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CASARANO – Orlandi: “Spingiamo finché possiamo”. L’ex De Candia: “Arcicontento per la stima della piazza”

Umori opposti sulle panchine di Casarano e Gravina, dopo la gara che ha visto la formazione barese espugnare il “Capozza” in virtù della rete siglata da Gilli.

Non parla di sfortuna, ma di mancanza di lucidità, Nevio Orlandi (foto ©G. Garofalo), allenatore del Casarano.

“La fortuna – dice il tecnico uno se la deve andare a cercare. Sotto il profilo delle occasioni, ne abbiamo avute diverse, sin dal primo minuto. Siamo mancati in lucidità, in precisione, abbiamo avuto troppa frenesia, anche nel cercare la battuta a rete. Poi è giunta la beffa. C’è amarezza, perché è stata una partita che abbiamo condotto e costruito. Sui presunti rigori non posso giudicare da una postazione così bassa e con tanta gente davanti. Andrò a rivedermi la gara e avrò chiarimenti in merito. Il gol è venuto su calcio d’angolo, anche con una deviazione, questa è sfortuna, ma fa parte del gioco. Non ho da recriminare neppure sulle assenze, in quanto quelli che sono entrati hanno fatto pienamente il proprio dovere e hanno avuto le loro occasioni per portare la squadra in vantaggio. Per quanto concerne il campionato, ci sono ancora delle gare. Sicuramente abbiamo il dovere di spingere finché possiamo, poi alla fine, quando i numeri diranno qualcosa, prenderemo atto del verdetto”.

Pasquale De Candia si gode la seconda vittoria consecutiva, conquistata caparbiamente contro una squadra di vertice, con la soddisfazione di essere stato accolto a Casarano da uno striscione in Curva Nord. Il tecnico è riuscito a guadagnarsi l’affetto e la stima di una piazza molto esigente come quella casaranese a suon di umiltà e di risultati, come il famoso Triplete del 2018/19.

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P. De Candia (archivio ©SalentoSport)

“Siamo partiti – dichiara mister De Candia sapendo di fare una partita di sofferenza, perché incontravamo una squadra non a caso seconda in classifica, dovevamo essere compatti, stringere le linee, soffrire, avere un po’ di fortuna ed essere bravi nelle ripartenze. Abbiamo sfruttato una palla inattiva. Va bene così. Abbiamo fatto la nostra partita contro una squadra forte, non eravamo noi a dover fare qualcosa in più. Sapevamo che dovevamo soffrire. Abbiamo sofferto e siamo stati fortunati, perché i loro attaccanti difficilmente sbagliano quelle occasioni. Per quanto riguarda l’accoglienza che ho trovato tornando a Casarano, quando leggo striscioni come quello esposto in Curva non posso che essere arcicontento, come uomo prima ancora che come allenatore. Per il resto ho incontrato l’accoglienza che mi aspettavo, in quanto qui ci sono persone distinte ed educate che sanno andare oltre la partita. Tornando alla gara, se di impresa si deve parlare, l’hanno fatta i giocatori, che sono stati bravissimi. Avevamo preparato la gara in questo modo e loro sono stati bravissimi nell’interpretarla. Sui presunti rigori, con il nuovo regolamento nessuno dei due poteva essere fischiato. È vero che il Casarano ha avuto diverse occasioni, ma queste sono state più merito loro che demerito nostro. I miei ragazzi sono stati quasi perfetti. Venire a vincere a Casarano non è facile. Quei pochi che l’hanno fatto non occupano la nostra posizione in classifica. La soddisfazione, poi, è doppia, perché abbiamo recuperato su tutte le nostre dirette avversarie che sono state ferme”.