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foto: A. Blin (archivio)
ph: Coribello/SS

LECCE – Hjulmand-Baschirotto e non passa nessuno. Blin, ciliegina sulla torta: le pagelle

LE PAGELLE DI ATALANTA-LECCE

Falcone 6 – Nel primo tempo rischia un po’ con un’uscita a pugno su Hojlund al limite dell’area piccola. Blocca due iniziative bergamasche con due parate sicure, a cui si aggiunge un’altra uscita un po’ così. Attento nella ripresa sino al minuto 87, quando si addormenta su un rinvio di piede, riaprendo, di fatto, la partita. Errore a cui rimedia prima su Hojlund, poi, da campione, su Muriel in pieno recupero.

Gendrey 6 – Baroni lo lega col guinzaglio al palo della porta e il francesino sprint esegue i compiti con diligenza, non senza soffrire un po’, soprattutto nel primo tempo. Quando la squadra si compatta ancora di più, nella ripresa, non molla un pallone che sia uno.

Tuia 6,5 – Ci mette un po’ a prendere le misure all’attacco nerazzurro, anche perché deve scrollarsi un po’ di ruggine, dato che è dalla quinta di andata che non scendeva in campo dall’inizio. Aiutato da un immenso Baschirotto, trova i tempi e le misure degli interventi, rimediando anche a qualche topica dei compagni. Finisce la benzina e forse si fa anche male, ma prova positiva.

(68′ Ceccaroni) 6,5 – Esordio molto positivo per l’ex Venezia. Entra pressoché a freddo ma ci mette poco a carburare e a far valere la sua esperienza con interventi puliti, pressing alto, spazzate risolutorie. Prestazione che darà tanta fiducia a Baroni.

Baschirotto 7,5: Un cane rabbioso per tutti e cento i minuti di gara. Toglie il fiato a Lockman e Hojlund, raddoppiando le marcature quando occorre. Non si fa problemi a spazzare il pallone in tribuna, tra gli olè del settore ospiti. Gara ai limiti della perfezione, come, ormai, spesso accade. Un muro.

Gallo 6,5 – Soffre leggermente di meno rispetto al suo collega di fascia Gendrey e si toglie anche lo sfizio di andare, talvolta, in profondità, mettendo al centro qualche pallone sempre un po’ troppo fuori misura. Nella ripresa, trova anche più coraggio e ha sul mancino una buona palla da calciare di controbalzo, ma ci rinuncia.

Blin 7,5 – Il secondo gol in maglia giallorossa e primo in Serie A ha il peso specifico del cemento misto al piombo. Non solo va di spada per tutta la partita, pressando chiunque gli capiti a tiro, proponendosi per le ripartenze, dando una mano spesso decisiva in fase di contenimento, ma impacchetta anche un’inzuccata da medio-corta distanza che mette in cassaforte tre punti d’oro per il Lecce, insperati dalla gran parte di addetti ai lavori e tifoseria. Che bella soddisfazione per questo calciatore che, in campo, ci mette sempre l’anima! Applausi.

Hjulmand 7,5 – Gara di livello superiore del capitano, fondamentale sia a livello tecnico-tattico, sia per infondere fiducia e grinta ai suoi compagni, incitandoli dal primo all’ultimo da vero leader. Perfetto nella tempistica degli interventi, da applausi un paio di chiusure in scivolata, nette, pulite, sul pallone. Gioca a tutto campo e lo fa, in ogni settore, con un’efficacia mostruosa. Leader dentro e fuori.

Maleh 5,5 – Torna dopo un rognoso infortunio alla caviglia e si vede che non è al massimo della condizione. Perde diversi duelli di fisico a metà campo ma anche qualche palla di troppo in fase di impostazione e di palleggio. Finisce coi crampi, ma forse andava sostituito anche prima.

(72′ Askildsen) 5,5 – Dovrebbe entrare in campo assetato di sangue e, invece, ci mette qualche minuto di troppo per entrare in partita e provare a dare il suo contributo alla vittoria. Può, comunque, dare molto di più.

Di Francesco 6 – Nel primo tempo gira un po’ troppo a vuoto e tocca pochissimi palloni. Nella ripresa, un cartellino giallo lo inibisce ancora di più. In generale, gara positiva soprattutto per la pressione portata sui portatori di palla avversari e per l’apporto dato alla fase difensiva.

(68′ Oudin) 6 – Si presenta con un bel recupero palla, accompagnato da un gradevole uno-due con un compagno, per poi mancare nel passaggio decisivo. Entra in campo, finalmente, con un piglio più aggressivo ed è utile a far respirare la squadra nel finale. Carica anche un avversario di un giallo.

Ceesay 6,5 – La bellezza del gol sfornato dopo quattro minuti, con palla difesa e collo sinistro a sorprendere Musso sul palo lontano, è controbilanciata dalla quantità di palloni che gli scivolano via dagli scarpini, non difesi o persi malamente. Il gol, comunque, è pesantissimo e gli vale un voto alto che può anche curare l’autostima dopo un periodo di appannamento.

(62′ Colombo) 5,5 – L’unico tiro in porta lo fa un secondo prima del triplice fischio, da buona posizione, con palla in curva. Sciupa malamente un paio di potenziali ripartenze letali con l’Atalanta completamente sbilanciata in avanti. Servirebbe anche un po’ di grinta in più nel rincorrere gli avversari (ci riesce una volta sola, guadagnando un corner su pressione a Musso).

Banda 6 – Copione già visto. Oggi parte titolare, si fa apprezzare per il dinamismo e la voglia di mettersi in mostra, ma spesso sbaglia nel momento decisivo e perde un bel po’ di palloni pesanti.

(62′ Strefezza) 6,5 – Mezzora di tempo nella quale si alza il livello tecnico della squadra. Dal suo piedino fatato nasce la traiettoria che spedirà il pallone sulla testa di Blin per lo 0-2.

All. Baroni 7,5: Alla vigilia, tutti davano per strapersa la partita del “Gewiss”. Cambia un po’ le carte in tavola cercando responsi da qualche elemento finito un po’ in secondo piano come Tuia o Ceesay e il gambiano ricambia la fiducia dopo soli quattro minuti. La squadra prende fiducia e non si scompone quasi mai, continuando a portare pressing alto, a chiudere ogni spazio e ad offendere per quanto possibile. I tre punti odierni potranno valere sei se, stasera, la Roma batterà il Verona. La gara di Bergamo resterà, comunque, nella storia giallorossa.

ATALANTA: Musso 5,5 – Toloi 5,5, Demiral 5,5 (75′ Palomino 6), Djimsiti 6 – Zappacosta 5 (46′ Soppy 5,5), Ederson 5,5 (75′ Vorlicky 5,5), Koopmeiners 5,5, Maehle 5 – Boga 5 (67′ Muriel 6) – Hojlund 6, Lookman 6. All. Gasperini 5,5.