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in foto: M. Alemanno

L’INTERVISTA – Alemanno e la vittoria del Copertino: “Contatti da altre società ma prelazione ai rossoverdi. Sul Lecce, Serie D e Eccellenza…”

Dopo una prima parte di stagione trascorsa nei quadri dirigenziali della Virtus Matino, Massimo Alemanno dato il via alla svolta per il Copertino, squadra della sia città. Dal suo ingresso nella società rossoverde, la squadra ha ingranato una marcia superiore, recuperando il distacco dalla prima posizione e chiudendo il campionato in vetta, staccando il pass per il ritorno in Promozione. Con l’ex dirigente di Nardò, Casarano, Molfetta e Matino – tra le tante – abbiamo analizzato la stagione a 360 gradi, partendo dalla straordinaria promozione in Serie A del Lecce, fino ad arrivare ai campionati dilettantistici regionali.

1. Sei arrivato a Copertino con la squadra che era distante di 5-6 punti dalla prima posizione. Al triplice fischio dell’ultima giornata, ilCopertino ha chiuso al 1° posto con 3 punti sul Mesagne, secondo. Quali sono state le cause di questa decisa e vincente inversione di marcia?

“Quando il 23 dicembre decisi di lasciare la Virtus Matino, fui contattato da due Società di D, che militavano nel Girone H, ma deontologicamente, preferii evitare di dover affrontare la mia ex squadra da avversario, nella stessa stagione sportiva. Accettai di buon grado la proposta dei fratelli Ciccarese, per la loro passione, per la presenza di mister Angelo De Benedictis (che era stato un mio calciatore sia a Copertino che a Casarano) in panchina e perché si trattava della squadra della mia città, anche se non avevo mai preso parte ad un Campionato di Prima Categoria. Il Copertino si trovava al sesto posto, a meno sei dalla vetta, appaiato con altre squadre nella pancia della classifica e rischiava di disputare un campionato anonimo. Ritengo che le cause principali della cavalcata, che ci ha portato alla vittoria del Campionato, risiedano nella forza e nella coesione di un gruppo di ragazzi che si sono affidati completamente alle indicazioni di mister De Benedictis e del suo staff, accettando, con spirito di abnegazione di effettuare quattro sedute di allenamento, anche nel mese di gennaio, quando il torneo era fermo per l’impennata dei contagi. Altri particolari da non sottovalutare sono stati l’innesto in squadra di 5 nuovi calciatori (Marco Cortese, Marco Vigliotti, Gianni De Mitri, Natale De Benedictis e Pantaleo Rizzello) accolti magnificamente dal resto dei compagni ed i nostri encomiabili tifosi (la Frangia Ostile in primis),tornati numerosissimi a riempire gli spalti dello stadio, che ci hanno sostenuto incessantemente, ovunque andassimo a giocare”.

Chi è stato l’uomo simbolo della Promozione?

“Non vorrei fare torti a nessuno, anche perché come ho detto in precedenza, è stato l’intero gruppo a fare la differenza, ma se proprio dovessi fare un nome, direi Angelo De Benedictis. Nella mia vita calcistica ho avuto modo di lavorare con una ventina di tecnici, quasi tutti con il patentino da allenatore professionista, ma seguire giornalmente il mister, che ripeto, conoscevo benissimo da calciatore, mi ha fatto scoprire un professionista serio, carismatico, con una profonda cultura del lavoro, che alle indubbie competenze tecnico-tattiche associa una straordinaria capacità di gestione delle risorse a disposizione. Avrà un grande futuro davanti a sé, se gliene sarà data la possibilità”.

Ci sono le basi per continuare nella società della tua città anche l’anno prossimo?

Non è escluso, anche se devo confessare che dal termine del campionato ad oggi, sono stato contattato da diverse società, tre di D, tre di Eccellenza, due di Promozione e una di Prima Categoria, tutte con programmi ambiziosi. Ritengo che sia ancora troppo presto per assumere una decisione definitiva, ho bisogno di riflettere e valutare attentamente quale delle proposte mi si addice maggiormente ed è più nelle mie corde, anche se è ovvio che il Copertino Calcio avrà una sorta di prelazione“.

Partiamo dal Lecce. Secondo te, quali sono stati i motivi che hanno portato la squadra in vetta ad un campionato così difficile come la Serie B di quest’anno, con società dai capitali ben più consistenti rispetto a quelli dei giallorossi?

