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NOVOLI – Mister Portaluri ricorda Maradona: “In fondo al mio cuore, mi coccolo i ricordi più belli”

Una notizia che ha scosso il mondo intero. Ovunque e chiunque oggi ricorda Diego Armando Maradona“El Pibe de Oro“, un uomo che oltre ad aver segnato in maniera indelebile il mondo del  calcio, ha rappresentato e rappresenterà un pezzo di storia anche del nostro Paese.

Ricordi indelebili sono quelli del tecnico del Novoli Mino Portaluri, che, nella sua lunga carriera da calciatore, ha avuto la fortuna di condividerne una piccola fetta con il fuoriclasse argentino ai tempi dei Napoli, 1988-90.

AMATO DA TUTTI – “Sono momenti che non ho mai dimenticato e che, in queste ore, assumono un valore ancora più inestimabile per me. Al Centro Paradiso di Soccavo dove vivevo, Diego era il più amato di tutti, sicuramente per ciò che mostrava in campo ma soprattutto per il suo modo di fare, per il suo cuore grande. Era il centro sportivo degli allenamenti e noi, giovani della Primavera aggregati alla prima squadra, ci sentivamo dei privilegiati. Lui sapeva come farci sentire importanti, da vero leader e trascinatore: consigli e massima attenzione durante gli allenamenti per noi più piccoli, coccole che non ti aspetti dal più grande dei calciatori dell’epoca, ma che per lui erano come il pane quotidiano. La sua bontà fuori dal campo, con tutti, rimarrà scolpita nel cuore di chi l’ha conosciuto”.

ANEDDOTI –  “Esordii nella massima serie insieme ad Antonio Bucciarelli nella gara contro la Sampdoria. E’ il ricordo più forte della mia carriera, inevitabilmente, nonostante ho respirato l’emozione di altri match della Serie A e l’atmosfera delle gare internazionali di coppa. Ma quella dell’esordio è una sensazione che mi porto sempre anche e soprattutto per Maradona. A fine partita radunò i compagni, si fece portare lo spumante e lo aprì per noi, come augurio per la nostra carriera. Proprio lui, il più cercato dai giornalisti di tutto il mondo, spese del tempo per noi. Per confermare con i fatti quello che ci aveva sempre dimostrato, ancora una volta. Un cuore grandissimo“.

UOMO SPECIALE – “Non accetto critiche . Per me l’insegnamento di Diego è quello del campo e della vita vissuta insieme: ero un giovane affascinato dal mondo del calcio, avevo la fortuna di vedere ogni giorno le gesta di un extraterrestre a livello atletico e tecnico, un calciatore che all’epoca non era tutelato come i big di oggi. Di tutto quel periodo conservo la figura di un amico speciale, di un uomo che voleva un gran bene ai suoi compagni. E viceversa, tanto che negli anni ci sono state tante manifestazioni per omaggiare e ricambiare tanto affetto. Se dovesse succedere anche ora, mi piacerebbe avere l’onore e l’immenso piacere di parteciparvi, così come feci diversi anni fa, in occasione della cittadinanza onoraria che gli tributò la città di Napoli”.

IL SUO DIEGO – “Per Diego il calcio era vita, oggi il suo insegnamento più forte che riecheggia è proprio quello; la passione e l’amore che ci ha messo è visibile in tutti quelli che lo piangono, in ogni angolo del mondo, e gli rendono omaggio. E anche io, in fondo al mio cuore, mi coccolo i ricordi più belli del mio Diego”.