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in foto: Gendrey, uno dei migliori del Lecce
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Gendrey inesauribile, Berisha ottime prospettive. Attacco sprecone: le pagelle

LE PAGELLE DI NAPOLI-LECCE

Falcone 7: Non una giornata di super lavoro, anche perché, in un paio di occasioni, è salvato dai legni. Ma quando è chiamato in causa risponde presente, da campione, su Ngonge e su Kvara, portando a casa il quinto clean-sheet su dieci partite giocate nell’era Gotti. Patrimonio del Salento.

Gendrey 7: Ha energie in surplus come se si fosse a inizio stagione e corre come un matto sino al 95′. Ma non è solo corsa: si fa vedere, scambia bene coi compagni, limita spesso da solo Kvara (perché Almqvist non riesce a dargli una mano), sbagliando praticamente nulla in difesa e mettendoci lo zampino nelle azioni più belle e pericolose della squadra. Chiusura in grande stile.

Baschirotto 6,5: Mette la museruola a tutti e salva anche un gol quasi fatto su Kvara, opponendosi in scivolata. Preciso, puntuale e essenziale, anche per aver limitato i suoi lanci lunghi. Chiude il campionato a zero reti, peccato.

Pongracic 6,5: Si diverte anche oggi a uscire palla al piede e a impostare l’azione offensiva, come faceva da giovane quando aveva un ruolo diverso. Pesanti alcuni interventi risolutivi in area. Chiusura di stagione da applausi.

Gallo 6: Ci mette un bel po’ per calibrare la macchina sforna-cross mentre in difesa non sbaglia quasi nulla. Scioglie la gamba nella ripresa ma la benzina residua, a fine stagione, è quella che è, dopo aver corso centinaia di chilometri da agosto a oggi.

(64′ Piccoli) 5: Ha due buone occasioni per battere in porta ma le sciupa abbastanza goffamente entrambe, aggiungendoci anche un po’ di palloni controllati o restituiti male. Un po’ troppo brontolone coi compagni.

Almqvist 5: Soffre le sfuriate di Kvara sulla sua fascia, stentando a prendergli le misure per tutto il primo tempo. Sciupa diversi palloni e l’unica cosa buona è la sgroppata al 40′ con assist per Berisha. Soffre anche nella ripresa. È evidente che il ruolo di esterno nel 4-4-2 non gli calzi proprio a pennello.

(55′ Gonzalez) 6: Alti e bassi come in tutto il campionato. Approccio un po’ sotto gamba, poi vien fuori la qualità nel palleggio e nella verticalizzazione, unite ad una buona corsa in fase di ripiego.

Blin 6: Con Ramadani, specie nella prima parte di primo tempo, ha tanto da fare e spesso ricorre al fallo, quando non ci arriva di gamba. La cerniera, comunque, regge bene e il capitano sale di tono col passare dei minuti, facendosi notare maggiormente in fase di non possesso palla.

(77′ Oudin) 6: Sciupa il pallone servitogli da Rafia che poteva valere lo 0-1. Nel finale, lancia in porta Piccoli che lo imita, gettando alle ortiche un’ottima occasione.

Ramadani 6,5: Motorino inesauribile anche all’ultima di campionato, quando, magari, il pensiero potrebbe andare già agli Europei imminenti e, magari, potrebbe venir la voglia di tirare un po’ indietro la gamba. Ma l’albanese non lo fa mai, rincorrendo avversari, risolvendo situazioni difensive e costruendone di offensive sempre con efficacia.

Dorgu 7: Come per Gendrey, anche per il danese sembra inizio campionato. Sfiora il gol con un mancino allargato di pochi centimetri in più del necessario, ma è sempre presente nelle azioni più importanti del Lecce, con licenza di entrare dentro al campo e di puntare l’avversario. Dimostra progressi anche e soprattutto nel carattere, nel cercare la giocata con coraggio, nel tempismo nelle chiusure difensive. In questa Serie A, Dorgu ci può giocare tranquillamente e senza timori reverenziali verso alcuno.

Berisha 6,5: Schierato da mezzapunta lascia vedere sprazzi di qualità e di buona visione di gioco. Ci mette qualche minuto a carburare, poi, passata l’emozione, fa quello che sa fare bene: giocare facile e spesso di prima, non sprecare palloni, verticalizzare per la punta. Ha anche una palla gol al 40′ ma calcia male. Prima di lasciare il campo per crampi, libera al tiro Piccoli. Un altro bel prospetto da crescere.

(77′ Rafia) 6,5: Due belle cose e una così e così. Un pizzico lungo il bel cross al centro per Piccoli che non ci arriva al 79′; gran numero all’83’ e servizio per Oudin con palla larga a botta quasi sicura; un po’ troppo rischioso il dribbling al limite della propria area al 94′.

Krstovic 5,5: Oggi unica punta e il lavoro da fare in avanti, nel tenere palla, girarla di sponda e magari tirare in porta, diventa più complicato per la bravura dei difensori avversari. Bello l’assist che libera Dorgu al tiro, con palla poi sul palo ma è il suo unico guizzo.

(55′ Pierotti) 6: Entra in campo, come di consueto, con voglia di fare, di giocare, di farsi vedere e di costruire qualcosa di buono in avanti. Sbaglia qualche pallone di troppo ma confeziona un buon assist per Piccoli poi anticipato da Meret.

All. Gotti 6,5: Stavolta il Lecce c’è anche con la mente, oltre che fisicamente. Sperimenta il 4-4-1-1 con Berisha dietro Krstovic e la prova si può dire superata. La squadra soffre in avvio il brio della manovra azzurra, poi sale di tono, stringe gli spazi e gioca una gara di ordine e di carattere, rischiando – sì – di perderla, ma anche di vincerla a più riprese. Del risultato del “Maradona” ne gode, al momento, il Torino. Quello che più conta è aver centrato l’obiettivo e aver messo in campo tutto quello che c’era da dare, sino all’ultimo secondo. Questo Lecce deve ripartire da Luca Gotti anche per il suo 19esimo campionato in Serie A.