Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

CASARANO – Maci, parole nette: “La drammatizzazione del risultato è deleteria. Futuro, il settore giovanile la priorità”

Il presidente del Casarano, Giampiero Maci ha incontrato, questo pomeriggio, la stampa, per fare il punto della situazione presente e futura in casa rossazzurra. Ecco alcuni estratti delle sue dichiarazioni.

MANCANZA DI SERENITA’“Dopo Cerignola, la società ha ritenuto di imporre il silenzio stampa ai tesserati, perché si sarebbe andati incontro a parole di circostanza che potevano essere strumentalizzate, visto che si veniva da un periodo di rapporto caldo con la tifoseria. Abbiamo ritenuto di tacere per poi fare bilancio a fine stagione. L’annata? Siamo partiti molto bene, poi ci siamo dovuti fermate per il Covid. In quel momento, la società ha cercato di tutelare i ragazzi, sentendosi anche responsabili verso le loro famiglie e da loro abbiamo riscontro. Post Covid ha avuto inizio una serie di problematiche che poi si sono succedute nel tempo. Molti dei nostri ragazzi non sono stati più loro, sia dal punto di vista fisico, che tecnico, che psicologico. A gennaio c’è stata una regressione, ciò che abbiamo ottenuto non ci ha soddisfatto. Non abbiamo mai detto che dovevamo stravincere il campionato, ma che eravamo consci delle nostre possibilità. Qualcosa è andato per il verso sbagliato, c’è stato un crollo psicologico, al di là del cambio tecnico, e la percezione che il primo posto si allontanava sempre di più. Sono stati commessi degli errori ma solo chi non opera non ne fa e me ne assumo tutte le responsabilità. Questa situazione ha creato intorno al gruppo, ma anche all’esterno, della tensione che non ha giovato a una buona evoluzione della stagione. I campionati si vincono con equilibrio e nervi saldi. Ciò che mi dispiace è la drammatizzazione del risultato sportivo. I guai sono altri nella vita. Ciò è deleterio. Con maggior calma, qualcosa di meglio avremmo potuto fare. Questa società comunque era già pronta da giugno scorso, poi c’è stato questo mercato fiume, anomalia di tutta questa stagione che ha comportato diatribe e situazioni particolari. Questo è il gioco delle parti ma anche questo ha inciso nello svolgimento della stagione, innescando circostanze a catena come contestazioni a calciatori e società. Invito a guardare i bilanci che depositeremo entro il 30 giugno, chiunque potrà confrontarli con quelli dei nostri competitor, se sono trasparenti e chiari. Lo scaricare pressione sulla società ha incrinato i rapporti con la tifoseria e quando una parte del cerchio squadra-società-tifosi si rompe, allora è difficile che si raggiunga il risultato auspicato. Dopo Nardò mi sarei aspettato più amore verso la squadra, invece poi dopo aver perso sfortunatamente col Gravina, si è persa l’identità. Non do la colpa a nessuno ma voglio sottolineare che la mancanza di serenità ha portato poi a una debacle”.

“METTIAMO DA PARTE IL RANCORE E PENSIAMO POSITIVO” “I social sono fatti per socializzare. Non per scaricare adrenalina e tensione oltre i limiti della buona educazione e decenza. Rispondo ad alcuni appunti, non a quelli fatti in modo scurrile: siamo mancati nella comunicazione? Che significa? Non si possono conoscere le dinamiche interne dell’azienda, come ha chiesto qualcuno che ha un’azienda. I suoi fatti non li mette in piazza. I panni sporchi si lavano in famiglia. Questo non fa altro che aumentare la tensione. Poca interazione? Faccio mea culpa. E’ mancata, il periodo è stato ciò che è stato. Ci ripromettiamo di essere più vicini ai tifosi. Non c’è stato merchandising? Chi lo ha detto ha avuto in omaggio delle maglie dalla società. Qualcuno mi dice che sono troppo signore per questo calcio. Se mi accorgerò di non ragionare più da signore, mi allontanerò. C’è questa sottocultura secondo cui il calcio deve andare al di là dei valori e del rispetto degli altri. Noi siamo stati portatori dei valori dello sport e per questo abbiamo raccolto rispetto su tutti i campi tranne uno. Era meglio quando c’era Fernando Totaro? Lui è un amico, ma sembra la solita frase del ‘si stava meglio quando si stava peggio’. In quell’occasione mi sollecitò affinché la Leo Shoes desse una mano. Quindi è una provocazione che rimando al mittente. Se Casarano è in D lo dobbiamo a gente che, come Totaro, si è sacrificato dalla mattina alla sera, dando un contributo enorme. Magari porterò con me qualche tifoso perché segua la nostra giornata, dalle 7 alle 11 di sera, per capire come funziona una società. Faccio un appello alla tifoseria: remiamo tutti dalla stessa parte, solo così si può vincere. Con entusiasmo e non col magone, col pensiero positivo e non con la critica fine a se stessa. Mettiamo da parte il rancore che è una delle cose più deleterie che esista”.

SETTORE GIOVANILE LA NOSTRA PRIORITA’“Dal contratto triennale con la Leo Shoes abbiamo anticipato gli introiti dello scorso anno per avere un gioiellino come il ‘Capozza‘ e per la ristrutturazione della Casa dell’atleta per i giovani. Il calcio non è un’equazione, non è certo che tu vinca, è aleatorio. Ma non è che se vinci sei perfetto e se non vinci sei un incompetente, questa è la concezione sbagliata della cultura della vittoria e della sconfitta che si ha. Il patron non è il proprietario né il protettore. Siamo di fronte ad una persona generosa, Filograna Sergio, che, con la sua azienda, ha dato un contributo enorme al Casarano. Leggere che qualcuno si rivolge a lui in maniera indisponente, è mancanza di rispetto e non solo per questione d’età, ma anche perchè ha ribaltato il tessuto economico casaranese ed è seguito da tutte le università d’Italia. Non si insultano così le persone, così si distrugge il territorio casaranese. Sono indignato di fronte a quelle offese. E comunque ha scritto che la sua azienda darà, insieme ad altri, un contributo. Ciò è l’ennesimo atto di una persona follemente innamorata della sua città e di questi colori. I programmi futuri dipenderanno dalla capacità che avremo. Ho incontrato due imprenditori, probabilmente avremo qualche aiuto in tal senso. Dopo il 30 giugno e la pubblicazione del bilancio, faremo il giro degli sponsor e, nei primi 15 giorni di luglio, stileremo un programma dignitoso per la nostra comunità, ma auspico il ritorno ad una serenità di rapporti. Cercherà di coinvolgere degli amici a dare una mano e, se necessario, ben venga un’associazione di tifosi all’interno della società, così si capirà meglio cosa significa gestirla. Il punto di partenza sarà il settore giovanile che sarà priorità del nostro programma“.

(foto: G. Maci, ©Garofalo)