LECCE – Pagellone andata: Mancosu è il top player, Falco-Vigorito i più decisivi. Liverani una garanzia

Petriccione, Armellino e Tabanelli le sorprese, Cosenza il meno prestante. Meccariello fatica a trovare continuità, al contrario di Lucioni e Bovo

A metà strada tra l’ultima sfida del girone d’andata, quella pareggiata con lo Spezia, e la prima del ritorno, prevista per sabato 19 in casa con il Benevento, è giunto il momento del consueto appuntamento con il Pagellone che tira le somme relative ai protagonisti in campo e non solo per il Lecce analizzandone le prestazione di metà stagione. Una prima parte di campionato che sorride di certo ai giallorossi, quarti in classifica a due soli punti dalla A diretta, a +4 dalla prima posizione, la nona, che non consente la qualificazione ai playoff e addirittura a +13 dai playout, con la salvezza praticamente in mano. Alla luce di ciò viene da sé che quasi tutti i ragazzi a disposizione di mister Liverani, ancora una volta per lo più impeccabile in panca, arrivano al giro di boa con un voto positivo a referto, frutto di prove che, qualora venissero confermate nel ritorno, consentirebbero ai salentini di lottare davvero per una promozione che la scorsa estate appariva come un’utopia.

PORTIERI:

Vigorito 7 – Arrivato in punta di piedi non tanto per il nome, visto che era reduce da una promozione da protagonista con il Frosinone, quanto perché non era tra i primissimi obiettivi di Meluso, il sardo non ha deluso. Anzi, dopo un primo periodo di assestamento, è stato costantemente tra i migliori in campo, risultando rivedibile solo con Salernitana e Pescara. Spesso le sue parate sono valse di fatto una vittoria o un pareggio (16 presenze 21 reti subite, media voto 6,33).

Bleve 6 – Di rientro in madrepatria, resta una sicurezza per il ruolo di secondo portiere. Chiamato in causa alla quarta giornata causa forfait nel riscaldamento da parte di Vigorito non evita il ko di Ascoli ma non ha colpe. E’ titolare poi nella prima vittoria stagionale con il Venezia (2 presenze 2 reti subite, media voto 6).

Milli sv – Ancora zero gettoni per la giovane promessa italo-canadese (0 presenze 0 reti subite, media voto sv).

DIFENSORI:

Fiamozzi 6 – Titolare della corsia destra ad inizio stagione, con il passare dei mesi ha perso in certezze e, consequenzialmente, in titolarità. Dall’esordio da sogno con tanto di gol a Benevento in poi non sempre ha convinto, fatta eccezione per la super prova di Pescara in cui ha dimostrato tutte le sue qualità, che restano indiscusse. Da dimenticare invece le ultime due occasioni concessegli con Cosenza e Perugia, nelle quali ha peccato soprattutto in copertura (8 presenze 1 rete, media voto 5,93).

Venuti 6,5 – Parabola opposta rispetto a quella di Fiamozzi, anche perché arrivato in extremis e in ritardo di condizione. Nelle prime uscite è apparso in affanno laddove non fuori fase, andando via via a migliore fino a prendersi la fascia destra e realizzando addirittura due gol decisivi. Malissimo l’esperimento da centrale a Pescara (16 presenze 2 reti, media voto 6,04).

Lepore 6 – Il capitano, causa concorrenza agguerrita, rispetto al passato può dire la sua solo parzialmente, ma quando è stato chiamato in causa si è sempre dimostrato all’altezza della categoria. A 33 anni non riesce a sfrecciare come un tempo e paga soprattutto in termini di incisività offensiva. Il tutto mitigato dalla solita grinta e generosità tipiche di chi resta leader sebbene utilizzato con il contagocce (4 presenze 0 reti, media voto 6).

Lucioni 7 – Giudicare l’andata del colpaccio del mercato estivo per quanto riguarda la difesa è da un lato difficile, visto che i residui della squalifica per doping gli hanno esattamente fatto saltare metà girone, dall’altro semplicissimo. Impossibile non dargli un buon voto, che non è più alto solo per il suddetto motivo: con lui in campo la retroguardia cambiava volto, guadagnando nettamente in sicurezza e solidità, aggiungendoci anche il gol decisivo con il Padova. Ecco perché i tifosi stanno tremando per il pressing convinto del Sassuolo che lo vuole suo titolare in Serie A (9 presenze 1 rete, media voto 6,61).

