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foto: O. Gandelman
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Gandelman accende la squadra: la salvezza è una partita apertissima

Il Lecce ha replicato pesantemente alla vittoria della Fiorentina a Como riportando i viola a -3. La vittoria di Cagliari di lunedì sera è stata, ovviamente, importantissima perché ha comportato un guadagno di punti rispetto praticamente a tutte le altre concorrenti.

Se si accettua il Parma – che, comunque, affrontava il Verona in uno dei tre scontri diretti di giornata – i giallorossi hanno guadagnato tre punti sullo stesso Verona, sul Pisa, sul Torino e, avendolo battuto, sul Cagliari. Falcone e compagni, inoltre, hanno racimolato due punti su Cremonese e Genoa, le uniche squadre a pareggiare in bassa classifica, agganciate entrambe al quartultimo posto. Seconda vittoria consecutiva, come non succedeva dalle ultime due giornate del 2024/25 con i successi (decisivi per la salvezza) contro Torino e Lazio. Alla fine della 25esima giornata (tralasciando Milan-Como che si gioca stasera e interessa l’alta classifica), i giallorossi viaggiano a 24 punti, a +3 dalla terzultima, praticamente lo stesso percorso dello scorso anno, quando il Lecce di punti ne aveva 25 dopo il pareggio di Monza (che fu una mezza sconfitta contro una squadra già con un piede e mezzo in B).

Un’altra piccola differenza rispetto alla scorsa stagione è che il Lecce, lo scorso anno, era in quintultima piazza a pari punti col Cagliari a 25; due in più del Parma quartultimo; tre in più sull’Empoli terzultimo; sette e undici in più rispetto alle ormai staccate Venezia e Monza.

Quello giallorosso resta il peggiore reparto d’attacco della Serie A con 17 gol realizzati in 25 partite (0,68 gol a gara di media) ma le quattro marcature realizzate nelle ultime due partite fanno ben sperare. Sia contro l’Udinese, sia contro il Cagliari, a inaugurare i tabellini ci ha pensato Omri Gandelman, l’israeliano giunto a fine mercato dal Gent, dove, in 18 partite, aveva confezionato sette gol e un assist.

Dopo un breve periodo di fisiologico adattamento, il trequartista giallorosso sembra, partita dopo partita, aver preso le misure alla sua nuova squadra e ai suoi compagni. Col Gent, il suo precedente allenatore gli chiedeva un preciso lavoro di contenimento e di supporto alla manovra offensiva, ma anche di presidiare l’area di rigore come fosse un vero e proprio centravanti, utilizzandolo nel centrocampo a due o da trequartista dietro alle due punte. Non a caso, con la sua precedente squadra, il tasso di xG (5,00) e di xA (0,62) era nettamente superiore rispetto a quello sin qui registrato col Lecce (1,30 xG, 0.29 xA).

Gandelman col Gent
Gandelman col Lecce

Ma le differenze sono presto spiegate: il Gent è attualmente quinto in classifica e lotta per un piazzamento in Europa contro avversari del calibro di Anderlecht, Mechelen, Charleroi (ex squadra di Stulic che ha affrontato da avvesario), sebbene sia a netta distanza dalle tre di testa Saint-Gilloise, St. Truiden e Bruges. Il Gent ha realizzato ad oggi 41 gol in 25 partite (media 1,64 a partita) mentre i numeri del Lecce sono quelli che sono e gli obiettivi sono nettamente diversi in un campionato ben più impegnativo rispetto a quello belga.

Quindi, le due situazioni sono abbastanza differenti. Il periodo di ambientamento alla Serie A, per Gandelman, sembra essere stato abbastanza breve. Il nazionale israeliano migliora di partita in partita e può veramente essere l’arma in più per Di Francesco nell’ultimo spezzone di campionato rimasto.

Il Lecce non segna tanto, ma oggi segna quando serve. E, soprattutto, ha ritrovato fiducia, compattezza e continuità, tre ingredienti che nella corsa salvezza valgono quanto dei gol. In un campionato dove ogni punto pesa come piombo, i giallorossi stanno costruendo la propria corsa alla permanenza in Serie A con pazienza e concretezza, restando aggrappati alla partita, sempre. Se la crescita di Gandelman proseguirà e l’attacco riuscirà anche solo ad alzare leggermente la propria produzione (Stulic e Cheddira, battete un colpo), la squadra di Di Francesco potrà giocarsi fino in fondo le sue carte. La strada è ancora lunga, ma il Lecce — oggi — è vivo, competitivo e pienamente dentro la lotta.