Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

foto: archivio
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Falcone da solo contro tutti, avversari e compagni: le pagelle del tracollo dell’Olimpico

LE PAGELLE DI LAZIO-LECCE

Falcone 7: L’Olimpico si diverte a stuzzicarlo (per usare un eufemismo), ma alla fine, anche oggi, tira fuori il meglio di sé, venendo battuto solo da una ciabattata di Guendouzi e da Noslin nel finale. In mezzo ci sono almeno quattro interventi super a negare il gol ai biancocelesti. Due volte salvato dal palo ma sempre reattivo.

Veiga 5: Apre un’autostrada a Basic in occasione del gol di Guendouzi, cosa che in Serie A non è ammissibile se sei nei dintorni della linea di fondo. Soffre Zaccagni soprattutto nel primo tempo e, in generale, sembra stare altrove e non in campo all’Olimpico. Un bel cross dal fondo nella ripresa non cambia il negativissimo giudizio.

Gaspar 5,5: Mezzo voto in più rispetto al suo compagno di reparto perchè, sostanzialmente, non commette errori campali.

Tiago Gabriel 5: Serataccia. Alterna attente chiusure ad altrettanti errori da mani nei capelli. Dia commette fallo su di lui nell’azione del gol annullato, e gli va bene, ma anche nel secondo di Noslin lascia molto a desiderare.

Gallo 5: Isaksen fa praticamente ciò che vuole. Da dimenticare i soliti cross a mezzo all’ora.

Ramadani 5: Anche oggi vince il premio Gelindo Bordin per il miglior maratoneta. Purtroppo però regala tanto, troppo agli avversari che gli spuntano da ogni lato e che non riesce mai ad arginare.

Coulibaly 5,5: Strozzato nel centrocampo avversario, non riesce quasi mai a venirne a capo, a uscire dal pressing, a proporsi come come regista avanzato sulla tre quarti.

(76′ Kaba) 6: Un altro dei pochi che fa più cose positive che negative.

Morente 4,5: Invisibile in copertura e in costruzione nel primo tempo. Evanescente da trequartista centrale a inizio ripresa. Meritava di andare a riposo ben prima, onestamente.

(76′ N’Dri) 6: Si dà da fare e non fa danni.

Berisha 5,5: Non brilla ma nel nulla è quello che ogni tanto tira fuori una giocata diversa, in verticale. Però soffre tanto in copertura.

(46′ Banda) 4,5: Utile come una forchetta per il brodo. Indisponente quando s’intestardisce nel voler calciare (malissimo) una punizione dal limite.

Sottil 5,5: Un gol annullato, qualche bello spunto sulla fascia, spesso si accentra. Nel grigiore generale, uno dei meno peggio. Se non è uscito per problemi fisici, allora c’è da chiedersi perché non sia rimasto in campo un altro po’.

(63′ Pierotti) 5: Oggi niente azioni a testa bassa stile rugby. In compenso sembra leggiadro come un ballerino del Bolshoj.

Camarda 5,5: Nei primi minuti fa qualche sponda buona, corre e pressa. Poi il Lecce non produce più nulla e il tecnico decide di farlo riposare in panchina. Non sia mai che si giochi con due punte.

(46′ Stulic) 4,5: Ormai si potrebbe scrivere sempre lo stesso periodo. Non tutte le colpe sono sue, ma lui ci mette decisamente del suo. Manca di cattiveria e per un attaccante che non attacca il primo palo o l’area di rigore, ciò è grave.

All. Di Francesco 5: Il risultato è sin troppo esiguo per quanto ha subito la sua squadra mentre lo zero nella casella dei gol segnati è il frutto dell’assoluta impotenza nei trenta metri avversari. Certo, non si poteva immaginare di portare al 95′ una gara sullo 0-0 se questa era l’intenzione del tecnico giallorosso. Eppure l’avvio di gara era stato incoraggiante con manovre fluide, sovrapposizioni e una certa sfrontatezza, quantomeno fino ai 30 metri avversari, prima di scontrarsi con la cruda realtà, ossia che a questa squadra manca qualità in fase di preparazione all’eventuale tiro in porta. Passi il gol di Sottil, annullato per una carezza a Isaksen giudicata fallo secondo i parametri di oggi, poi la squadra si accartoccia su se stessa sino a rinchiudersi nella propria metà campo, incapace di costruire un’azione degna di essere chiamata tale. Nella ripresa osa anche Morente trequartista centrale togliendo l’unico uomo che un pizzico di qualità la poteva dare, Berisha, sebbene non in giornata di grazia. In panchina intanto languono Maleh, Sala, Helgason e compagnia cantante. Si poteva usare un cambio di modulo almeno dal 1′ della ripresa, affiancando Camarda a Stulic? Si poteva, ma non è stato così. Si poteva affiancare Sottil da punta accanto a Camarda o Stulic? Si poteva pure questo, ma anche questa opzione è stata scartata, optando per il solito 4-2-3-1 sterile che alla fine produrrà un misero tiro in porta in tutta la partita. Si poteva lasciare in campo Sottil che è l’unico in grado di creare qualcosina di pericoloso in avanti? Si poteva pure questo, ma così non è stato. Dall’Olimpico il Lecce ne esce male male male. Non tanto per il risultato, quanto per il fatto di non aver trovato un filo logico al proprio gioco, di non essere mai pericoloso, di essere clamorosamente debole in avanti. E di questo, però, il tecnico non ha colpe. Due gennaio, dove sei?