Meccariello 5,5 – Se vogliamo, l’esatto opposto rispetto allo Zio. Il centrale beneventano è stato sempre titolare, fatta eccezione per la squalifica di Cosenza e la scelta tecnica di La Spezia, ma nel corso di un girone d’andata che lo ha visto sempre protagonista non ha saputo affiancare la continuità alla qualità di ottimo difensore spesso e volentieri dimostrata. I troppi svarioni difensivi di cui è stato protagonista, costati anche dei punti con Benevento, Ascoli, Palermo e Pescara, rendono impossibile dargli una sufficienza che, considerando solo gli altri match, supererebbe ampiamente (16 presenze 0 reti, media voto 6).

Bovo 6,5 – Potenzialmente forma con Lucioni la coppia difensiva titolare di questo Lecce. Potenzialmente, perché di fatto li abbiamo visti all’opera di fianco solo a La Spezia, e con ottimi risultati (che sia una chiave futura?). Purtroppo anche per lui il giudizio è solo parzialmente positivo, alla luce delle troppo poche apparizioni dal primo minuto. Che, comunque, sono sempre state caratterizzate da una qualità di categoria superiore: recuperasse appieno fisicamente il Lecce sarebbe al sicuro (6 presenze 0 reti, media voto 6,60).

Marino 6 – Nella fase centrale del girone d’andata è stata una delle sorprese più belle di questo Lecce, poiché in relazione al solo inizio campionato chiamato in casa come titolare addirittura di più rispetto alla passata stagione. E lui si è sempre fatto trovare pronto, magari non spiccando rispetto ad altri ma nemmeno demeritando. Prima scelta fino per sostituire Lucioni, e con merito (7 presenze 0 reti, media voto 6,06).

Calderoni 6,5 – L’unico mancino di fascia, visto che Di Matteo ha praticamente vissuto da fuori rosa, l’ex Novara è stata spesso l’arma in più della fase offensiva di Liverani. I suoi cross, i preziosi assist e anche le conclusioni dalla distanza sono risultati devastanti quando adoperati con efficacia. Peccato solo per qualche uscita a vuoto in fase difensiva e per diverse prove sottotono: in lui si notano il doppio essendo uno dei fulcri del gioco giallorosso (15 presenze 0 reti, media voto 6,10).

Cosenza 5,5 – Un voto di stima e ringraziamento per quanto fatto l’anno scorso e per la grinta dimostrata anche stanno ogni volta in cui Liverani lo ha gettato nella mischia. Poche, a dir la verità, e tutte compromesse sia dalla prova in Coppa con il Genoa, in cui è stato spazzato via da Piatek, sia dall’ingresso da incubo con il Benevento, quando non è riuscito ad arginare la rimonta sannita, anzi. Forse la Serie B non è propriamente la sua categoria (4 presenze 0 reti, media voto 5,25).

Di Matteo sv – Separato in casa e reintegrato causa altrui acciacchi, non è mai sceso in campo anche perché considerato partente già a settembre (0 presenze 0 reti, media voto sv).

Riccardi sv – Reduce da un lungo infortunio, è finalmente tornato in campo a fine anno con la Primavera. Liverani crede molto in lui (0 presenze 0 reti, media voto sv).

CENTROCAMPISTI:

Mancosu 7,5 – Capitano (viste le contenute apparizioni di Lepore, Cosenza ed Arrigoni, coloro che lo precedono nella gerarchia), trascinatore, goleador, chiave tattica: praticamente il top player di questo Lecce. Forse un po’ a sorpresa, visto il lungo recente passato in Serie C, ma neanche tanto, perché le qualità che ha messo in campo le ha sempre dimostrate. Semplicemente in pochi lo avrebbero pronosticato tanto devastante almeno fino a novembre, capace di annientare da solo difese da Serie A come quelle di Benevento e Verona, tra le tante ferite dai suoi colpi. Chissà in che posizione avrebbe chiuso il 2018 il Lecce se il sardo non avesse fisiologicamente risentito delle voci di mercato che lo vorrebbero, o avrebbero voluto, subito in A con la maglia del Cagliari (18 presenze 5 reti, media voto 6,44).

Petriccione 7 – Il Modric giallorosso, così subito ribattezzato dai propri tifosi di cui è immediatamente divenuto beniamino, ha avuto un impatto stratosferico con la stagione. Partito mezzala destra, ruolo in cui non riesce ad esprimersi al massimo, grazie alle garanzie offerte in quel ruolo da Tabanelli ed Armellino ha potuto finalmente agire come playmaker basso dando una sterzata al gioco e al possesso palla giallorosso. Con un maestro come Liverani il futuro è dalla sua parte, e può fare ancora molto, molto meglio (17 presenze 0 reti, media voto 6,24).

