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in foto: Blin, il migliore con Krstovic

LECCE – Tanto cuore ma zero tiri in porta: le pagelle del ko in casa della Juventus

LE PAGELLE DI JUVENTUS-LECCE

Falcone 6: Sostanzialmente incolpevole sul gol, attento nelle tante occasioni in cui è chiamato in causa, anche se non deve compiere alcun miracolo perché la Juve crea pochissime palle gol nitide. Gioca tanto coi piedi, stavolta senza sbavature.

Venuti 5,5: Bloccato dietro, qualche buona chiusura ma non si fa vedere mai in appoggio e in allungo sulla fascia, sbagliando anche diverse palle comode.

(63′ Gendrey) 6: Più dinamico di Venuti ma entra dopo un’ora di gioco, trovando qualche spazio in più per scatenare la corsa.

Pongracic 6: Si fa beffare solo da Rabiot, in occasione del gol, ed è un peccato, perché, per il resto, gioca una gara gagliarda.

Baschirotto 5,5: Grinta e impegno non mancano mai, peccato non aver avuto i riflessi pronti nell’azione del gol bianconero, tenendo in gioco un avversario di un nulla.

Dorgu 6: Nei primi minuti è bloccato dalla tensione e sbaglia quasi tutto. Ci mette un po’ a entrare in partita e a lottare, corpo a corpo, con McKennie, che gli sfugge un paio di volte. Meglio nella ripresa, quando trova più spazi sulla fascia e anche qualche cross, calibrato, spesso, con traiettorie prevedibili.

Blin 6,5: Deve lottare per due perché Ramadani non si vede granché. Fa il suo dovere, come sempre.

(82′ Piccoli) sv: Carattere da vendere, sarà utilissimo a questo Lecce.

Ramadani 5: Dovrebbe essere lo starter del gioco, ma non si accende mai, non esce mai dalle marcature dei trequarti bianconeri e sembra anche in affanno già nel primo tempo. D’Aversa lo tiene dentro sino a metà ripresa, ma la trama del film non cambia. Un bel lancio lungo per Krstovic e nient’altro.

(69′ Kaba) 5,5: Confusionario e sciupone in mezzo al campo, in ritardo sull’uomo e giustamente ammonito. Ma il rosso non ci sta e per quel rosso salterà il Napoli. Altra stecca dell’arbitro Giua.

Almqvist 6: Un paio di spunti interessanti non concretizzati sempre per un’inezia. C’è da dire che corre come un ossesso e a tutta fascia dall’inizio del campionato.

Oudin 5,5: Oggi il mago stecca. Si fa vedere solo su un paio di piazzati, mettendo dentro palloni interessanti, ma poco altro. In mezzo al campo viene schiacciato dagli avversari che vanno più veloci e che gli tolgono il tempo per ragionare.

(63′ Sansone) 5,5: Incide pochissimo nella mezzora in cui resta in campo.

Strefezza 6: Propositivo, dinamico, sempre nel vivo del gioco, rapido sino alla trequarti, quando, poi, il gioco del Lecce non riesce a trovare sbocchi per l’imbucata vincente. Cala alla distanza.

(63′ Rafia) 5: Forse sentiva troppo la gara dell’ex. Perde diversi duelli e palloni, perde l’avversario in corsa (e gli costa un giallo) e perde spesso il tempo giusto di gioco, tenendo la palla sempre un secondo di troppo.

Krstovic 6,5: Gara senza tiri verso i pali bianconeri, ma non senza corsa, sacrificio, sponde per i compagni, falli subiti e tante difese del pallone spalle alla porta.

All. D’Aversa 5,5: Prima sconfitta dopo sei partite, e molti (se non tutti) ci avrebbero messo la firma ad agosto. Se la gioca come può, cambiando diverse pedine rispetto a venerdì in vista del triplice impegno settimanale. Da subito la squadra soffre la pressione della Juve, anche se poi si condensa tutta nell’occasionissima di Chiesa. La difesa regge bene ma centrocampo e attacco fanno una fatica immane. Nella ripresa il copione non cambia sino al classico gol-partita di Allegri che chiude la gara di corto muso. Nervoso con l’arbitro, ma a ragione: il corner pre-gol non c’era, come non c’era il secondo giallo a Kaba. Il Lecce non tira mai in porta, non riesce a distendersi in avanti ed è troppo macchinoso, lento, scontato. Deludono i subentrati, ma oggi quasi tutti sono in giornata no. Rischia tutto sino al 97′, se avesse potuto sarebbe anche entrato in campo personalmente, ma la squadra non punge.