IL CORSIVO – Lecce, comincia l’ultima cronoscalata
Fuori tempo massimo. Come nelle gare a cronometro del Giro d’Italia, il Lecce è uscito dai blocchi con cinque “minuti” di gap. Una volta cambiato l’assetto, con la classe e la potenza dei grandi cronoman alla Fabian Cancellara, la squadra ha ripreso, ad uno ad uno, tutti gli avversari che lo precedevano per strada. Anzi, quasi tutti. Due forature, in particolare, hanno pregiudicato la rincorsa dei giallorossi verso la maglia rosa, quelle dei traguardi volanti di Viareggio e Pisa, ad una manciata di km dal rettilineo finale. Alla fine ci si è dovuti accontentare di un terzo posto che è, sì, qualcosa di buono, ma che non è come festeggiare la vittoria sul palco stappando una magnum di champagne, coccolato dai baci delle miss sotto i flash dei fotografi.
AL PALO – Lecce campione del girone di ritorno. Magra consolazione. Pesano – eccome pesano! – quelle cinque gare d’inizio campionato (quattro con Moriero in panchina, una con Lerda nel big-match perso a Perugia) in cui la squadra ha girato a vuoto raccogliendo solo bruscolini. Poco conta anche il futile record della miglior media inglese del lotto del girone B. Miccoli e compagni dovranno ora ricominciare daccapo, con sangue freddo e pazienza, a ricucire la tela per superare i prossimi ostacoli. Non c’è altra alternativa.
OCCHIO A QUEI DUE – Come tutti i tifosi giallorossi si augurano, la squadra dovrà affrontare altre cinque partite da qui a giugno. In caso contrario sarebbe un’altra sciagura, come quella dell’anno scorso, forse ancora più grave. E in quel caso si riaprirebbero scenari nefasti a cui nessuno vuol pensare, almeno per ora. Primo step, il Pontedera della coppia gol Arrighini-Grassi, 30 centri in due, più di tutto l’attacco del Lecce messo insieme (28 reti). Poco conta il fatto di aver racimolato quattro punti su sei nelle due sfide di campionato contro la compagine di mister Indiani. Conta vincere con qualsiasi mezzo, magari prima di infognarsi nel tunnel di supplementari e rigori, previsti dal cervellotico regolamento in vigore quest’anno in Lega Pro, che potrebbe non dare il giusto peso ai 12 punti di distacco che il Lecce ha inflitto al Pontedera in campionato.
SPINTE E RINCORSE – Freddezza da killer e consapevolezza dei propri mezzi. Solo così il cammino di Miccoli e compagni verso il 7 giugno potrà essere privo di altre – ben più pericolose – forature. Una spinta decisiva la potrà dare il dodicesimo uomo in campo. Il tifo leccese potrà essere come una spruzzata d’acqua fresca sul volto dello scalatore in affanno lungo i tornanti del Gran Premio della Montagna. Comincia l’ennesima cronoscalata, l’ultima della stagione, quella decisiva. La benzina nelle gambe c’è e va calibrata con giudizio. Classe e tecnica non mancano. Un allenatore competente, nemmeno. Il responso, come sempre, è affidato alla strada.
