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SERIE D/H – Taurino: “Un 2019 da ‘up and down’. Girone di ritorno ancora più ostico, ma ora a Bitonto inseguiamo un sogno…”

Un 2019 iniziato nel peggiore dei modi, una striscia di risultati negativi, un Nardò che faticava a reagire ed un esonero arrivato il 19 marzo a chiudere un percorso in cui Roberto Taurino soprattutto nel primo anno e mezzo di lavoro aveva comunque dimostrato il suo grande valore umano e tecnico, raccogliendo anche importanti risultati. Nel calcio come nella vita, però, a volte toccare il fondo è sempre il momento che serve per trovare la forza per ripartire, continuando ad inseguire un sogno che da anni segna una carriera, un sogno che Roberto Taurino si è ripreso con forza, con grinta, con passione e con grande carisma, doti che hanno da sempre contraddistinto il suo percorso calcistico.

Il 23 maggio è arrivata la panchina del Bitonto, società ambiziosa e con grande voglia di emergere e di far bene in un campionato come quello di Serie D, che si preannunciava uno dei più belli e duri dell’ultimo decennio. Una scelta forte quella del patron Rossiello, per certi versi contestata e criticata, da chi molto probabilmente non aveva seguito il percorso umano e lavorativo di quello che con il passare delle giornate si è poi rivelato un autentico valore aggiunto, un grande condottiero dalle immense qualità umane, mai fuori dalle righe, un grande lavoratore, un vero gentiluomo del calcio.

Il resto fin qui è storia, primo posto in classifica miglior attacco e miglior difesa del girone H ed un calcio piacevole e spumeggiante, che ora fa sognare ad occhi aperti una cittadina di 55 mila abitanti, che per tutto il girone d’andata ha fatto la voce grossa in mezzo alle big: “Per me il 2019 è stato un vero e proprio up and downracconta in esclusiva per SalentoSport Roberto Taurino -. La prima parte di questo anno che volge al termine è stata un vero e proprio disastro, sia dal punto di vista calcistico che da quello extra calcistico, con delle vicende che mi hanno segnato molto. Grazie al mio carattere e alla mia caparbietà ho cercato di uscirne nel migliore dei modi, con grande testardaggine e voglia di riprendermi quanto lasciato per strada. A maggio prosegue il tecnico neroverde -, è arrivata la chiamata del Bitonto che nonostante un esonero sulle spalle ha deciso di puntare su di me, affidandomi una squadra reduce da un’ottima stagione e vogliosa di proseguire un cammino positivo e per questo è doveroso ringraziare i direttori Rubini e De Santis oltre che al presidente Rossiello. Questa voglia di far bene con il passare delle giornate si è trasformato in qualcosa di molto importante, che fino ad ora abbiamo conquistato con grande lavoro e sacrificio e spero che tutto ciò sia un nuovo punto di partenza per il nuovo anno, con l’augurio che servirà come trampolino di lancio verso traguardi ancora migliori, che potranno arrivare solo con il sudore, il sacrificio e la voglia di migliorarsi”.

Una prima parte da sogno quella del Bitonto, un corpo a corpo con il Foggia destinato a prolungarsi per tutto il girone di ritorno, con la consapevolezza che il cammino è ancora lungo e tortuoso: “Come già detto in precedenza – racconta l’ex difensore centrale -, in questo nuovo campionato siamo partiti con la voglia di fare bene, ma questa voglia di far bene, giornata dopo giornata ci ha portati ad essere lassù in vetta, ottenendo dei risultati quasi impensabili all’inizio. Sappiamo tutti che il girone di ritorno è sempre molto più complicato rispetto a quello d’andata, questo è qualcosa di statisticamente provato, quindi per continuare questo cammino occorrerà raddoppiare le forze e metterci tutto quello che si ha dentro domenica dopo domenica.  Il girone H di Serie D lo conosciamo tutti e come ben sappiamo è un campionato colmo di piazze importanti come Taranto, Foggia, Casarano, Fidelis Andria e Cerignola stesso, squadra con una società importante che da anni prova il salto di categoria a queste vanno aggiunte squadre come Sorrento e Fasano che grazie alla continuità di un progetto tecnico e societario si stanno rendendo protagoniste di un campionato importante, meritando il piazzamento in classifica; Bitonto invece è una piazza relativamente piccola, che ad oggi vive un sogno, perchè la sola idea di un approdo nei professionisti sarebbe qualcosa di storico per questa città, considerando anche che sarebbe una prima volta assoluta; un sogno  che nel nuovo anno proveremo a portare avanti, consapevoli – conclude Taurino – delle difficoltà che questo cammino ci può riservare”.