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ph: Coribello/SalentoSport

LECCE – Dal “corpo de testa” di D’Aversa al Gottismo che ti salva: il pagellone finale semi-serio della stagione 2023/24

Come ormai consuetudine consolidata da diversi anni, eccovi il pagellone semi-serio della stagione del Lecce 2022-23, la nostra storica rubrica che vanta più tentativi d’imitazione dopo quelli della Settimana Enigmistica. Il resoconto finale, basato esclusivamente sulle nostre pagelle, lo troverete QUI.

FALCONE (38 p., -54 gol, 1 rigore parato – media voto pagelle 6,32 – media voto pagelle 22/23 6,63): Settantasei partite di fila a difesa della porta giallorossa, senza nemmeno saltare mai un minuto, prendere una squalifica o un raffreddore. E fosse solo questo! Wladimuro ha sfoderato un’altra annata top, parando possibile e impossibile, salvando le terga della squadra in tantissime occasioni. E pazienza se quest’estate la passerà in vacanza a Miami, con un mojito in mano, e non in Germania a mangiare wurstel e crauti col gruppo azzurro a caccia dell’Europeo. Chi non ti apprezza, non ti merita. E noi a Lecce ti apprezziamo tanto, lo sai! Ma chi te la fa fare ad andare altrove? Vuoi mettere il traffico della Tangenziale con quello del Grande Raccordo Anulare? WLADI’ NUNCELASSA’. VOTO 8

BRANCOLINI E BORBEI: Per l’ex viola una sola presenza – dimenticabile – in Coppa Italia e un anno di contributi senza sporcarsi i guantoni. Un altro anno da spettatore non pagante nel “Wladimiro Falcone Show”. Almeno il suo collega rumeno si è tenuto impegnato in Primavera… GUANTONI IN NAFTALINA. SV

 

 

 

PONGRACIC (36 p., 0 gol – media voto pagelle 6,28 – media voto pagelle 22/23 6,50): E’ bravo, è bello, è ricco, è simpatico, che volere di più? L’anno scorso a lezione da sua maestà Umtiti, quest’anno promosso professore di calcio con ottimo profitto. E quanto gasava, poi, quando usciva dalla difesa palla al piede, alla Franco Baresi! La vetrina europea potrà far brillare gli occhi al cassiere di via Costadura. PROSSIMO BONIFICO IN ENTRATA. VOTO 8

 

 

BASCHIROTTO (37 p., 0 gol, 1 assist – media voto pagelle 5,95 – media voto pagelle 22/23 6,45): Con una semplicissima inversione di ruolo con Pongracic, Gotti risolve l’enigma irrisolto da D’Aversa. E, soprattutto, gli fa capire che è meglio appoggiare la palla al compagno più vicino che tentare l’avventura provando il lancio lungo, che non fa per lui. Sono mancate le sue pesantissime capocciate vincenti dello scorso anno, mavabenelostessoooo! IL RAGAZZO DI CAMPAGNA. VOTO 6,5

 

 

VENUTI (14 p., 0 gol – media voto pagelle 5,72): Fa di tutto per cancellare il bel ricordo del terzino che fu ai tempi di Liverani. Ritornato nella terra de lu sulemareientu per riscattarsi da un’esperienza non proprio fortunatissima nella sua Firenze, non riesce a recuperare terreno nelle gerarchie dei due allenatori che gli preferiscono in campo un Gendrey anche col colpo della strega o col ginocchio della lavandaia. E quel tocco di mani a tempo scaduto col Monza, aaaaaaarghhhh. ESPERIENZA DA VENDERE… ALTROVE. VOTO 5

 

 

