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[ESCLUSIVA SS] CALCIO – Pantaleo Corvino sull’Italia mondiale: “Ero scettico e vi spiego perché. Pellè? Meritava l’azzurro”

Mentre l’Italia di Prandelli è in cerca di gloria nel lontano Brasile, giù in Salento il direttore Pantaleo Corvino confida ai nostri taccuini le sue impressioni circa le possibilità di vittoria della spedizione azzurra ai Mondiali. Ecco uno stralcio dell’intervista che l’ex diesse di Lecce e Fiorentina ci ha rilasciato in occasione della cerimonia conclusiva delle Corvino Academies (le scuole calcio di Lecce e San Pancrazio gestite direttamente da lui) svotasi nello scenario di Villa Convento.

“Devo essere sincero – esordisce Corvino – le condizioni in cui l’Italia è arrivata ai Mondiali mi lasciavano un po’ scettico. Soprattutto dal punto di vista tecnico perché gli Azzurri non hanno raccolto neppure una vittoria nelle ultime sette partite prima del torneo di Brasile. Tuttavia la prima gara è stata di buon auspicio e ci auguriamo che sia la sorpresa dei Mondiali, anche se una nazione come l’Italia non dovrebbe mai essere una sorpresa bensì una certezza. Ero perplesso perché, a mio avviso, quelle nazionali che annoverano nelle proprie rose molti calciatori che militano nei campionati europei, arrivano ai Mondiali un po’ cotte perché le gare europee terminano a fine maggio. Altre nazioni invece, magari meno accreditate, però con calciatori che durante la stagione non hanno avuto un dispendio esagerato di risorse fisiche possono presentarsi con una marcia in più. L’Italia tuttavia è partita col piede giusto e mi auguro che il torneo degli uomini di Prandelli riservi sorprese positive fino alla fine”.

Direttore, senza voler fare polemica alcuna nei confronti delle scelte di Prandelli: non crede che Graziano Pellè, salentino di Monteroni che lei conosce benissimo per averlo scovato ai tempi delle giovanili giallorosse, avrebbe meritato quantomeno una considerazione maggiore da parte del commissario tecnico di Orzinuovi? “Ho seguito Graziano diverse volte nell’ultimo anno anche per informarmi sul campionato olandese e magari scovare qualche giovane in prospettiva interessate. Pellè l’ho visto crescere in maniera esponenziale. Quando penso a lui, mi ritornano in mente tutti gli attaccanti che ho avuto come Miccoli, Mazzeo, Francioso, Chevanton, Lucarelli, Vucinic, Osvaldo, Toni, Mutu e magari qualcun altro che mi sfugge: mi dispiace che i grandi palcoscenici calcistici, senza nulla togliere al Feyenoord, non tengano conto di lui. Graziano l’ho visto crescere fin dai tempi in cui lui militava negli Esordienti del Lecce quando all’epoca ero direttore responsabile del settore giovanile giallorosso. Nelle ultime due stagioni ha avuto una media gol spaventosa e dispiace che nonostante questo non sia stato nemmeno preso in considerazione”.