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foto: E. Di Francesco
ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Di Francesco: “Dobbiamo crescere e imparare tanto. Determinante l’episodio su Sottil”

Certamente non soddisfatto dopo la prova opaca del suo Lecce, Eusebio Di Francesco si è presentato nella sala stampa dell’Olimpico per analizzare il ko contro la Lazio, maturato dopo una partita in cui i giallorossi sono apparsi sottotono e quasi sempre in difficoltà. La squadra biancoceleste si è imposta con le reti di Guendouzi e Noslin, dominando per larghi tratti e mettendo in luce le incertezze dei salentini.

Il tecnico ha iniziato la sua analisi partendo dall’approccio, che a suo dire era stato positivo: “Avevamo avuto un buon inizio e per me il gol non andava annullato. Ormai c’è questa abitudine di buttarsi su un colpo al petto, è assurdo. Poi però la Lazio ha meritato largamente la vittoria, soprattutto per il dominio del primo tempo. Abbiamo faticato molto a leggere il loro palleggio e ci hanno messo in difficoltà”. Secondo Di Francesco, gli episodi iniziali hanno inciso sulla fiducia dei suoi:L’episodio su Sottil è stato determinante. Ho visto solo il fallo finale su Isaksen, non quello su Basic. Però sono cose che possono cambiare l’inerzia di una squadra. Dopo ci siamo persi, soprattutto nei primi 45 minuti”.

Il Lecce ha provato a reagire nella ripresa, modificando qualcosa nel sistema di gioco: “Negli ultimi venticinque minuti li abbiamo tenuti nella loro metà campo, ma non siamo riusciti a concretizzare. Dobbiamo crescere e imparare tanto”. La mancanza di lucidità e la gestione frettolosa dei palloni hanno inciso pesantemente: “Più sei frenetico e più avvantaggi i difensori, soprattutto quelli bravi come la Lazio. Bisogna alzare la qualità delle scelte”.

Ha fatto discutere la gestione delle punte, dalla scelta di Camarda al ricorso a Tete Morente come falso riferimento offensivo. Di Francesco ha risposto con fermezza: “Mi chiedete sempre degli attaccanti, anche quando gioca Stulic. Ho scelto Camarda per vivacità e spensieratezza, ma non è stato aiutato. Morente lo proviamo da punta anche in allenamento, volevo cambiare qualcosa nella testa dei ragazzi e avere un giocatore più offensivo”. Su Camarda, il tecnico ha insistito sull’importanza di proteggere i giovani dalle aspettative: “Le aspettative sono enormi. In Italia siamo più bravi a bruciarli che a farli crescere. È un problema del sistema, non degli allenatori”.

Nonostante i cambi offensivi — con gli ingressi di Stulic, Pierotti, Banda e N’Dri — il Lecce non ha mai creato reali occasioni da gol. Un dato che fotografa alla perfezione la serata storta dei giallorossi: “Assolutamente si può far meglio. Mi piace una squadra che cerca la profondità, ma la Lazio non ce l’ha permesso. Dovevamo puntare di più sull’uno contro uno, sulle sovrapposizioni, non su cross prevedibili. Loro lo hanno fatto molto meglio di noi”.

Di Francesco ha riconosciuto i meriti dell’avversario ma anche le responsabilità della sua squadra: “La Lazio oggi ha espresso un buon calcio, era viva. Noi invece meno brillanti del solito e abbiamo dato troppo spazio al loro palleggio. Ci lecchiamo le ferite e cerchiamo di ripartire”.

Una serata negativa, dunque, che il Lecce dovrà trasformare in occasione di crescita, sia nella gestione emotiva degli episodi che nella qualità delle scelte offensive. Di Francesco lo sa bene: Lavoreremo finché non entrerà nella testa dei giocatori ciò che serve davvero per essere pericolosi”.

(Dazn/Tmw)