DORGU (32 p., 2 gol – media voto pagelle 5,89) Ora che sull’Arnold di Copenaghen si sono accesi i fari degli osservatori di mezza Europa, Corvino può sollevare il calice, come in uno dei più famosi meme su Leonardo Dicaprio. Prima concorrente di Gallo sulla fascia sinistra, poi insieme in campo col palermitano con l’avvento di Gotti che ne intuisce la pericolosità offensiva. Due gol e 32 partite al suo primo campionato in A non sono mica male. Memorabile quel piattone sinistro all’incrocio dei pali al 92′ di Lecce-Fiorentina che fece scoppiare l’inferno al Via del Mare, tanto da mandare in tilt anche i sismografi locali. ORO NERO. VOTO 6,5

 

GENDREY (37 p., 2 gol, 3 assist – media voto pagelle 5,86 – media voto pagelle 22/23 6,11): Chiude la sua terza stagione nel Lecce spingendo come un ossesso perfino nell’ultima di Napoli, risultando uno dei migliori in campo. Paga qualche qualche centimetro in meno sui cross alti nella propria area, soprattutto con D’Aversa, ma si riscatta con corse, cross e anche due gol pesantissimi contro Cagliari in casa e Sassuolo fuori. SALE L’AUTOSTIMA E ANCHE LA QUOTAZIONE. VOTO 7

 

 

GALLO (35 p., 0 gol, 3 assist – media voto pagelle 6,10 – media voto pagelle 22/23 5,90) Si trasforma in uno splendido cigno da fine dicembre in poi cancellando tre mesi da brutto anatroccolo. Macina chilometri sulla fascia, sforna cross e sovrapposizioni in quantità, cresce in personalità e, a momenti, sfiora anche il gol che avrebbe strameritato. Come avrebbe strameritato più attenzione da Coverciano, ma, contento Lucianone… FRECCIA DORATA. VOTO 7 

 

 

DERMAKU (0 p.): Non faremo ironie su un ragazzo sfortunatissimo che si merita – altrove – di trovare spazio e soddisfazioni. FORZA KASTRIOT!

 

 

 

 

 

TOUBA (6 p., 0 gol – media voto pagelle 5,50): Immaginiamo un dialogo tra Trinchera-Saverio e Corvino-Mario, sui banchi di una chiesa di Frittole, nel quasi-1500, guardando Touba-Pia: “Fagli capire che hai capito!” – “Sì, sì, ho capito”… che la Serie A non fa per te. Arrivederci e tante belle cose. COME SI DICE “BUON VIAGGIO” IN ARABO? VOTO 5

 

RAFIA (27 p., 1 gol – media voto pagelle 5,68) Utilizzato da mezzala di centrocampo, da centrale, da esterno d’attacco e, all’occorrenza, anche da magazziniere, si mette in mostra per le sue buone doti nel dribbling e nel palleggio ma anche nella velocità d’esecuzione a -2x. Illude un po’ tutti con quel gol a Firenze ma poi rimette le cose in chiaro con un’autorete a Empoli e con una mozzarella dal dischetto a Marassi. Chiude il campionato in crescendo. LENTO, LENTO, ADESSO BATTE PIÙ LENTO, CIAO COME STAI? VOTO 5,5

 

 

GONZALEZ (29 p., 1 gol, 1 assist – media voto pagelle 5,95 – media voto pagelle 22/23 5,97): Come sopra. La sua stagione è stata copia conforme di quella precedente. Parte da titolare, poi  va in panchina, poi ritorna titolare, quindi di nuovo in panchina. Un gol e un assist alla causa giallorossa ma l’annata è stata da montagne russe. Anzi, catalane. CI VUOLE PAZIENZA, SIGNORA MIA. VOTO 6

 

 

BERISHA (6 p., 0 gol – media voto pagelle 6,38): Esordio in Coppa Italia e sei presenze nel finale di stagione. Fa brillare gli occhi, sia a società e tifosi, sia al commissario tecnico dell’Albania. COME UN LINGOTTO IN BANCA. VOTO 6,5 

 

 

 