Scavone 6 – Tra quasi tutti i componenti della rosa giallorossa, in particolare tra i titolarissimi, è sicuramente colui che ha carburato più tardi. Elemento imprescindibile nello scacchiere tattico di Liverani, al tempo stesso è stato quello più sostituito, non solo per il dispendio di energie a cui si sottopone, frutto di impegno e corsa, ma anche perché molto spesso non è riuscito a esprimersi sui livelli richiesti dall’allenatore. La musica sembra essere cambiata, però, nell’ultimo mese e mezzo, in cui oltre ai due gol sono arrivate prove da uomo-promozione, come è stato in effetti gli ultimi due anni al Parma (16 presenze 2 reti, media voto 6,06).

Tabanelli 7 – Oggetto misterioso nonché unica mezza delusione della passata trionfale annata, Tabagol si rifà con gli interessi. Nella gara con il Venezia il suo ingresso è accolto da qualche fischio; mugugni che spazza via con l’assist-vittoria per Palombi e a cui fanno seguito prove di immensa qualità (stecca solo con Cittadella e Perugia), interrotte da qualche acciacco con l’arrivo dell’inverno. Tutti avrebbero preferito la conferma di Pacilli in estate, e invece ecco l’ennesima scommessa vinta da Liverani (12 presenze 2 reti, media voto 6,61).

Armellino 7 – Se non c’è Tabanelli, c’è lui. Il settore destro del centrocampo del Lecce sembrava essere il punto debole dell’undici di mister Liverani, che invece dopo l’ex Pisa rispolvera anche un elemento fondamentale in C, ma che quest’anno sembrava un esubero tanto da toccare il campo due scampoli di match fino a metà novembre. Poi la svolta con la Cremonese, l’assist con il Carpi, il gran gol con il Padova e un ruolo da protagonista ritrovato e che ha legittimato con prestazioni sempre ottime, tanto da garantirsi la miglior media voto tra tutti (8 presenze 1 rete, media voto 6,64).

Arrigoni 6,5 – Probabilmente per le sue caratteristiche di regista lottatore più che palleggiatore questa Serie B giovane, veloce, in cui si gioca molto la palla non è il suo terreno. Liverani lo sceglie comunque per un approccio più esperto e guardingo alla categoria che consenta in contemporanea lo svezzamento di Petriccione, e lui risponde da leader non steccando mai e dando il solito equilibrio alla squadra. Chiuso dall’esplosione del biondo friulano e dall’arrivo di Tachtsidis è ora sul mercato: un peccato, perché una sicurezza come lui può far comodo anche a chi ha alzato l’asticella (10 presenze 0 reti, media voto 6,25).

Haye 6 – Un voto di fiducia, perché dell’olandese abbiamo visto veramente poco o nulla. In realtà quando è stato chiamato a gara in corso ha fatto sempre vedere di essere in possesso di numeri importanti, pur tuttavia lasciando intendere di non essere ancora a suo agio con un calcio, quello italiano, decisamente più tattico e ruvido rispetto a quello dei Paesi Bassi. Brescia esclusa, ha comunque ben figurato ogni volta che ha toccato il terreno di gioco (7 presenze 0 reti, media voto 5,90).

Tsonev sv – Unico componente della rosa giallorossa a non aver mai toccato il rettangolo verde assieme a Milli e Di Matteo. Un peccato visto gli ottimi due anni precedenti, ma Liverani avrà avuto i suoi buoni motivi (0 presenze 0 reti, media voto sv).

ATTACCANTI:

Falco 7,5 – Mancosu gli soffia la palma di miglior giallorosso del girone d’andata per un’inerzia, rappresentata dal semplice fatto di aver dato il suo in ogni gara fin qui disputata dal Lecce a differenza del tarantino, out per infortunio in ben cinque occasioni. Tolte le sfortunate assenze, però, MaraFalco si è sempre dimostrato decisivo, un calciatore di categoria superiore che sembra incredibile non sia stato in grado di esplodere in A. Assistman d’eccezione, all’occorrenza goleador, inarrestabile nei dribbling, il 20 di Liverani può dare alla squadra quella qualità necessaria per ambire a qualcosa di importante (13 presenze 4 reti, media voto 6,58).

