VIRTUS MATINO – Pres. Costantino: “Aziende restie a investire in un momento di crisi e stadi chiusi: è sempre più complicato andare avanti…”
Tra le principali protagoniste di questo scorcio di stagione, nel girone B di Eccellenza, c’è la Virtus Matino della presidentessa Cristina Costantino. Quella appena cominciata, però, appare un’annata sportiva ancora più difficile della precedente. Il nuovo Dpcm ha fermato tutti i tornei regionali e provinciali, ma, al momento, non la Serie D.
Una decisione che la numero uno del Matino rispetta, ma che le fa sorgere alcune considerazioni: «Ritengo – dice – che, fermando l’Eccellenza, lo stesso provvedimento si sarebbe dovuto prendere per la Serie D, poiché il protocollo sanitario è uguale. La ‘Premier League’ pugliese, quest’anno, è divenuta quasi provinciale con la divisione in due gironi, mentre in D una squadra salentina dovrebbe addirittura spostarsi fuori regione. Ma non sono io a decidere e rispetto quanto stabilito dal Dpcm».
La sua squadra ha sospeso gli allenamenti già da una settimana («Se non si può giocare perché c’è un rischio sanitario, non ha senso allenarsi») e gli atleti sono seguiti a distanza dal preparatore atletico del club. Restano, però, tante incognite da risolvere: «Questo era già un anno particolarmente difficile – continua Costantino –. Le aziende erano restie a investire in sponsor, in un momento di crisi. Gli stadi chiusi non ci hanno aiutato. Si è passati all’apertura al 15% della capienza, per noi cento spettatori, parliamo di piccoli numeri, poi la sospensione. Sono batoste per la società e così diventa sempre più complicato andare avanti». E sull’eventuale data di ripresa del campionato: «Credo che l’unica possibilità sia di sperare di ricominciare in primavera e finire in estate. Vedremo…».
Sui provvedimenti di sostegno al mondo sportivo, la posizione della presidentessa è chiara: «Sono sicuramente un aiuto per calciatori e collaboratori, ma per le associazioni sportive credo che sia veramente poco il fondo perduto fissato, prima, a soli 800 euro, e ora, col Decreto Ristori, mi sembra di capire che sia pari a 1.600 euro. Dico questo, viste le innumerevoli difficoltà che si sono dovute affrontare e sapendo che avremo davanti un percorso irto di ostacoli».
