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LECCE – Hjulmand il solito baluardo, i cambi non danno frutti. Punti persi che pesano una tonnellata. Le pagelle

LE PAGELLE DI PESCARA-LECCE

GABRIEL 6: Si gode il piacevole pomeriggio di Pescara per circa 70 minuti. Poi è decisivo su Odgaard, sventando in corner la minaccia. Nulla può sul gol, in fuorigioco, di Busellato. Ma se il Lecce arretra da metà ripresa in poi, invitando l’avversario a farsi avanti, la colpa non è sua.

MAGGIO 6,5: Partita ordinata sulla fascia, anche se, spesso, Majer non lo aiuta a dovere. Trova il primo gol in maglia giallorossa che potrebbe valere tre punti pesantissimi in chiave alta classifica, poi vanificati da una scellerata gestione del pallone da parte dei suoi compagni, soprattutto nei minuti finali.

LUCIONI 6: Gara senza troppi intoppi per il capitano giallorosso che, nella ripresa, strappa virtuali applausi uscendo palla al piede per quasi 50 metri. Ma le due occasioni del Pescara (quella di Odgaard e quella di Busellato) nascono da buchi centrali aperti dalle sue parti.

MECCARIELLO 6: Partita diligente in chiave difensiva, sontuoso l’assist volante per Maggio. Sembrava una giornata tranquilla, sino al 91′ quando si fa trovare impreparato su una palla vagante (che non doveva passare, e non per colpa sua) in area.

GALLO 6: Qualche incertezza nel primo tempo, più spigliato nella ripresa. Commette qualche errore di misura, ma almeno crossa, e tanto, in area pescarese.

MAJER 5,5: Non è un periodo buono per lo sloveno che, quest’anno, non ha quasi mai dimostrato appieno il suo valore, quello visto nella scorsa – rocambolesca – annata, per esempio. Errori in fase di palleggio, qualche distrazione compensata da qualche buona chiusura. Ma da lui ci si aspetta di più.

– dal 65′ MANCOSU 5: Il capitano entra ma non dà la scossa. Dovrebbe essere lui a far salire la squadra, quando il Pescara si rinvigorisce, specie nella ripresa. Ma arretra, insieme ai suoi compagni. E non riesce a creare i presupposti per liberare le punte, che, comunque, faticavano a farlo. Si prende anche un giallo per un intervento in netto ritardo. Sbadato

HJULMAND 7 – Ormai non è più una sorpresa. Detta legge a metà campo, fa filtro al limite dell’area, recupera decine di palloni con apparente facilità, pur calando nella ripresa. Sembra avere una calamita per ogni pallone e si fa trovare sempre là, dove serve. Le gerarchie a metà campo, ora, sono sovvertite

BJORKENGREN 6 – Bene nel primo tempo, poi cala un po’ nella ripresa, come tutti i suoi compagni. Ma ci mette impegno, voglia, grinta, seppur non sempre sia preciso negli appoggi. Ma almeno c’è e si propone, dando sempre una mano ai suoi compagni in difficoltà

– dall’84’ TACHTSIDIS SV: prova subito il sinistro che poteva valere lo 0-2, poi poco altro

HENDERSON 5,5: Corini lo conferma nel ruolo di trequartista, lui continua a dimostrare tanto impegno abbinato, però, a qualche difficoltà di troppo in quel ruolo. Corre, si inserisce e garantisce tanta dinamicità, ma purtroppo manca la giocata finale, qualità che per chi agisce sulla trequarti dovrebbe essere un marchio di fabbrica.

– dal 75′ MASELLI 4,5: nel giudicare la sua prestazione, pesa come un macigno il pallone perso in uscita al 90′ che di fatto costa la punizione del pareggio. In un momento così delicato del match, e forse anche della stagione, un errore così banale, non può passare inosservato.

RODRIGUEZ 6: è il più in palla del reparto offensivo giallorosso e questo lo conferma anche oggi. SI muove bene, mettendo in apprensione la retroguardia pescarese, con delle fiammate interessanti, che oggi però non portano gli effetti sperati.

– dall’84’ PAGANINI SV: Corini lo schiera in difesa per congelare il risultato. Decisivo in un’occasione, poi si getta generosamente in avanti, ma è ormai troppo tardi

CODA 5,5: da troppe partite si parla di un Coda più generoso che cinico e questo per un calciatore che di mestiere fa l’attaccante non può essere un complimento. Oggi cerca di più il dialogo coi compagni, dando il “la” all’azione del gol e uscendo spesso dall’area per prendersi il pallone. Ma il primo vero tiro nello specchio arriva nella ripresa, per il resto tante battaglie e lavoro sporco, senza di fatto alcun vero sussulto.

– dal 65′ PETTINARI 5,5: entra in campo per far respirare la squadra e magari chiudere la contesa. Il primo compito riesce a tratti, il secondo no, ed il risultato ne è la conferma.

All. CORINI 4,5: contro un avversario in netta difficoltà e con un Lecce in salute come non mai, certe scelte a gara in corso e l’atteggiamento finale non possono che balzare all’occhio. Due punti buttati alle ortiche, a causa di una ormai ricorrente e ingiustificata paura nella gestione del risultato che il tecnico riesce a trasmettere alla squadra, a conferma che il Corini di Brescia ancora fatica a vedersi. Il tempo stringe ed i rimpianti continuano ad aumentare. Alla luce anche degli altri risultati, i due punti persi oggi pesano una tonnellata.

PESCARA: Fiorillo 6,5, Guth 5,5, Drudi 6,5, Scognamiglio 6, Bellanova 5,5, Dessena 5 (dal 74′ Vokic 6) Busellato 6,5, Memushaj 5,5 (dal 46′ Maistro 6,5), Masciangelo 6, Capone 5 (56′ Giannetti s.v), Odgaard 5,5 (dal 74′ Machin 6,5). All. Grassadonia 6.

(foto: Morten Hjulmand, il migliore del Lecce – ©SalentoSport/Coribello)