Palombi 6,5 – E’ stata la prima punta a sbloccarsi, sbloccando a sua volta il Lecce. Le doppiette con Venezia e Livorno hanno infatti concesso alla squadra di prendere fiducia in sé stessa e di lanciarsi nelle zone alte della classifica, facendo ritrovare alla Serie B quel giovane attaccante dinamico e opportunista che era stato apprezzato con la maglia della Ternana. Qualche errore sottoporta di troppo ha portato a un calo delle prestazioni verso il termine dell’andata, ma il suo apporto alla squadra e alla manovra non è mai venuto meno (16 presenze 6 reti, media voto 6,03).

La Mantia 6,5 – Arrivato in leggero ritardo di condizione ci ha messo qualche settimana a carbura, fino alle prestazioni maiuscole con Livorno, Cittadella e Verona che lo hanno fatto conoscere davvero ai tifosi leccesi. Elemento di peso dell’attacco giallorosso, quando è in campo il numero dei cross aumentano esponenzialmente. Con un po’ più di cattiveria sottoporta avrebbe già superato la doppia cifra (15 presenze 6 reti, media voto 6,13).

Pettinari 5,5 – Delle punte a disposizione di Liverani è certamente quella che si è espressa meno bene. A farla da padrone circa la sua valutazione è certamente lo zero alla voce gol siglati, dato inaccettabile viste le sue qualità e il numero di gol messi a segno dal Lecce. Certo, la sua crescita è stata bruscamente interrotta da un infortunio e l’aiuto alla squadra è stato quasi sempre encomiabile, ma il 2019 deve segnare la sua svolta per non essere ricordato come una meteora al Via del Mare. A La Spezia ha mostrato di poter tranquillamente essere una punta di riferimento (10 presenze 0 reti, media voto 6,06).

Dubickas sv – Tenuto in rosa in quanto unica punta under, il lituano ha avuto troppi pochi minuti per mettersi in mostra e aiutare la squadra (2 presenze 0 reti, media voto sv).

Chiricò sv – L’acquisto più discusso della storia recente del Lecce ha fatto parlare di sé tantissimo fuori e quasi mai dentro il campo. E dire che è risultato decisivo per portare in vantaggio la squadra nell’unica gara giocata, quando con la Salernitana entro in campo e con una gran giocata guadagnarsi la punizione del gol di Falco. Giusto per far aumentare i rimpianti in seguito agli errori del passato che ne hanno reso impossibile la permanenza in giallorosso (1 presenza 0 reti, media voto 6,5).

Torromino sv – Ai margini da subito del progetto tecnico di Liverani, il crotonese ha giocato solo pochi minuti a Livorno. Un gran peccato, più per quanto ha dato ai colori giallorossi che per l’utilità che avrebbe avuto quest’anno (1 presenza 0 rete, media voto sv).

ALLENATORE E DIRIGENTI:

Liverani 7 – Un voto che sarebbe potuto essere tranquillamente più alto per quanto di sorprendentemente positivo fatto dal Lecce nel girone d’andata, ma anche più basso viste le tante occasioni sprecate (Benevento, Salernitana, Cittadella, Palermo, Brescia) per una gestione non azzeccata delle fasi clou dei match. E questa in effetti è stata l’unica pecca di un tecnico che ancora una volta ha dimostrato tutte le sue qualità, optando per la coraggiosa scelta di puntare al gioco più che speculare sul risultato, scelta pagata dallo spettacolo, dai gol e dalle belle prestazioni che hanno offerto i suoi ragazzi. L’aver valorizzato talenti come Falco, Palombi, Petriccione e Mancosu e rispolverato altri come Tabanelli, Armellino e Bovo, ma soprattutto l’ottimo quarto posto di fine andata, sono le ciliegine sulla torta (media voto 6,39).

Dirigenza 8 – Se Mancosu è stato il migliore tra gli uomini di campo, nel complesso il successo di questo Lecce va ad attribuirsi soprattutto a una società magari inesperta su alcuni piani, ma impeccabile e vogliosa di far bene in primis. L’unica pecca è certamente stata la gestione della vicenda Chiricò, un problema che non sarebbe mai dovuto nascere e che rischiava di compromettere molto. Una vicenda comunque risolta e dimenticata, nulla dunque rispetto a una campagna acquisti da zona playoff e il solito attaccamento ai colori che è imprescindibile per far bene a queste latitudini.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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