Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

foto: Ramadani con Banda (archivio)
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Gandelman ci ha preso gusto. Ramadani, partita totale: le pagelle del successo di Cagliari

LE PAGELLE DI CAGLIARI-LECCE

Falcone 6: Il Cagliari non tira mai in porta grazie ai suoi compagni. Attento nel primo tempo su un’uscita di piedi e nella ripresa per l’ordinaria amministrazione. Altri 100 minuti di semi-relax dopo quelli di domenica.

Veiga 6,5: Un po’ frenetico nel primo tempo quando per troppa foga commette qualche errore che poteva costare caro, come nell’occasione che porta al tiro di Zappa al 38′. Perde di vista Adopo nell’azione successiva ma il centrocampista del Cagliari mette largo. Col Lecce più aggressivo nella ripresa inanella qualche buona sgroppata sulla fascia, guadagnandosi falli a favore. Bravo nel doppio intervento difensivo su Kilicsoy nei minuti finali.

Gaspar 6,5: Buona prova dell’angolano che è attento negli anticipi alti e usa il fisico sui palloni bassi. Nel primo tempo salva un gol quasi fatto su Pavoletti. Tiene alta la concentrazione senza sbavature anche nella ripresa. Unica pecca: sbaglia troppi lanci lunghi: non è un play arretrato e lo si vede chiaramente.

Tiago Gabriel 7: Lascia le briciole a Pavoletti e compagni, sia in area, sia sulla trequarti. Col tempo forse potrebbe provare a impostare la prima azione offensiva invece di cedere sempre il pallone ad altri (che di certo non hanno un piede migliore del suo). Nella ripresa, insieme a Gallo, riducono al minimo un soggetto pericoloso come Palestra. Fino alla fine morde le caviglie agli avversari.

Gallo 6: Soffre nel primo tempo quando i cross del Cagliari partono tutti dalla sua zona di competenza, anche perchè Sottil gli dà poco aiuto e spesso deve stringere Ramadani, lasciando scoperta la sua zona. Meglio nel secondo tempo, quando Palestra non si vede più e ha il tempo e lo spazio per alzarsi spesso sulla fascia. A tempo scaduto lancia in porta Stulic che spreca.

Ramadani 7: La classica partita per Ramadani, fatta soprattutto di chiusure, di pressing, di corse all’indietro, di raddoppi, di intercetti. Bene nel primo tempo, ancora meglio nella ripresa quando, ad un perfetto lavoro di interdizione, ci aggiunge la ciliegina del gol del raddoppio.

Coulibaly 6,5: Primo tempo sotto tono, sale nella ripresa unendo il lavoro in fase d’interdizione a quello in fase di costruzione dell’azione offensiva. Il secondo gol è merito suo, quando si getta in scivolata su un pallone ormai perso e poi scagliato in porta da Ramadani..

(90+2′ Fofana) sv: Bello l’assist per Ngom a tempo scaduto. Ingresso in campo con la giusta grinta.

Pierotti 5,5: Brutto approccio alla gara con almeno quattro palloni persi ingenuamente nei primi 15′.
Alla mezzora prova il tiro a volo, ribattuto. Si esibisce in un paio di occasioni nella sua solita azione da rugby sfondando tutto e tutti ma perdendosi quando c’era da concretizzare. Corre tanto all’indietro ma sciupa troppi palloni e non punta mai la porta. Dopo lo 0-2 chiude bene due volte sugli avversari. Partita oscillante a cavallo della sufficienza.

(86′ Siebert) 6: Tiene la posizione e contribuisce al risultato nel finale.

Gandelman 7: Ancora una volta decisivo dopo Udine. Partita dopo partita sta assumendosi sempre più responsabilità, calamitando le attenzioni dei compagni che lo riforniscono soprattutto di palloni alti. Incorna lo 0-1 praticamente senza marcature ma con uno stacco imperioso. Da migliorare gli uno-due col centravanti. Bravo a tenere alta la linea della squadra e a gettarsi in area a caccia del pallone buono. Aspetto su cui, per tutto il girone d’andata, il Lecce ha deficitato.

(86′ Ngom) 6: Che impatto questo ragazzo! Sfiora il gol dello 0-3 costruendosi l’azione praticamente da solo in coppia con Fofana. Bravo anche a pressare sul portatore di palla avversario. Promettente esordio.

Sottil 6: Primo tempo indisponente con un gol fallito da pochi metri e un cross direttamente in fallo laterale opposto. Nella ripresa, a parte un censurabile colpo di tacco a centrocampo con palla persa, ha il merito di mettere un pallone perfetto sulla testa di Gandelman nel gol dello 0-1 e di contribuire a recuperare e tenere qualche pallone nella metà campo del Cagliari. Ma deve essere più continuo, pensare alla concretezza e mettere da parte i ricami inutili per una squadra che si deve salvare.

(80′ Ndaba) 6: Concretezza nel momento di chiudere le serrande.

Cheddira 5,5: Pasticcione. Riesce a tenere pochissimi palloni e a dialogare raramente col compagno vicino. Deve velocizzare il pensiero e l’azione: oggi, più di una volta, si è fatto soffiare il pallone per eccessiva lentezza nello smistarlo o nel tirare in porta. Quando ci ha provato, Caprile e il palo gli hanno negato il gol. Ma da quella distanza ci voleva più decisione.

(80′ Stulic) 5,5: Entra per tenere su qualche pallone e, magari, per sfruttare qualche contropiede. Gallo lo lancia in porta al 94′ ma si affloscia nel momento del tiro.

All. Di Francesco 7: A dispetto dai venti di cambiamento che sono soffiati anche questa settimana, con riferimento al modulo, conferma in blocco la squadra che ha battuto l’Udinese domenica scorsa. Nel primo tempo la squadra bada soprattutto a stare corta e stretta, abbozzando qualche rapido contropiede naufragato tra errori tecnici e palloni ingiocabili. Abbastanza improbabile affidarsi all’impostazione dell’azione offensiva attraverso i lanci lunghi di Falcone o quelli di Gaspar, puntualmente preda degli avversari. Nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo la squadra si scioglie e trova coraggio, quel coraggio che serve per provare a vincere uno scontro diretto esterno quando la classifica è precaria e, alle porte, ci sono due squadroni come Inter e Como da affrontare e poi, dopo lo scontro salvezza contro la Cremonese, ancora Napoli, Roma, Atalanta e Bologna, prima del trittico da dentro o fuori contro Fiorentina, Verona e Pisa. Insomma, oggi serviva provare a fare il pieno, sia per dare continuità di risultati, sia per mettere fieno in cascina. IL Lecce ci riesce con un grande secondo tempo, alzando un po’ il baricentro, provando a giocare il pallone più velocemente e più in verticale, costringendo gli esterni del Cagliari ad arretrare di molto il proprio raggio d’azione. Cheddira non la butta dentro da due metri, ma ci pensa ancora Gandelman a fare esultare il popolo giallorosso. Passata sullo 0-1, la squadra non arretra né dà all’avversario la sensazione di voler difendere il minimo vantaggio, continuando a giocare e a produrre palle gol in serie. Arriva il raddoppio di Ramadani, la squadra di riassesta, stavolta, sì, chiudendo le maglie, cambiando modulo, badando al sodo pur di mettere nella stiva dell’aereo tre punti di una pesantezza incredibile. Osare per (provare a) vincere: il Lecce questo ha fatto nella ripresa ed è stato giustamente premiato, tornando a fare sei punti in due partite consecutive come non succedeva dalle ultime due partite dello scorso anno, nove mesi fa. Avanti così.