RAMADANI (34 p., 1 gol – media voto pagelle 5,88): Lungi dall’essere il sostituto di Hjulmand, l’albanese fa incetta di corsa, contrasti e cartellini gialli a profusione. Ma non si arrende mai, dando l’impressione di incazzarsi anche se perdesse a Risiko. Butta dentro un pallone sporco, ma pesantissimo, in casa col Frosinone, poi se la vede brutta per l’infezione al collo, da cui ne esce come un gladiatore. ALBANIA ALÈ! VOTO 6,5

 

 

BLIN (31 p., 0 gol, 2 assist – media voto pagelle 5,97 – media voto pagelle 22/23 6,13): Parte come seconda scelta, finisce con la fascia da capitano al braccio. In mezzo: corsa, cuore e tanta legna, come suo solito. IMPRESCINDIBILE. VOTO 6,5

 

 

 

KABA (23 p., 0 gol – media voto pagelle 5,95): Capace di tutto e del contrario di tutto. Buoni piedi ma autonomia ridotta a un’ora scarsa di gioco per una condizione fisica mai curata e ottimizzata. Certo, davanti alla porta ha sbagliato delle cose inenarrabili, prima di chiudere anzitempo la sua prima stagione in giallorosso. Dà l’idea, comunque, di essere un acquisto azzeccato ma va rivisto, magari nel pieno della forma fisica. PANTERA O GATTINO? VOTO 6

 

 

OUDIN (31 p., 3 gol, 2 assist – media voto pagelle 5,72 – media voto pagelle 22/23 5,72): Più prestazioni da Mago Oronzo che da Mago Silvan. C’è da dire, però, che tre reti le ha messe in saccoccia, insieme a due assist. Del francese, però, si ricorda l’indolenza in mezzo al campo, specialmente nel periodo D’Aversa. Gotti lo impiega dappertutto: mezzala nel 4-2-3-1, esterno di centrocampo nel 4-4-2, parcheggiatore nel piazzale del Via del Mare. Il francese se la cavicchia così e così ma da uno coi suoi piedi, signora mia… APATIA PORTAMI VIA. VOTO 6

ALMQVIST (30 p., 2 gol, 1 assist – media voto pagelle 5,77): Il dottor Jekyll e Mr Hyde del Lecce 2023/24. Lo svedese estivo/autunnale è un mix, pur dotato di dovute proporzioni, tra Dybala e Oba Oba Martins, con un sinistro che fa male ed una velocità clamorosa. Per fermarlo dovevano spararlo, mentre con l’arrivo dell’inverno le cose sono un po’ cambiate ed il rumore dello sparo si è reso necessario per svegliarlo. PONTUS, NOI DUE DOBBIAMO PARLARE… VOTO 5,5

 

 

KRSTOVIC (35 p., 7 gol, 1 assist – media voto pagelle 5,88): Giunto dall’est tra le titubanze dei più, ci ha messo nulla per dimostrare che fosse più che un rivenditore di Golf usate. Gol e giocate a ripetizione da subito per poi decidere di prendersela con i pali, con gli avversari, con sé stesso, con gli arbitri e dimenticare l’obiettivo del gioco. Prima di ritrovarsi e segnare i gol salvezza con Cagliari e Monza, per uscire dalla crisi aveva avuto un colpo di genio: mirare gli avversarsi e propiziare autogol anziché gonfiare la rete da sé. LO SQUALO PASTICCIONE. VOTO 6,5

 

SANSONE (25 p., 2 gol, 2 assist – media voto pagelle 5,93): Avere come quinta o sesta scelte nelle gerarchie offensive uno come lui è per il Lecce un lusso clamoroso. Tipo quando arrivi giusto a fine mese ma hai la Ferrari in garage. E la tieni lì, la guardi, ogni tanto le fai prendere un po’ di sole ma guai ad esagerare, così quando ne hai bisogno eccola lì ad andare a singhiozzo, e menomale per il parcheggiatore Pierotti che le fa ricordare di essere ancora una macchina “spingendola” al momento giusto. TEMPUS FUGIT. VOTO 6 

 

 

