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ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Le offese non sono opinioni ma il dissenso dei tifosi nasce dalla paura, non è disamore

Sarebbe ingiusto far passare i fischi di una parte della tifoseria alla squadra come contestazione aperta o sfiducia verso la società.

I fischi di Lecce-Venezia nascono dalla frustrazione di (elenco non esaustivo): aver dovuto ancora rinunciare ad una vittoria casalinga che manca dal 15 dicembre; da una vittoria, in generale, che manca da otto partite; di aver fallito un mini matchball che avrebbe estromesso forse definitivamente il Venezia, dopo il Monza; dalla paura di non farcela, visti i soli tre punti portati a casa sui 24 disponibili nelle ultime otto partite; da un attacco ancora troppo sterile, il secondo peggiore di tutta Europa, a prescindere dalla modalità di analisi dei numeri (solo il Valladolid, ad oggi, è ancora piè sterile); dall’aver permesso al Venezia di andare in vantaggio per propri demeriti e non per meriti dei lagunari; dal vedere pochi margini d’uscita da un tunnel che sta diventando sempre più lungo; da un calendario terribile nelle ultime sette. E poi, da un mercato estivo e, soprattutto, invernale, che non sta portando i frutti sperati.

Il dissenso è legittimo, ma – come più volte ribadito – non deve mai sfociare nelle offese personali. Se qualche tifoso ha varcato tale limite è giusto stigmatizzarlo ed è giusto che chi ha alzato troppo i toni entrando nel campo delle offese, lasciando quello delle opinioni, se ne assuma eventualmente le proprie responsabilità.

Nel marzo 2024 scrivevamo così:

– La stragrande maggioranza delle critiche dei tifosi è esposta in maniera educata e che il diritto di critica è sacrosanto per chi ha cuore le sorti della squadra. Criticare (educatamente) non significa remare contro. Non bisogna confondere il diritto di critica col disamore per squadra e società. Chi critica è perché è troppo innamorato di quei colori e vorrebbe far di tutto per risollevare la squadra dal momentaccio. Proprio come i cori della Nord o del settore ospiti alla fine delle partite. La critica è fatta per amore. Le frasi offensive, volgari, sconclusionate, degradano soprattutto il soggetto che le scrive o le pronuncia.

– che non si può scrivere che va tutto benequando non va tutto bene;

– che, sinora, non è mai mancato l’appoggio alla squadra;

– che la squadra è giovane e che il Lecce sia in fondo alla classifica per il monte stipendi, sono dati di fatto, ma ora la situazione di classifica invita a mettere da parte queste statistiche, perché il Lecce ha bisogno di punti, a prescindere dall’età media o dalla media degli stipendi erogati ai calciatori;

Di paura, nell’ambiente, ce n’è tanta e ciò è abbastanza palese. D’altronde, anche il direttore tecnico Pantaleo Corvino, poche settimane fa, aveva affermato di svegliarsi ogni mattina con la paura di perdere “perché ciò aiuta a vincere. E che “la paura ti aiuta a dare il meglio.

Il sostegno dei tifosi, in casa e fuori, non è mai mancato. Il Lecce ha una delle tifoserie più colorate, presenti e calorose d’Italia e anche questo è un dato di fatto. Come stima e rispetto raccolgono la società di Sticchi Damiani, ovunque, in Italia e fuori, per l’idea di gestione basata sul rispetto dei bilanci, delle regole e sulla sostenibilità economica.

Detto questo, puntare il dito contro i tifosi che fischiano (“fuoco amico”), sia da parte della società, sia da parte del mister (che ha abbandonato la conferenza stampa in maniera stizzita in risposta a una domanda in merito da parte di un collega), in un momento come questo, appare esagerato.

I fischi non erano meritati perché la squadra, comunque, ci ha messo impegno ed è stata sfortunata. Ma da qui a farne una polemica aperta, ce ne passa.

Dopo Frosinone-Lecce 1-1 del 3 marzo 2024 (gara precedente all’esonero di D’Aversa contro il Verona), il presidente stemperò la contestazione dei tifosi etichettandola come manifestazioni d’amore. Il Lecce di marzo 2024 e il Lecce di aprile 2025 si trovano nelle medesime condizioni, ambientali e di classifica. E perchè quelle di domenica non dovrebbero essere delle manifestazioni d’amore?