LECCE – A mani vuote ma battuti con onore e dopo aver lottato sino alla fine: le pagelle
LE PAGELLE DI INTER-LECCE
Falcone 6,5: Salva su Bonny al 6′, è pronto a uscire coi piedi da libero vecchio stampo, è attento tra i pali e nelle uscite alte. Salva su Esposito prima della capitolazione dopo aver smanacciato alla meglio il tiro ravvicinato di Lautaro.
Veiga 5,5: Si conferma in fase calante. Sbaglia il posizionamento sul gol dell’Inter, lasciando troppo spazio a Lautaro. Forse andava sostituito qualche minuto prima perché era evidente che non ne avesse più.
Siebert 7: Oltre a dominare sui palloni alti e a difendersi palla a terra, attorno al 75′ si sgancia in avanti e sfiora il clamoroso gol del vantaggio. Una prova che gli deve dare fiducia e coraggio dopo le due dimenticabili prestazioni precedenti.
Tiago Gabriel 6,5: Sicuro contro Thuram e Bonny, spesso in anticipo e quasi mai battuto sui palloni alti. Nell’azione del gol forse è un po’ troppo lento nel reagire.
Gallo 6,5: Attento a chiudere qualsiasi spiraglio agli avversari, bravo nelle diagonali, continuo per quasi tutta la gara nello spingere sulla fascia. Decisivo un suo salvataggio in scivolata su azione di Frattesi al 67′.
Coulibaly 6,5: Sostituto di Ramadani, non lo fa di certo rimpiangere, smistando palloni con precisione, sotto il pressing feroce dell’Inter, chiudendo gli spazi, raddoppiando sull’avversario quando il compagno è in difficoltà.
Maleh 6,5: Insieme a Coulibaly danno ordine alla manovra facendo valere la loro esperienza. Sbaglia poco, tampona, cuce e crea appena può.
(86′ Sala) sv
Pierotti 6: Nel primo tempo s’invola in contropiede ma pasticcia tra piedi e pallone, facendo sfumare l’occasione. Generosissimo, comunque, per corsa all’indietro e copertura. Nella ripresa cala il carburante e annaspa minuto dopo minuto.
(82′ N’Dri) sv: Pochi palloni a disposizione.
Gandelman 6: Corre tantissimo ma spesso a vuoto. Si fa vedere su qualche palla alta. Appare e scompare dalla partita cercando la sintonia coi compagni che, giocoforza, ancora non c’è. Cala nella ripresa ma fa il suo, sacrificandosi spesso in copertura su Carlos, Bastoni e Mkhitaryan.
(68 Kaba) 5,5: Servirebbe velocità, filtro ed efficienza ma dal suo ingresso il ritmo della squadra cala anche per la difficoltà che incontra a liberarsi del pallone con precisione e rapidità. Ma non lo scopriamo di certo oggi.
Sottil 6: Non perde occasione per punzecchiare la difesa avversaria non appena trova campo per far correre i tacchetti. Si dedica di meno alla fase difensiva col compito di ribaltare l’azione in velocità. Dovrebbe, comunque, liberarsi del pallone con un tempo in meno e invece lo tiene sempre un secondo in più del necessario.
(68′ Morente) 5,5: Doveva tenere alto il ritmo imposto su quella fascia da Sottil e Gallo ma incespica sul primo pallone e lo perde. Per il tempo residuo corre più all’indietro che in avanti.
Stulic 6: Lotta da solo contro tutti e se la cava bene, spizzando qualche pallone di testa, difendendone qualcuno a terra, dando una grossa mano in difesa sui calci piazzati avversari. Prova anche un paio di tiri col difensore di fronte, entrambi rimpallati.
All. Di Francesco 6: La squadra esce da San Siro a testa alta ed era la cosa minima che le si chiedeva alla vigilia: lottare, dare tutto e provarci con coraggio. Il Lecce incerottato che si presenta in casa della capolista è compatto, coeso, generoso, pur nella netta inferiorità tecnica nei confronti degli avversari. Lancia dal primo minuto Gandelman, attacco a punta unica con Stulic a sobbarcarsi il peso del reparto coadiuvato da Sottil e Pierotti. Se si esclude l’episodio del rigore farlocco, poi tolto dal Var, il Lecce non rischia quasi nulla se non nei primi minuti su tiro di Bonny deviato da Falcone. Quando c’è da costruire si palesano i limiti strutturali della squadra che, comunque, ci mette muscoli e sudore per insidiare la porta avversaria. Dopo l’intervallo l’Inter preme di più, Falcone chiude tutte le porte, i suoi scudieri Tiago e Siebert non lasciano passare nulla. Si soffre a centrocampo perché Gandelman non corre più, dentro Kaba e Morente che rileva Sottil. Il Lecce sfiora anche il clamoroso vantaggio con Siebert ma è sfortunato, così come lo è nell’unico mezzo errore di posizionamento della difesa, con Veiga (che stava annaspando da un po’) fuori posizione, Lautaro libero di sparare in porta e da lì il gol di Esposito. È troppo tardi per rimediare, ma Milano 1, comunque, si è chiusa con una partita orgogliosa e con la squadra che merita gli applausi. E magari qualche innesto funzionale, specie in attacco. Ora sotto con Milano 2.
