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foto: C. Costantino

VIRTUS MATINO – Costantino: “Si riparte più forte di prima con tanta esperienza in più. Col senno del poi non rifarei certi errori…”

Da domenica scorsa, la Virtus Matino è ufficialmente retrocessa in Eccellenza dopo un solo anno in Serie D. La presidentessa del club, Cristina Costantino, traccia un bilancio della stagione che è ormai agli sgoccioli e parla della prossima stagione, delle prospettive e degli auspici.

Qual è stato il primo pensiero che le è venuto in mente al triplice fischio di Matino-Bitonto, “è finita” oppure “bene, da adesso si riparte”?

“Mi sono fermata in tribuna da sola fino a quando tutti non sono andati via, in silenzio. Ero serena perché, in cuor mio, sapevo di avevo fatto tutto quello che potevo fare per mantenere la categoria a Matino, nel mio paese. Avevo onorato la serie D, fin dal 28 giugno, non mi sono mai adagiata, è stato sempre un correre per superare le mille difficoltà, ma ce l’ho sempre fatta. Fideiussione, iscrizione, stadio per giocare (anche se a porte chiuse, non dimentichiamo che ai primi di settembre il Matino non aveva uno stadio da designare per le partite interne, nessuno dei paesi limitrofi ci ha concesso l’utilizzo. Ma, obiettivamente, chi lo avrebbe mai fatto? Ogni società investe sulla propria struttura, non si possono disputare partite fuori casa una settimana sì e l’altra pure. Trasferte, hotel, pullman, carte federali, ricorsi, etc etc). Ho fatto un respiro profondo e mi son detta: ‘Da qui si riparte, con tantissima esperienza in più, più forte di prima! Una piccola ma importantissima precisazione: devo ringraziare il sig. Fabio Vinci per averci concesso la struttura Heffort Sport Village per la disputa del girone di andata e l’Amministrazione comunale di Ugento aver aperto le loro porte per tutte le gare del girone di ritorno”.

Qual è il suo giudizio sulla stagione 2021/22 e c’è qualche scelta che, a posteriori, non avrebbe fatto?

“Il mio giudizio è comunque positivo sull’intera stagione. Se dovessi oggi ripartire e rifare la Serie D, starei sicuramente molto più attenta nella scelta di figure professionistiche. La Serie D è calcio vero e non si può approssimare in nulla. Bisogna essere concentrati solo sul calcio, non si può pensare che si può esercitare un lavoro e poi fare anche una Serie D. Ventiquattr’ore di un giorno forse sono poche per provare a curare tutti i dettagli. E poi punterei su giovani di qualità e prospettiva, come fatto nella seconda parte di campionato, con un over di categoria per reparto. E non accetterei mai di iscrivermi senza avere una mia casa, un mio stadio. Ecco, col senno di poi non avrei commesso questi errori”.

Quali sono state le note liete di questa stagione?

“Il fascino di far parte di un campionato nazionale, una quarta serie, in un girone H infernale… tanta roba! Aver fatto tanta esperienza. Aver viaggiato tanto, aver conosciuto tante altre realtà calcistiche di altre regioni, essermi confrontata con loro. Aver combattuto in ogni partita, aver giocato calcio vero, non essendo mai stati messi sotto dagli avversari, tranne che con Molfetta e Bitonto nel ritorno. Aver lottato sino alla fine con squadre dalle piazze importanti come Sorrento, Gravina, Bitonto, Cerignola, Fasano, Francavilla in Sinni, e aver venduto cara la pelle. Aver tirato fuori una grande forza, anche se sono stata lasciata sola, non ho avuto paura, anzi, grazie a queste persone che volutamente mi hanno lasciato sola, sono riuscita a portare a termine un campionato difficilissimo. Il dolore di questa metaforica caduta, ossia l’aver perso la Serie D, sarà la mia motivazione più grande per tornare a vincere. Aver costruito una grande famiglia tra Juniores e Serie D: siamo stati uniti e vicini, ci siamo dati una mano a vicenda in questa difficile annata. Da tutte queste cose positive e da altre mille, riparto con tutta me stessa”.

