foto: Cheddira: ancora a zero retiph: Coribello/Salentosport
LECCE – L’ultimo miglio per la quarta (si spera) salvezza: ma senza gol il traguardo si allontana…
A otto partite dalla fine il Lecce è, senza dubbio, in corsa per centrare la tanto agognata quarta salvezza consecutiva. I giallorossi affronteranno lo sprint finale partendo dal terzultimo posto al pari della Cremonese con cui però sono in svantaggio per la peggior differenza reti negli scontri diretti (sconfitta 2-0 a Cremona, vittoria 2-1 al Via del Mare).
ATTACCO DA INCUBO – I tasti dolenti restano le cifre dell’attacco e degli attaccanti. Insieme al Parma, il Lecce è il peggior attacco della Serie A con 21 reti realizzate in 30 partite (media gol/partita: 0,70). Rispetto al Parma, però, il Lecce ha sette punti in meno. Ad oggi, inoltre, Stulic e compagni fanno registrare il peggior dato di xG. Gli xG, o “gol attesi”, sono un parametro usato dai siti specializzati in statistiche sul calcio che rappresenta la probabilità che un tiro si trasformi in gol sulla base di diverse variabili, come la distanza da cui viene effettuato, la posizione rispetto alla porta, la presenza o meno di avversari a contrastarne la traiettoria, ecc. In sostanza, quella cifra esprime la qualità delle azioni costruite da ogni squadra e la capacità di trasformare in gol un’azione offensiva. Ecco, il Lecce ha il peggior dato della Serie A anche in questo caso, con un xG di 27,84, di gran lunga peggiore rispetto al dato della penultima, anche in questo caso il Parma, che ha un xG di 29,85. Primo è l’Inter con un coefficiente di 72,03. (dati understat.com).
PENULTIMI IN EUROPA – Paragonando la media gol di Lecce e Parma a quella dei peggiori attacchi di ognuno degli altri quattro top campionati europei, i salentini e i ducali sono penultimi: l’attacco meno profilico del Vecchio Continente è quello dell’Oviedo, club spagnolo, con una media gol di 0,68 a partita; poi Lecce e Parma per la Serie A con 0,70, quindi i Wolves (Premier League britannica) con 0,77, pari merito tra Le Havre e Auxerre con 0,81 (Ligue 1 francese) e St.Pauli (Bundesliga tedesca) con una media gol di 0,88.
I NUMERI DEI SINGOLI – Passando ai numeri dei singoli: il capocannoniere del Lecce ha solamente tre gol. In questo caso si tratta di pari merito a tre tra Coulibaly (0,120 gol a partita, da centrocampista), Stulic (0,10) e Banda (0,125); resta ancora desolatamente a zero la casella dei gol di Cheddira, già in campo nove volte da febbraio a oggi. Si può senza dubbio affermare che l’annoso problema del gol – sinora – non sia stato risolto nemmeno con gli innesti del, mercato invernale. La squadra di Di Francesco accusa evidenti difficoltà a rendersi pericolosa nei pressi della porta avversaria, prediligendo il solito gioco sugli esterni per un tiro diretto o un cross al centro quasi sempre non sfruttato dal centravanti di turno. Con l’infortunio di Camarda, scegliere di puntare esclusivamente su Stulic e Cheddira come centravanti d’area forse è stata una mossa azzardata, anche perché non si sa ancora quando e come rientrerà il gioiellino scuola Milan. Siamo ormai negli ultimi due mesi di campionato, il periodo clou per ogni squadra ancora in lotta per centrare il proprio obiettivo.
Vedremo se Di Francesco s’inventerà qualcosa di nuovo, a partire dalla partita contro l’Atalanta, o se continuerà a puntare sulla staffetta – sin qui arida di gol – tra Stulic e Cheddira. Di certo, qualcosa di nuovo va provato, almeno per cercare di dare una svegliata a una squadra che in fase difensiva si fa rispettare ma che, quando deve costruire, evidenzia gravi lacune tecniche.
