Il Lecce si complimenta per la promozione, il Casarano augura la salvezza: cordiale scambio di note Sticchi Damiani-Filograna Sergio
Tra i tanti riconoscimenti giunti da ogni parte della regione (e non solo) per la recente e meritata promozione in Serie C, al Casarano sono arrivati anche quelli dell’Unione Sportiva Lecce, con una lettera firmata di proprio pugno dal presidente Saverio Sticchi Damiani. Destinatario, il presidente rossazzurro Antonio Filograna Sergio. Data: 17 aprile 2025, giorno della promozione ufficiale in Serie C dopo la sonante vittoria contro la Fidelis Andria.
“Caro Antonio – si legge nella nota di Sticchi Damiani – in questo giorno di festa per il tuo club e per tutta la città di Casarano, sono felice di complimentarmi con te e con i tuoi collaboratori per lo straordinario percorso sportivo che ha ampiamente legittimato il risultato finale. Un successo che meriti TU in particolare, per l’impegno e la determinazione con i quali lo hai cercato e voluto in questi anni. Un grande abbraccio”.
La lettera è stata pubblicata dal Casarano Calcio ieri pomeriggio sul proprio canale Facebook: “Ringraziamo l’US Lecce ed il suo presidente Saverio Sticchi Damiani per le congratulazioni ricevute per la vittoria del campionato. Auguriamo all’Us Lecce di raggiungere la meritata salvezza perché la Serie A rappresenta per tutto il Salento un patrimonio che va difeso e incentivato“, le parole di commento alla lettera di Sticchi.
Cordialità, gentilezze e auguri reciproci. Questo è il legame che dovrebbe sempre unire due realtà dello stesso territorio. Due realtà storiche come il Casarano e il Lecce che rappresentano, in Italia (e anche nel mondo) una terra che ha a lungo sofferto e che continua a soffrire per le limitazioni territoriali, infrastrutturali ed economiche di cui soffre da sempre.
Emergere, in campo sportivo, professionale, imprenditoriale, non lo si fa a caso. Gli esempi di Sticchi Damiani e di Filograna Sergio e delle rispettive società da loro presiedute sono un fiore all’occhiello per la nostra martoriata terra. Non è più tempo di anacronistiche rivalità che vanno anche oltre il semplice campanilismo. Non è più tempo di rancore, di odio, di presunte superiorità di una parte rispetto all’altra. I nostri tempi, specialmente quelli attuali, non ci permettono di pensare a cose futili ma ci mettono davanti problemi più seri con cui combattere di giorno in giorno.
È auspicabile, dunque, mettere il minoritario e residuo rancore in una valigia e gettarla in mare, che sia Ionio o Adriatico poco importa.
Per il bene delle stesse società, dei tifosi e di tutto il territorio.

