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ph: A. Pellè

RUFFANO – Dopo 22 anni è di nuovo Promozione: mister Galiotta: “Annata intensa ma bellissima”

Il verdetto è arrivato alle 18:30 di domenica 19 aprile 2026, quando il fischietto di Francesco Casula ha sancito la fine delle ostilità contro il Capo di Leuca (4-1). Un boato ha scosso Ruffano: dopo oltre due decenni di attesa, la squadra granata torna ufficialmente in Promozione. È stato un dominio assoluto, quasi tirannico: 70 punti conquistati, 23 vittorie su 25 gare e un attacco atomico capace di produrre 79 reti. Numeri che hanno reso vano l’inseguimento della Virtus Erchie e che consegnano alla storia il lavoro di mister Gabriele Galiotta, specialista in promozioni dopo il successo dell’anno scorso a Bagnolo.

Il tecnico granata ha ripercorso così i dieci mesi che hanno portato al titolo: «Sin dal primo giorno la società è stata chiara: l’obiettivo era fare meglio delle ultime stagioni, il che significava salire in Promozione, o tramite playoff dopo due finali perse, o vincendo il campionato. La società non ci ha fatto mancare nulla, mettendosi a completa disposizione. È stata una programmazione oculata durata dieci mesi. Avevamo di fronte realtà ben attrezzate, con rose composte da giocatori di categoria superiore e professionisti; è stato impegnativo e intenso, ma alla fine bellissimo».

LA GESTIONE DELLA PRESSIONE «La difficoltà maggiore era sapere di non poter sbagliare. Non immaginavo di dover fare 10 punti in più dell’anno scorso e vincere 22 partite su 24 per trionfare. Sapevamo di avere pochi jolly perché le avversarie non avrebbero concesso nulla. Puoi mantenere una concentrazione così alta solo se hai ragazzi disposti al sacrificio. Il mio merito più grande, al di là di tattica e tecnica, è stato scegliere uno ad uno gli uomini che potevano farmi vincere; non è scontato trovare tale professionalità nei dilettanti».

I MOMENTI DELLA SVOLTA«Ho capito che potevamo lottare per il vertice dopo il 4-3 contro l’Avetrana: lì la squadra ha raggiunto una maturità e una consapevolezza di forza che ancora non sapeva di avere. La certezza del titolo, invece, è arrivata superando in casa il San Pancrazio a fine marzo».

DEDICHE SPECIALI – Galiotta chiude con un pensiero rivolto a tutto l’ambiente: «È stato un capolavoro assoluto. Ringrazio la società, lo staff, i ragazzi e i tifosi. Più che a me, che mi sono rimesso in gioco con l’ambizione di ripetermi, questo successo è dedicato a tutti loro. Lo volevano, lo meritavano e lo hanno conquistato».

Con un turno ancora da giocare e il distacco ormai incolmabile sulla seconda, Ruffano si prepara all’ultima passerella stagionale in campionato, ma c’è ancora una potenziale finale di Coppa Puglia da conquistare (il 29 aprile ritorno della semifinale a Manduria contro il Football Club, vincitore 1-0 a Ruffano otto giorni fa). E il Ruffano sembra non voler lasciare nulla di intentato.

(Foto sotto: lo staff del Ruffano, da sinistra, Galiotta, Cavalera, Toma, Prontera, Gaetani)