ph: Coribello/Salentosport
LECCE – Punto e clean sheet, però resta il nodo qualità: Pierotti rimandato, Gandelman non incide
LE PAGELLE DI LECCE-LAZIO
Falcone 6,5: Serata di relativa tranquillità se si eccettua una pronta uscita bassa su Dia al 54′, decisiva. Ritorna al “mani pulite” dopo sei partite, il settimo stagionale.
Veiga 6: Qualche solita ingenuità ma anche tanta generosità. Dà l’impressione, comunque, di essere un po’ a corto di energie.
Siebert 6,5: Altra buonissima prova del tedesco che, a tutti gli effetti, meriterebbe un posto da titolare per ciò che ha mostrato nelle tre giornate in cui è stato chiamato a sostituire Gaspar. Bada al sodo e quello gli si chiede.
Tiago Gabriel 6,5: Domina a mani basse lo spuntato attacco laziale con pochissime imprecisioni e tantissima sostanza.
Gallo 6: Non deve lottare molto per controllare a dovere un sonnecchiante Marusic e un fumoso Cancellieri. Manca un po’ di spinta e qualche cross tagliato in area. Ma non da oggi.
Ramadani 6,5: A momenti bissa il gran gol dello scorso anno col Torino. Corre e pressa tutti, recupera palloni su palloni lasciando sul campo ogni goccia di energia. Ma se il Lecce si deve affidare solo ai tiri da fuori di Ramadani e Coulibaly, allora c’è un problema molto serio
Coulibaly 6,5: Preciso, costante, concreto quando deve togliere la palla all’avversario. Un po’ meno quando si tratta di inventare qualcosa in fase d’attacco ma, comunque, è suo un gran tiro al 19′ su cui Provedel è pronto alla deviazione decisiva salvaporta.
Pierotti 5,5: Ritorna al suo ruolo di esterno d’attacco, molto sulla carta, perchè quando prende palla e corre verso la porta avversaria fa sempre la scelta sbagliata: o ritarda il tempo del passaggio per poi perdere palla, o colpisce male il pallone o non riesce a servire il compagno. Al 69′ fa saltare i nervi di chiunque abbia il Lecce nel cuore quando ci mette una vita a decidere cosa fare col pallone tra i piedi nei pressi dell’area, per poi ovviamente perderlo. L’anno scorso quattro gol, quest’anno è già difficile prendere lo specchio.
(89′ Morente) sv
Gandelman 5,5: Corre tanto come a Milano ma tocca pochissimi palloni. Se è stato preso per alzare il livello qualitativo del Lecce nei 30 metri avversari, allora c’è tanto tanto da lavorare. Dovrebbe incidere ma…
Banda 5: Per qualche minuto si è avuto l’idea di rivedere Lecce-Parma, quando si è reso nuovamente protagonista di un intervento in scivolata al limite dell’area, a rischio rigore e sanzione. Protesta tanto, troppo, dovrebbe darsi una calmata una volta per tutte. Sciupa palloni su palloni con scelte senza alcun senso logico, optando spesso per l’azione personale invece che alzare lo sguardo e servire eventualmente il compagno meglio piazzato. Nella ripresa sciupa un contropiede sbracciando su Gila in modo goffo.
(64′ Sottil) 5,5: Ha voglia di fare bene ma strafà. Può lanciarsi in ripartenza ma cincischia e perde tempo, batte un corner direttamente sulla bandierina opposta, due volte si accentra per il tiro e due volte centra il difensore che aveva di fronte. Batte una punizione dai 28 metri ma è lenta e centrale.
Stulic 5,5: Nei primi minuti apre un varco a Pierotti che l’argentino getta alle ortiche. Non riesce mai a guardare la porta perché riceve palloni (pochi) solo con le spalle a Provedel. La maggior parte delle volte riesce a smistarli al compagno vicino, perdendo sempre un secondo di troppo, ma ci vuole ben altro per incidere. In primis, un po’ di cattiveria in più nell’attacco alla porta.
(64′ Cheddira) 6: Alla seconda palla toccata è tiro in porta che scivola a lato del palo alla destra di Provedel, comunque ben posizionato. Fa stropicciare gli occhi quando attacca il primo palo su cross basso di Sottil. Non per il gesto, ma perché non si vedeva un attaccante del Lecce attaccare il primo palo da tempo immemorabile. Sembra tonico e volenteroso, buone primissime sensazioni.
All. Di Francesco 6: Obiettivo minimo centrato, ossia muovere la classifica in tutti i modi dopo quattro semafori rossi di fila. A conti fatti, però, rimane un po’ di rammarico per non aver osato affondare i colpi contro una Lazio pressoché irriconoscibile. La squadra, soprattutto nel primo tempo, è propensa a fare gioco e a tirare in porta, oggi due volte, e questo già è un piccolissimo progresso. La traversa di Ramadani poteva cambiare il corso delle cose ma rimane ben salda la bassa qualità di sviluppo del gioco nei trenta metri avversari, tra improvvisazione, azioni personali evitabili o tiri imprecisi. Gandelman rimane ancora un oggetto misterioso dopo quattro uscite col Lecce: il gioco passa pochissimo dai suoi piedi che dovrebbero essere quelli deputati ad alzare un po’ il livello della fase d’attacco. Qualche sprazzo da centravanti puro l’ha dato Cheddira, cui è stato preferito Stulic. Rimane ancora un mistero la rinuncia a Maleh in mezzo al campo, anche a gara in corso. Il Lecce porta a casa un punto, esce dalle ultime tre posizioni e si mette alle spalle il ciclo di fuoco. Ora Torino, Udinese e Cagliari prima di Inter e Como: tre gare in cui si deve raccogliere il massimo possibile per non impantanarsi nelle sabbie mobili della classifica.
