui rincorre gli avversari invano e le poche palle che gli giungono sul piede, dopo il suo tentativo di stop, scivolano via.

(46′ Esteban) 6: Quantomeno ci mette la voglia su ogni pallone e sulla rincorsa sull’avversario. Si toglie anche la soddisfazione di tirare verso Maignan anche se l’azione sarebbe stata invalidata da fuorigioco. Lo spirito è quello giusto. Avessero tutti la sua voglia…

Monteiro 5: Dà la sensazione di avere nelle gambe la capacità di saltare l’uomo e di tirare in porta. Ma oggi di uomini non ne ha mai saltati o quasi e i tiri in porta sono rimasti ancorati sullo zero. Ancora una volta denota un po’ di insofferenza quando deve rincorrere gli avversari, con la stessa espressione di chi domattina si deve alzare all’alba per andare al lavoro. Da un suo stop approssimativo nasce l’azione del raddoppio milanista.

(70′ Fatah) 6: Uno spunto sulla sinistra a gara ormai morta e sepolta e la “soddisfazione” di una parata decisiva di Maignan.

All. Di Francesco 5,5: Una volta, due o tre decenni fa, quando si giocava con le big si sapeva di avere di fronte dei mostri quasi imperforabili, ma quantomeno il Lecce di quegli anni se la giocava palla su palla e, ogni tanto, qualche sorpresina ci usciva fuori – Govedarica-Casale docent – ma anche qualche pareggino insperato come quello arrivato col bolide di Calderoni a tempo scaduto nel 2019/20. Il Lecce di oggi è chiaramente meno forte tecnicamente, ma non solo. Non scende in campo con la voglia di scrivere la storia, di tentare il colpaccio, vada come vada. I piedi sono quelli e c’è ben poco da fare. Il Lecce visto oggi a San Siro si è discretamente disimpegnato per una ventina di minuti, ma niente di che. Ordinato, sì, ma poco altro. Enorme la differenza tecnica con gli avversari che, trovato il primo gol, hanno un po’ abbassato il ritmo, ben consci che, con lo scorrere dei minuti, avrebbero trovato il secondo e via dicendo. Al netto dell’inattesa assenza di Tiago Gabriel, al Lecce di oggi è mancata la qualità della giocata spiazzante, dell’uno-due veloce, degli scambi rapidi col compagno, di un filtrante ben calibrato e non calciato come se il pallone fosse una lattina di Coca Cola per strada. Ben pochi hanno dimostrato voglia, carattere e capacità di non sfigurare. In questo, il tecnico ha di che lavorare, come anche sulla tecnica di base di alcuni dei suoi calciatori che lascia molto a desiderare. Togliere Ilic e Maleh al 70′ è comunque una resa incondizionata.