PROMOZIONE – La questione arbitrale e il misterioso comunicato: Deghi contro tutti a “Triplice fischio”. Il resoconto

Il confronto aperto e, per certi versi, serrato, tra i rappresentanti di Deghi, Taurisano, Atletico Racale, Ugento e Toma Maglie, è andato in onda lunedì scorso su Rtm Web

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Foto: foto di gruppo prima dell'inizio della trasmissione

Sembra essere ritornato il sereno sul campionato di Promozione. O per lo meno, questo è quello che è emerso nella puntata della trasmissione “Triplice Fischio”, andata in onda lunedì scorso sul canale 95 del digitale terrestre e visibile in streaming sulla pagina Facebook di Rtm.

Dopo il controverso comunicato, emesso a nome e per conto di alcune non meglio identificate società del Salento, a margine della semifinale di ritorno di Coppa Italia tra Taurisano e Deghi, le acque sembravano essersi agitate e non poco. Fermenti di piazza, dubbi, insinuazioni e contestazioni di tifosi, l’ovvio corollario. All’appello della redazione, esteso a tutti gli organici del girone B, hanno risposto Ugento, Deghi, Taurisano, Atletico Racale e Maglie.

Il confronto, molto serrato, ha fatto emergere alcune criticità, tra presente e futuro del calcio dilettantistico. Le società presenti hanno fatto il punto della situazione per quanto riguarda la propria stagione. Tanta soddisfazione nelle parole del direttore sportivo dell’Ugento, Loris Bavone: si stanno raccogliendo i frutti di quanto seminato nella passata stagione. Programmazione e continuità i due principi cardine. Luci e ombre in casa Taurisano e Racale. Lo stato maggiore del Toro, nelle persone del presidente Alberto Tornesello, del vicepresidente Stefano Ancora e del direttore generale Antonio Berlingeri, ha espresso, comunque, fiducia, sul prosieguo del campionato, sebbene le aspettative fossero più alte.

Sconcerto per alcune decisioni arbitrali in casa Racale: il direttore sportivo, Mauro Margarito, ha cercato di spiegare il momento e ha parlato delle tante espulsioni che stanno condizionando le alterne fortune della squadra. L’entusiasmo contagioso di Paola Vella, responsabile delle pubbliche relazioni per la Toma Maglie, è il sentimento comune che sta animando il cammino della compagine giallorossa. La squadra più in forma del momento. A dispetto delle tante, enormi, incertezze, della vigilia. E l’appoggio di numerose attività commerciali del territorio testimonia della fiducia verso il progetto, incarnato dalla donna che, l’anno prossimo, potrebbe essere il nuovo presidente.

Se gli avessero detto a inizio stagione che la squadra avrebbe lottato per il campionato fino alla fine e che si sarebbe giocata la Coppa di categoria, Alberto Paglialunga non ci avrebbe creduto. Orgoglio e fierezza, i concetti espressi dal presidente della Deghi.

Capitolo comunicato. Qui la felicità lascia il posto all’amarezza. Il chiacchiericcio, concetto sul quale il numero uno degli orange ha spinto parecchio, arrivando a leggere un’epistola di papa Francesco, sarebbe il male assoluto. Le insinuazioni su improbabili parentele con esponenti illustri della federazione, sulla capacità della Deghi di indirizzare le gare, su direzioni arbitrali favorevoli alla vice capolista del campionato, hanno determinato la reazione decisa di Paglialunga. Che ha rivendicato, a gran voce, gli sforzi, il lavoro e i sacrifici dei propri uomini, indicando nel fallimento degli altri la ragione di un atteggiamento malizioso.

Pungolati sulla questione comunicato, i dirigenti del Taurisano hanno recitato il mea culpa, attribuendo alla concitazione del momento e alla delusione e alla rabbia per una decisione arbitrale considerata ingiusta e vanificatoria di tutti i sacrifici di una stagione, la motivazione della sottoscrizione del comunicato. Che, però, hanno sottolineato, non essere stato scritto da loro. Resta il dubbio, non chiarito, nonostante le varie sollecitazioni, su chi siano le altre società aderenti. I dirigenti granata hanno, in ogni caso, preso le distanze da quel documento e sottoposto le proprie scuse alla Deghi, dimostrando umiltà e capacità di autocritica.

L’emergenza critica sventolata da alcuni dei  presenti resta, comunque, la questione arbitrale e l’incapacità degli organi competenti di formare una classe di direttori di gara all’altezza. Da qui i tanti errori arbitrali che starebbero condizionando la stagione. Se alcune società sono state penalizzate e altre favorite è solo per una questione di inadeguatezza dei fischietti: questo è quanto, in definitiva, è emerso dal confronto televisivo. Il dialogo, tra le società e poi tra le società e la federazione, la ricetta suggerita da Paglialunga. Che ha anche posto l’accento sul malcostume dilagante nel calcio dilettantistico, sia per quanto riguarda il comportamento dei dirigenti che quello dei tifosi, evocando, addirittura, un accostamento al Medioevo. Tante parole, nel corso di due ore e mezza serratissime. Parole. Ora la parola ai fatti.

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