PIEROTTI (11 p., 0 gol, 2 assist – media voto pagelle 6,06): Lo abbiamo citato e quindi eccolo l’alieno diventato principe. Vabbè, non era esattamente così la storia ma serve a rendere l’idea della parabola di un oggetto misterioso passato da valvola di sfogo per la cessione (obbligata) di Strefezza a valvola di ossigeno per un Lecce già ripresosi dall’agonia grazie alla cura Gotti e definitivamente sbocciato grazie alla magia dell’argentino contro l’Empoli. Il gol più importante dell’anno che porta la firma di Sansone ma resta figlia del passo di tango del ballerino che si è scoperto idolo. FIORE DI MAGGIO. VOTO 6,5

 

BANDA (21 p., 2 gol, 4 assist – media voto pagelle 5,67 – media voto pagelle 22/23 5,94): Giocate, maggior confidenza con il gol, uomo-assist della squadra e dribbling da top 10 del campionato: questo era lo zambiano versione girone d’andata. Poi la trasferta in Coppa d’Africa che gli ha evidentemente causato una forte nostalgia della savana e degli amici giaguari che da troppo tempo non capeggiano sul suo profilo Instagram. Quando vivi certe emozioni, tornare alla routine ed allo sfrecciare al fianco di un Gallo è dura. SBANDATO. VOTO 6

 

CORFITZEN (1 p., 0 gol – media voto pagelle 5,00): Spiccioli in campionato col Napoli, spiccioli in Coppa Italia, quattro gol con la Primavera e poi un brutto infortunio. FORZA RAGAZZO CHE CI SERVI! SV

 

 

 

 

PICCOLI (35 p., 5 gol – media voto pagelle 6,02): Una sua zampata a Udine, alla lunga fondamentale in ottica salvezza, ha ricordato a D’Aversa che in rosa ci fosse anche lui. Così ha iniziato a dargli fiducia, ottenendo in cambio non una caterva di marcature ma comunque qualcosa di utile resa utilissima da Gotti che lo ha reso spalla di Krstovic. Ha però un fastidiosissimo difetto, per fortuna della regolarità del campionato notato da Abisso e dal VAR di Lecce-Milan: non cammina benissimo all’indietro, finendo spesso per calpestare i piedi di tedesconi di 2 metri costretti a rantolare a terra a causa dell’immane colpo. Ha chiuso la stagione mandando un messaggio d’amore a Lecce. Urge altra corvinata in stile-Pongracic, estate 2023. TORNA, ‘STA CASA ASPETTA A TE. VOTO 6,5

BURNETE (1 p., 0 gol, 1 assist – media voto pagelle 6,50): Risolve la gara con la Lazio, poi arriva Krstovic. UN GRANDE AMORE E NIENTE PIÙ. SV

 

 

 

 

All. D’AVERSA “S’ha futtuta la testata” è la frase che ogni salentino teme di udire una volta giunto dal proprio meccanico, mentre “T’ha futtutu la testata” è la fase che Pantaleo Corvino ha dovuto pronunciare dopo Lecce-Verona per giustificare l’esonero al suo super difeso ex allenatore. Di cose “futtute” ve ne erano state un bel po’ però in un mese precedente in cui il tecnico abruzzese aveva perso il filo dopo le sbornie di inizio stagione. Guai però a crocifiggerlo, perché proprio i risultati di inizio stagione hanno dato un contributo fondamentale alla salvezza e al tempo stesso hanno dato un po’ alla testa(ta). È STATO ‘N CORPO DE TESTA. VOTO 6 MENO MENO SUPERPIENO

All. GOTTI: Chiamatelo psicologo, medico, Battiato: insomma, che cura è lampante. Ci ha messo poche settimane per far ritrovare fiducia ad un gruppo allo sbando e che ha preso a pallonate il Sassuolo come la Roma, mettendoci del suo a suon di trasformismo tattico e valorizzazione del singolo. Segno che non è tutto fascino, bella parlata e terapie d’urto. LASCIATE CHE VI SALVI… VOTO 7,5