“La lungimiranza, l’equilibrio gestionale e la scelta, da parte della Società, di affidarsi ai più capaci manager sportivi che il panorama calcistico italiano possa offrire. Mi onoro di conoscere personalmente, da almeno vent’anni, il presidente Sticchi Damiani ed anche gli altri soci. Sono grandi persone, che provengono da importanti successi ottenuti nel mondo delle imprese e delle professioni, i loro curricula parlano chiaro. Se a questo aggiungiamo che sono salentini e tifosissimi del Lecce, i segreti per vincere un Campionato difficile come l’ultimo, sono presto svelati”.

Chi confermeresti della rosa della stagione 21/22 per la Serie A? Come e dove si deve intervenire, a tuo avviso?

“Chi è chiamato a prendere queste decisioni ha sempre dimostrato negli anni di essere un grande conoscitore di calcio e scopritore di talenti. Ultimo esempio Morten Hjulmand. Non ci deluderà neanche questa volta, ne sono certo”.

Serie D, campionato che conosci bene, sia per i tuoi tanti trascorsi in società gloriose come Casarano, Nardò e Molfetta, sia per essere stato nei quadri del Matino sino a dicembre. Un giudizio sul campionato delle salentine, partendo dal Casarano, che si è salvato in extremis, passando per il Nardò, che domenica si giocherà la salvezza in gara secca col San Giorgio, finendo al Matino. Due parole anche sulla straordinaria stagione del Fasano e sull’incredibile salvezza del Brindisi.

“Desidero innanzitutto far rilevare, che il girone H quest’anno, sia stato sicuramente uno tra i più competitivi degli ultimi anni, per blasone delle Società che ne facevano parte (12 avevano disputato campionati di C e più di qualcuna addirittura la B), e per qualità dei parchi calciatori a disposizione.

Il Casarano ha saputo brillantemente superare le asperità che nel corso della stagione ha dovuto affrontare. Rispetto allo scorso campionato, ha dovuto far fronte ad un forte ridimensionamento del budget, al cambio della guida tecnica ed ad un riassetto della rosa a disposizione. Per non parlare dei numerosi infortuni, occorsi ai giocatori più rappresentativi, nella parte finale della stagione. Il risultato raggiunto è più che soddisfacente e permetterà di tracciare per tempo le basi per il prossimo futuro.

Difficile decifrare il campionato del Nardò, che ha avuto fasi altalenanti con gare ben giocate, condite da brillanti risultati, soprattutto in trasferta e periodi di totale appannamento. Auguro al Nardò di vincere lo spareggio playout e di ripartire alla grande. Una piazza così competente e appassionata merita grandi soddisfazioni.

Spiace molto per il Matino, dopo la trionfale cavalcata dei cinque campionati vinti consecutivamente. Ma sono certo che l’inesauribile tenacia e la passione contagiosa della presidente Costantino, sapranno presto programmare un’immediata risalita.

Grandissimi elogi per il Fasano, che dopo qualche tentennamento iniziale ha inanellato una serie di risultati che lo hanno portato a raggiungere un quarto posto, assolutamente impronosticabile all’inizio della stagione.

Stesso discorso per il Brindisi, che ha disputato uno straordinario girone di ritorno con una media da prima della classe. Chapeau“.

Eccellenza, che ne pensi dell’organizzazione della stagione 21/22 da parte della Lnd Puglia, con l’eliminazione dei playoff e con la conferma della suddivisione in due gironi? E sul Martina, praticamente fermo da mesi, che ora dovrà giocarsi le sue chance negli spareggi nazionali? Quante possibilità ha di farcela?

“Personalmente non ho colto il senso dell’eliminazione dei playoff perché hanno, di fatto, sminuito il valore del campionato. Molte compagini hanno dovuto faticare per dare un significato al loro campionato e motivare i calciatori che dovevano scendere in campo, ad un certo punto della stagione, senza avere obiettivi concreti. Mi auguro che la formula del Campionato di Eccellenza possa essere rivista, apportando i dovuti accorgimenti che possano, nel giro di pochi anni, riportare il massimo campionato regionale ai livelli di una volta, con un girone unico a 16/18 squadre, che siano vere eccellenze regionali.

Ritengo che il Martina abbia grandi chance di affermarsi negli spareggi nazionali, nonostante la lunga pausa, dovuta proprio alle determinazioni di aver abolito i playoff regionali”.

Promozione, la Città di Gallipoli ha stravinto il campionato. Buonissima stagione del Novoli ma anche del Tricase. Quale il tuo giudizio su questo campionato e chi, secondo te, è stata la delusione?

“Esattamente, superiorità imbarazzante del Città di Gallipoli che vince il Campionato con diverse giornate di anticipo e complimentissimi al Novoli per la finale playoff vinta. Per il resto 6/7 squadre a giocarsi l’accesso ai playoff e 6/7 squadre ad evitare i playout. Più che delusione, davvero un grande dispiacere per la retrocessione del Galatina“.