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in foto: l'abbraccio giallorosso a fine gara
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Piccoli-Dorgu, in estasi il Via del Mare. Banda-Krstovic-Falcone, che pasticci… Le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-FIORENTINA

Falcone 5: Caro Wladimiro, a Lecce ti vogliamo tutti bene. Hai salvato la squadra decine di volte, dovrebbero mettere te al posto di Sant’Oronzo sulla colonna (ah, no, è ancora vuota). Ma: giocare troppo coi piedi non è per te. Spiegaglielo ai tuoi compagni e al tuo allenatore che insiste con la costruzione dal basso, nonostante il pressing sistematico sul portiere. Tu sei bravo con le mani, come hai dimostrato al 55′ su Lopez!. Piedi? Brutto! Ripetiamo insieme: piedi brutto!

Gendrey 6,5: Dalle sue parti, Sottil si fa notare solo per le sopracciglia da sparviero. Il francese gli toglie l’aria, lo spazio e il tempo per pensare, ribaltando l’azione non appena possibile con le sue sgroppate. Un po’ impreciso sui cross.

Pongracic 6.5: Sicuro, delle volte sin troppo, ma efficace e spietato sui sedicenti attaccanti viola. Sostanza e carattere da vendere. Belotti lo grazia nel finale.

Baschirotto 7: L’unica pecca della serata è l’aver giocato a palla avvelenata con Falcone in occasione dell’1-2 di Beltran. Per tutta la partita non ha lasciato nemmeno le briciole a Beltran, Nzola e soci. Miglior prestazione stagionale, ora manca il gol da corner.

Gallo 7: Una freccia su tutta la fascia per gran parte della gara, tanto che sembrava anche immeritata la sua sostituzione per Dorgu. Sta migliorando nei cross: quello per Kaba si stava per trasformare in assist se quel pallone fosse andato più giù di dieci centimetri. Si permette anche diverse chiusure su Nzola, più alto e più grosso di lui di un bel po’. Stantuffo inesauribile, direbbe Brunone Pizzul.

(75′ Dorgu) 7,5: La gioia di un gol al 92′, nel proprio stadio, con 30mila persone che scandiscono il suo cognome, la potrà raccontare a figli e nipoti. Continua il lavoro cominciato da Gallo, aggiungendoci il carico da undici.

Kaba 6,5: Un’ora sontuosa macchiata dall’unica pecca di aver perso di vista Mandragora sul gol del pari viola. Avrebbe meritato di entrare nel tabellino marcatori nel primo tempo. Partita di contenuto e di sacrificio: intelligente nello smistare palloni in mezzo al campo, efficace nel calamitarli e nell’aprire il gioco, esce dopo aver dato davvero tutto.

(75′ J. Gonzalez) 7: Con un paio di sprint, taglia a fette la viola negli ultimi minuti. Ingresso a palla, come non sempre succede. Sulla vittoria c’è anche il suo marchio.

Blin 7: Pulito, ordinato, efficace, spietato. Traballa per una ventina di minuti insieme alla squadra ma non fa sentire la mancanza di Ramadani. Sfiora anche il 2-0 nel recupero del primo tempo. Prezioso come un coltellino svizzero in campeggio.

Oudin 6,5: Sblocca la gara, a tratti la impreziosisce con i suoi barocchismi, anche se deve ricalibrare spesso le misure dei lanci e dei cross. Utilissimo in ripiegamento, con Gallo si diverte tanto sulla sinistra, fin quando non esaurisce la benzina dileguandosi un po’ nella ripresa.

(68′ Piccoli) 7,5: L’uomo degli ultimi minuti: stacco imperioso e palla del 2-2 in fondo al sacco. Ci mette lo zampino anche sul 3-2, scodellando un assist coi fiocchi per Krstovic prima della rete di Dorgu che spacca il Via del Mare. Da rivedere, magari con minutaggio maggiore, insieme al montenegrino.

Almqvist 7: Devasta fascia e avversari sino al triplice fischio. Quasi imprendibile sullo scatto e sul dribbling stretto, rivedibile nel tiro in porta, come già, purtroppo, accaduto in altre occasioni.

Krstovic 5,5: Lavora bene fior di palloni spalle alla porta e quasi sempre in inferiorità numerica. Sul groppone, però, si porterà il gol fallito clamorosamente al 49′, anche perchè, nell’azione successiva, la Viola pareggia. Avrebbe meritato il gol, che fallisce in almeno tre occasioni nitide. Ha una fame di porta da vendere, ma deve mantenere i nervi saldi. Questi non gol lo aiuteranno a crescere e a maturare. Ma è ora di sfondare la porta e le capacità per farlo le ha tutte.

Banda 5,5: Più di una volta risolutivo nei ripiegamenti difensivi (anche se lascia staccare Faraoni al 35′), ma deve anche sveltire la scelta decisiva di due o tre secondi, perché porta palla sempre un pizzico di più di quanto serve. Anche lui ha tanta fame di gol che spesso gli annebbia la vista. Davanti a Terracciano, ad ogni modo, doveva metterla dentro. Errore grave che lo manda in tilt nei minuti successivi e che, per sua fortuna, i suoi compagni riescono a cancellare in extremis.

(78′ Sansone) 6,5: Con un paio di spunti mette la firma sulla clamorosa e insperata vittoria della Candelora. Si fa perdonare la palla gol fallita a Genova.

All. D’Aversa 7: Perdere oggi sarebbe stata un’ingiustizia colossale, quasi quanto la pluriennale carcerazione americana di Chico Forti. Copione sempre uguale: gran primo tempo, chiuso solamente con una rete di vantaggio, meritandone almeno due. Secondo tempo rivoltato dai tre cambi di Italiano e dal gol estemporaneo di Mandragora dopo che Krstovic aveva fallito il 2-0. L’errore di Falcone stava facendo rispuntare fuori i fantasmi del passato recente. Nella fase calda getta in campo Piccoli insieme a Krstovic, rinunciando al quinto cambio e sostituendo Banda che era andato in tilt dopo il gol fallito. Stavolta, la fortuna è stata dalla parte di chi meritava di più: non è una follia vedere insieme Piccoli e Krstovic. Il gol del danesino e l’abbraccio collettivo sotto la curva sono l’immagine più bella della serata. E forse del campionato. Da rivedere la costruzione dal basso, magari incrementando la dose di tiri in porta in allenamento. Una vittoria che potrebbe essere la svolta della stagione.