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LECCE – Le scuse di Padalino: “Amo questi colori e voglio portarli in alto, non volevo mancare di rispetto a nessuno”

Si è tenuta nel pomeriggio di oggi la conferenza stampa straordinaria di Pasquale Padalino. Il tecnico del Lecce è intervenuto su tutti i temi caldissimi che hanno tenuto banco nelle ore infuocate che hanno succeduto il brutto ko di Foggia, chiedendo scusa per gli errori commessi  ma mettendo in chiaro che la sua unica intenzione è quella di continuare in sella alla squadra giallorossa.

Mister Padalino ha così espresso il suo dispiacere per quanto gli è stato contestato da domenica pomeriggio in poi: “Partiamo dalla gara di domenica, perché forse nel postpartita non sono riuscito ad esprimere bene quello che pensavo. Sicuramente non abbiamo fatto una gara da Lecce, anzi non ci siamo proprio espressi sui nostri livelli, giocando una brutta gara, e per questo io chiedo e chiederò sempre scusa a tutti. Le accuse di aver fatto male domenica scorsa a Foggia ci stanno tutte, me le prendo e le porto a casa, ma quelle di non essermi impegnato per vincere le rimando al mittente. Io questa terrà continuerò ad amarla per sempre, perché mi ha accolto alla grande ed è diventata una seconda casa da oltre vent’anni. Dunque chi mi accusa di tradimento non mi lascia indifferente. Non è la delusione della partita a cambiare ciò che provo per Lecce e quello che è il mio obiettivo, ovvero regalare una gioia a questa gente e vincere il campionato. Io e la squadra ci crediamo ancora, che la lotta al vertice si chiuda in otto partite o più. Chiedo certamente scusa se ho urtato la sensibilità di qualcuno, non era mia intenzione come alcuni hanno dipinto in maniera un po’ cattiva. Chi mi conosce sa come sto quando perdo, ma da tecnico devo andare avanti, con tutti i miei limiti ma con grande impegno. Nessuno può dire che non ho fatto il massimo per questa città.

Il tecnico foggiano ha successivamente dato spiegazioni circa le situazioni ambigue che hanno scatenato la furia dei tifosi giallorossi: “Ci sono state delle foto che hanno scatenato infinite polemiche riguardo un mio atteggiamento ritenuto poco irrispettoso dopo il fischio finale. Le interpretazioni hanno differito dalla realtà. Sono andato verso l’arbitro per salutarlo e complimentarmi, e dopo averlo fatto Coletti mi ha fermato per fare lo stesso. Ho accettato di salutare il calciatore, e in quel momento sono stato immortalato in un’espressione che è chiaramente stata fraintesa. Una foto non può mettere in discussione il mio amore per il Salento. Per quanto riguardo il ritorno in pullman, era stato prestabilito che sarei rimasto a Foggia dai miei familiari. E’ chiaro che se avessi saputo che sarebbe nata questa situazione, avrei annullato i miei impegni e sarei subito tornato a Lecce. Quando ho detto “la sconfitta ci può stare” intendevo che era una gara da tripla, non certo che sono contento per il ko. Spero che queste spiegazioni siano servite a riappacificare la situazione e a farmi conoscere meglio. Perché non ho parlato prima? In realtà ieri prima dell’allenamento sono sceso dall’auto e, circondato dai tifosi, ho espresso ciò che pensavo. Nel corso della seduta non era semplice andare a spiegarsi”.

Infine, ecco la sua opinione sulle decisioni tecniche prese domenica nel prepartita dello Zaccheria: “Non abbiamo fatto una buona prestazione, e i motivi sono tanti, dalla tensione all’eccessiva pressione. Nella preparazione del match rifarei quello che ho fatto, anche se l’atteggiamento messo in campo non è stato per nulla quello giusto, quello che volevamo. Di certo quando ho fatto certe scelte le ho fatte per il meglio, anche se a volte non si sono rivelate quelle giuste, perché il risultato non mi ha dato ragione. A posteriori cambierei senza dubbio alcune cose, sebbene ripeto che quanto decisi domenica mattina era in relazione a come era andata la settimana, dunque ero convinto di aver preso le decisioni migliori per il bene della squadra. Per un allenatore vedere una sua creatura non esprimersi è una sofferenza, e sentirsi così contestati è una doppia sofferenza perché mi sono sentito abbandonato nel momento più difficile, ma questo resta un bell’ambiente e sono convinto che si potrà rasserenare.