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foto: Tiago Gabriel: super partita a Roma
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Tiago Gabriel enorme ma la squadra non incide: le pagelle del ko di Roma

LE PAGELLE DI ROMA-LECCE

Falcone 6: Sul gol forse nutriva un po’ troppa fiducia nel suo compagno che non stringe bene Vaz. Il pallone gli sfugge tra i piedi ma passa sul lato del suo palo. Coi piedi non è precisissimo ma d’altronde lo schema prevede che sia lui a lanciare sempre lungo su Gandelman e quindi tant’è. Bene coi piedi su Pellegrini, bene sul tiro cross di Mancini, bene due volte su Ndicka nei minuti finali ma sarebbe stato fuorigioco.

Veiga 5: Stenta a contenere Pellegrini dalle sue parti. Pasticcia un po’ troppo come suo solito, eccede nell’essere approssimativo in entrambe le fasi, riuscendo raramente a conservare un possesso. Quando riesce ad andare sul fondo ci mette troppo tempo nel crossare, permettendo alla difesa avversaria di piazzarsi al meglio. Non ha ricambi e pertanto questo passa il convento. Una delle lacune di questa rosa non colmate colpevolmente a gennaio.

Siebert 6: Primo tempo con qualche topica che poteva costare caro. Meglio nella ripresa facilitato da un partner difensivo che non sbaglia nulla e che mette anche delle pezze sui suoi buchi.

Tiago Gabriel 7: Una prova sontuosa: annulla Malen nel primo tempo, si ripete su Vaz nella ripresa seguendolo passo dopo passo. Tempismo, concetrazione e determinazione: ne servirebbero molti altri come lui in squadra.

Gallo 5: Un peccato aver rovinato un’altra bella prova sul lato della corsa e della generosità con una ritardata chiusura sull’avversario che salta da solo nella sua zona di competenza. Non è la prima volta.

Ramadani 6: Cuce la squadra, la tiene compatta, rincorre un po’ tutti ma pecca nella costruzione di gioco. Nella ripresa finisce le energie e perde lucidità.

(86′ Sala) sv: Buon impatto, poco tempo a disposizione.

Ngom 6,5: Nel primo tempo è il migliore del Lecce insieme a Tiago: è sempre nel posto giusto, gestisce bene il pallone nello stretto, dà aria alla manovra con delle belle aperture e garantisce buona copertura. Cala nella ripresa con tre errori causati soprattutto dalla stanchezza ma resta una buonissima prova in uno stadio di certo non di poco impatto.

Pierotti 6: Partita di sacrificio, di corsa, di sostanza, di contrasti e anche d’assalto alla porta avversaria: una sua conclusione di testa al 73′ inganna il popolo giallorosso che già stava esultando per il pari.

(86′ Helgason) sv

Gandelman 5,5: La palla lunga di Falcone è sempre per la sua testa: vince qualche duello, ne perde la maggior parte. Vaga e corre tanto ma spesso a vuoto. Non lascia il segno in fase di ultimo passaggio.

(61′ Fofana) 5,5: Schierato da trequartista in un ruolo che mai ha coperto sinora, non lascia il segno. Ha la palla del pari al 72′ ma scivola nel momento del tiro davanti al portiere avversario.

Banda 6: Tanta voglia di fare, tanto sacrificio nel correre all’indietro e nel cercare qualche dribbling che talvolta gli riesce. Speriamo che l’infortunio muscolare sia di poco conto e che a Pasquetta non vada alle Cesine ma sia in campo contro l’Atalanta.

(67′ N’Dri) 6: Buon impatto, salta un uomo e mette un bel cross al centro seguito da nessuno, poi sfonda in area nell’azione che porta al salvataggio di Hermoso su Pierotti. Merita qualche attenzione in più.

Stulic 5: Gara copia e incolla delle precedenti. Qualche pallone tenuto, la maggior parte persi, scarsissima incisività nei 20 metri e un pizzico di leziosità di troppo e fuori luogo. Non fa valere la sua stazza, tanto che vola via con una semplice ancata di un avversario. Per lunghi tratti non sembra centrato e concentrato sulla gara.

(61′ Cheddira) 5,5: Un pizzico più brioso di Stulic ma è più spalle alla porta che faccia al portiere avversario. Per un centravanti non è la postura migliore. Deve attaccare gli spazi sul primo palo e in area: anche questo dovrebbe fare un centravanti.

All. Di Francesco 5,5: Una buona tenuta difensiva nel primo tempo, un gol preso allo scoccare dell’ora di gioco su errore tecnico, incapacità di incidere coi cambi (anche per carenza tecnica degli stessi) per riprendere una gara che si poteva riacciuffare, visto lo stato fisico di una Roma grande solo nel nome e affaticata dai supplementari di Coppa. Anche sullo 0-1 le sostituzioni sono andate uomo per uomo senza incidere sul modulo. C’è anche un pizzico di sfortuna pe ril salvataggio sulla linea di Hermoso su incornata di Pierotti ma è un dato di fatto che la squadra cala dal 60′ in poi proprio perché chi entra non riesce a mantenere lo stesso livello di chi esce. E non stiamo parlando di livelli altissimi… Restano altre due buone prove contro due big, specie sul lato difensivo, ma il raccogliere sempre zero punti non è cosa buona. Ora si riparte da zero con la Cremonese che aggancia i giallorossi mentre la Fiorentina sta per scendere in campo con l’Inter. La pausa deve essere sfruttata al meglio per recuperare qualche acciaccato e per lavorare sulle menti dei calciatori: serve maggior coraggio, prima nel pensiero, poi nelle azioni.