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in foto: Falcone, MVP dell'incontro
copyright: Coribello/SS

LECCE – Falcone paratutto ma la squadra “balla” in quasi tutti i reparti: le pagelle del pari di Empoli

LE PAGELLE DI EMPOLI-LECCE

Falcone 8: Chiamato a un super lunedì sera di straordinari, fa quello che gli riesce meglio: i miracoli. Decisivo in almeno quattro occasioni nella ripresa, ci mette tutto quello che può, fungendo anche da libero aggiunto coi piedi. Battuto solo da un autogol che prende prima la traversa, poi il palo, poi s’insacca, quasi contro le leggi della fisica.

Gendrey 5,5: Alterna buone chiusure a momenti di distrazione a cui devono rimediare i suoi compagni di reparto, quando non sono distratti anche loro. I pericoli maggiori arrivano dall’altro fronte ma a ciò non corrisponde un continuo apporto in sovrapposizione sulla fascia, anche perché spesso il gioco del Lecce è lento e farraginoso.

Pongracic 6,5: Baluardo difensivo insieme a Falcone, spietato negli anticipi e risolutivo in più di un’occasione a spazzare via palloni bollenti. Sfiora anche il gol di testa che sarebbe strameritato.

Baschirotto 5,5: Anche il centralone veneto accusa più di qualche momento in cui gli interventi difensivi non sono definitivi. Va in affanno quando l’Empoli accelera prima e dopo il gol del pari. Tante le palle buttate via senza costrutto e qualche marcatura troppo larga.

Dorgu 5: Se in fase offensiva appare più frizzante, tanto da concedersi un tiro da distanza siderale su palla d’incontro, in fase difensiva accumula buchi e ritardi. Il percorso di crescita è lungo e insidioso ma il periodo è quello che è.

(46′ Gallo) 5: Se nella prima fase della ripresa sembrava aver dato più equilibrio difensivo rispetto a Dorgu, poi va in tilt e non riesce mai a opporre resistenza al fronte offensivo destro empolese, come (e non solo) nell’occasione del cross di Cambiaghi deviato in porta da Rafia. Vacilla spesso e per fortuna che Falcone ci mette più di una pezza.

Gonzalez 6: Il giallo preso al 4′ lo frena per tutta la gara. Trova qualche sprazzo dei suoi, condito da fisicità e intelligenza tattica, ma non fornisce un apporto continuo alla causa. Mette in moto Banda per il gol regalato da Berisha ma poi accusa la fatica e sfuma. Salterà la prossima.

(70′ Blin) 5: Il suo ingresso non solidifica la squadra a difesa del preziosissimo gol di Banda. Spesso viene portato a spasso dagli avversari che lo costringono a intervenire in ritardo.

Ramadani 5,5: Si conferma in un periodo grigio-scuro. Buon primo tempo da starter della manovra, cala vertiginosamente col passare dei minuti. Una sua ingenuità ai 20 metri difensivi, con dribbling audace e palla persa, poteva costare molto caro. Deve ricalibrare la misura dei lanci a medio-lungo raggio.

(86′ Kaba) sv

Oudin 5,5: Discreto primo tempo con qualche sprazzo da playmaker aggiunto, dispensatore di cross taglienti sempre troppo poco precisi o mai sfruttati dai compagni, finisce la benzina, come suo solito, attorno all’ora di gioco.

(59′ Rafia) 6: Buon approccio alla gara con palle smistate di prima e discreta visione di gioco. Sfortunato nell’autogol da Mai dire Gol. Mette in mezzo qualche cross perfido e prova anche anche l’azione personale, senza fortuna.

Banda 6: La frenesia che trasmette alla squadra e a chi guarda porta a un gol trovato su regalo di Berisha, gol che poi lo zambiano e la sua squadra non riescono a difendere sino al 95′. La sua gara è fatta di tanti palloni persi, di qualche buono spunto in cui manca sempre quel quid, di un paio di cross interessanti (quando si ricorda di alzare lo sguardo) e di quel tiraccio a occhi chiusi, quasi senza speranza, trasformato in oro dal portiere empolese.

Piccoli 6: Ex di turno, non riesce a lasciare lo zampino, anche perché di palloni giocabili non gliene piovono addosso a decine, ma un paio. Dà comunque l’impressione di poter essere sempre pericoloso ogni volta si ritrova il pallone dalle sue parti.

(59′ Krstovic) 5,5: Sulla scia delle ultime prove, gioca una gara a caccia del pallone buono, invano. Non calcia mai in porta e smista qualche sponda per i compagni, in mezzo agli attenti centrali difensivi empolesi. Da recuperare al più presto.

Sansone 5,5: Si accende e si spegne come un alberello di Natale. Mette al servizio della squadra tecnica e visione di gioco, ma manca il guizzo decisivo, pur sacrificandosi molto in fase di copertura.

All. D’Aversa 6: Piccoli titolare è la novità di oggi. La squadra dà l’impressione di essere superiore agli avversari nella prima fase del primo tempo, ma non concretizza – come spesso succede – e rischia qualcosa di troppo. I cambi in corso non risolvono la questione e, una volta trovato un gol fortunoso, i suoi ragazzi concedono comunque troppo spazio all’Empoli che pesca il jolly della domenica. Era importante mantenere a distanza l’Empoli e portare a casa un risultato positivo: missione compiuta, ma la squadra spesso perde la bussola, rischiando anche di uscire dal “Castellani” a mani vuote contro un avversario di certo non superiore tecnicamente. Si muove la classifica e tanto basta, anche a suon di pareggi (il quarto di fila). Empoli resta un campo tabù: il Lecce non ci ha mai vinto.