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foto: la chance del pari fallita da Pierotti
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Errori, erroracci, confusione e paura di osare: la squadra cade senza reagire: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-ROMA

Falcone 6: Sul primo gol è preso in controtempo e non riesce a dare la spinta giusta quantomeno per provare a intercettare il tiro. Sul secondo può poco e nulla.

Veiga 5,5: Qualche buona chiusura ma anche tanti errori sulla catena destra e quasi mail sul fondo per scodellare al centro qualche pallone giocabile.

Gaspar 5,5: Ferguson lo fulmina sul tempo, pur non essendo l’irlandese un fulmine di guerra. Assicura qualche buona chiusura, specie sui palloni bassi, ma sul secondo gol rinvia di testa in maniera un po’ approssimativa e appare fuori posizione.

Tiago Gabriel 5: Si fa prendere il tempo da Dybala che smista il pallone dello 0-1 per Ferguson. In generale gioca una partita di alti e bassi. Dovrebbe trovare più coraggio per uscire palla al piede per la prima impostazione e invece succede che quasi sempre passa il pallone a Falcone. Sul secondo gol, Dovbyk è da solo al centro dell’area tra lui e Gaspar.

Gallo 4,5: Nei primi minuti sbaglia tre volte su tre. La sua gara è contornata da passaggi troppo lunghi o troppo corti o nel vuoto o direttamente sul fondo o per nessuno. Quasi mai al cross, soffre in copertura un Wesley di certo non in giornata di follie.

Kaba 4,5: La generosità non si discute. Si potrebbero però aprire dei discorsi lunghissimi sulla sua utilità in mezzo al campo, giacché perde una quantità spropositata di palloni, spesso per una lentezza sfiancante nello stoppare e nel liberarsi della sfera.

(75′ Helgason) 5: Ingresso molle, non ne esce nulla di buono. Con la testa già altrove.

Ramadani 5: Da incontrista fa quel che può in mezzo a Kone e Cristante che sono di un altro livello. Da regista arretrato fa poco e nulla, se non appoggi facili e scontati e spesso in orizzontale o nel verso opposto rispetto alla porta avversaria.

(64′ Gorter) 6: Sfrontato, pratico, asciutto. Forse un po’ lento nella chiusura su Pisilli su cui, comunque, doveva uscire l’esterno. Gioca a testa alta e spesso muove il pallone con velocità, tanto che il suo ingresso in campo è stato una ventata d’aria fresca e di speranza.

Maleh 6: Quando ha il pallone tra i piedi, raramente si ha la percezione che il passaggio non vada a buon fine o che faccia qualcosa di inutile e scontato come un passaggio all’indietro. Ci mette fisico e corsa per costruire qualcosa di buono, muove il pallone spesso di prima e sa come trattarlo. Si spende anche in copertura prendendo un giallo ma, ad oggi, questa squadra non può fare a meno della sua intelligenza tattica.

Sottil 5: Dopo le due buone prove contro Pisa e Como è tornato in modalità “tutto fumo e niente arrosto”. Di Francesco lo sposta da sinistra a destra ma il prodotto non cambia.

(56′ Pierotti) 4: Ingresso in campo privo di grinta, di voglia di lottare per cercare di arraffare un pareggio in qualche modo. Al 59′ ha sul piede il pallone del pari ma la sua ciabattata da posizione centrale sfila a lato, per la disperazione dei 30 mila presenti allo stadio e degli xmila che lo stavano guardando in tv o sugli smartphone. Un errore pesantissimo che influisce sul risultato. Prova a riscattarsi ma infila errori, palloni persi o gettati nel nulla. Stendiamo un velo pietoso.

Camarda 6: Ha voglia di lottare, uno dei pochi. Difende dei palloni delle volte anche tra tre avversari, scaricando con profitto al compagno che sale. Prende qualche fallo a favore, poi invita al tiro Ramadani che dorme e si fa soffiare il pallone nel momento clou. Lavora bene per costruire qualche timido contropiede, specie nel primo tempo.

(64′ Stulic) 6: Prova due volte il tiro, due volte murato. Indietreggia a provare a far salire la squadra, pressando il portatore di palla o difendendo il passaggio del compagno. Poi, il resto, è quello che è: non arriva un pallone giocabile.

Banda 4,5: Due passi indietro rispetto a Torino. Prende un giallo (quasi un rosso) dopo soli due minuti, evidenziando ancora difficoltà di base nel capire quando è giusto fare una cosa e quando non lo è. Intervenire in scivolata in modo irruento al limite della propria area, in corsa, non è una cosa giusta da fare. Graziato. Primo tempo, per il resto, infarcito di errori e palloni persi in modo ingenuo.

(46′ N’Dri) 5; Copia e incolla con Banda. Parte a testa bassa, il più delle volte scontrandosi contro gli avversari o perdendo il pallone. L’unica volta che va sul fondo mette dentro un pallone che Pierotti deve solo spingere in porta. E sappiamo tutti come è andata.

All. Di Francesco 5 (in panchina Del Rosso): Non ci si aspettava una partita d’attacco, ma, quantomeno, di lotta, pallone su pallone, per vendere cara la pelle. Non è stato nulla di tutto ciò. Fiducia confermata a Maleh e Kaba in mezzo al campo e spazio a Camarda in avanti supportato da Banda e Sottil. La Roma è in piena emergenza ma è tranquillamente in grado di sopperire a ciò con la panchina e di dettare legge contro una squadra che non ci mette né carattere, né applicazione. Discorso a parte la tecnica che è quella che è. Tanti errori, di concetto e di fatto, poche idee ma belle confuse. Un gioco che si affida ai retropassaggi dei calciatori di movimento verso il lancio lungo di Falcone sulla punta che deve lottare contro tre avversari e anche contro il pallone stesso per cercare di addomesticarlo. Si passa quasi sempre in orizzontale o all’indietro, il pallone scorre lento sul perimetro dell’area avversaria senza che nessuno osi una verticalizzazione o un’azione personale di qualità per cercare uno sfondamento centrale o un assist. I ragazzi hanno paura a giocare palla in avanti, non da oggi. I cambi, ruolo per ruolo, non incidono. Una squadra strutturalmente lacunosa che oggi ha evidenziato ancora di più la materia prima di bassa qualità di cui è fatta. Gennaio è appena iniziato ma, dai primi annunci della società, si apprende che la squadra sarà “difficilmente migliorabile”. Cosa opinabile se detta con cognizione di causa e non magari come bluff per nascondere le mosse di mercato. Anche dei prestiti sarebbero utili a questa rosa che sfiorisce di giornata in giornata, perché no? Ad ogni modo, il popolo giallorosso resta ancora fiducioso, sperando in mirati innesti di mercato per affrontare un girone di ritorno che sarà, come ogni anno, molto più duro dell’andata.