Qual è lo situazione stadio? Nella prossima stagione potrete ritornare al Via del Mare? C’è un dialogo con l’Amministrazione comunale?

“Al momento purtroppo non ho risposte certe. Abbiamo provato ad aprire un dialogo con l’Amministrazione comunale per avere dei tempi certi sulla consegna dello stadio. Attendiamo delle risposte nelle prossime ore”.

Tra i calciatori, chi, secondo lei, è stato il migliore come rendimento, o la sorpresa inaspettata?

“Non mi piace elogiare solo un calciatore rispetto ad altri, ma credo che i ragazzi under, alcuni da luglio ed altri da dicembre fino ad oggi, siano stati sempre un tassello importante delle nostre formazioni, siano stati la vera rivelazione. Uno su tutti: Gabriel Tarantino, un combattente che ha ringhiato in tutte le partite. Ha sempre lottato contro chiunque avesse di fronte. Credo che Gabriel abbia perfettamente interpretato il mio modo di vedere il calcio”.

Come e quando si ripartirà per la stagione 2022/23? Ci sarà ancora Branà sulla panchina e Volume a guidare il mercato o è ancora presto per parlarne?

“Lavoriamo da più di un mese sulla prossima stagione, perché cominciare a programmare da aprile, fa la differenza. È ancora presto per tutto, ma su una cosa posso esprimermi: il direttore Volume, visto l’eccellente lavoro fatto nel girone di ritorno, continuerà a essere un punto fondamentale della nostra ripartenza“.

In un’intervista recente, suo padre ha parlato di “squadra privata del calore della città, dei tifosi, degli sponsor e degli amministratori”. Perché, secondo lei e come si ripara questo scollamento tra le parti?

“Mio padre era abituato ad avere un coinvolgimento totale. Mi racconta spesso che tutto il paese partecipava all’acquisto di calciatori importanti. Il farmacista di turno o l’imprenditore, ognuno di loro metteva una quota per coprire il costo dei calciatori più onerosi. Tutta l’Amministrazione si prodigava per reperire sponsor importanti, ogni azienda non di Matino ma che avesse interessi a Matino, era partner/sponsor della squadra di calcio. Mi racconta che il Comune copriva l’iscrizione al campionato e di spalti pieni di tifosi, in casa e fuori casa. Avendo vissuto tutto questo, è chiaro che, vedendo il modo in cui abbiamo dovuto affrontare quest’anno la Serie D, prova a lanciare un grido d’allarme e chiede sostegno e calore. Non gli sembra vero che un patrimonio chiamato Serie D sia così poco apprezzato e non sfruttato come volano dell’economia per il paese di Matino. Come si ripara lo scollamento? Bella domanda. Proviamo ancora una volta a unirci tutti insieme e proviamo a fare un nuovo miracolo che parte dal nuovo stadio, già dall’imminente stagione 2022/23. Proviamo, e se non dovessimo riuscirci, si dovrà immediatamente trovare un piano B“.

Il settore giovanile dà soddisfazioni. Qual è il suo giudizio sull’annata del vivaio biancazzurro?

“Una squadra, quella della Juniores, costruita totalmente da zero, con il direttore Gianni Provenzano, uno staff tecnico e medico quasi tutto di Matino e che, nonostante le mille difficoltà quali lo stadio mancante, gli allenamenti su di un campo in terra battuta, è riuscita, nel primo anno, ad approdare alla qualificazione playoff. Per cui, grande risultato conseguito e grande merito agli addetti ai lavori. Il settore giovanile vanta la collaborazione con Cristian Ledesma, Ascla di Casarano, Fenice Security, diretto dal responsabile Roberto De Giorgi. Siamo riusciti ad avere 60 iscritti, appoggiandoci su di un campetto nella speranza che, nel prossimo anno, riusciremo ad avere la nostra struttura per cercare di aumentare questi numeri e continuare a far crescere il progetto. Partire dal settore giovanile, valorizzare i propri giovani per poi farli approdare in prima squadra“.