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foto: E. Di Francesco

LECCE – Di Francesco: «A Firenze senza paura. Non siamo vittime sacrificali»

Alla vigilia della delicata trasferta del “Franchi”, Eusebio Di Francesco parte dall’eredità positiva della prestazione offerta contro il Napoli. Il tecnico del Lecce non nasconde le difficoltà della sfida, ma sprona i suoi:

«Partiamo dal fatto che è importante anche per noi. Andremo a fare la partita senza essere vittime sacrificali: si gioca undici contro undici. La Fiorentina ha una rosa importante, ma con il Napoli abbiamo perso solo dopo una grande prestazione, di reazione e di carattere. Andremo carichi al massimo. I nostri tifosi oggi ci hanno caricato al campo d’allenamento, anche se non potranno essere con noi. Metterò in campo la formazione più opportuna, con giocatori che abbiano spessore e attitudine».

L’allenatore giallorosso insiste sull’importanza dell’approccio e dei particolari, soprattutto contro una squadra abituata a sviluppare gioco offensivo.

«L’approccio sarà fondamentale. Dovremo limitare la profondità di Kean e lavorare sulle seconde palle. La Fiorentina prova sempre a costruire, ma le transizioni ci saranno. Dobbiamo stare attenti alle loro caratteristiche».

Sulle palle inattive, Di Francesco non nasconde il rammarico per l’episodio del gol subito contro il Napoli:

«Il fallo che ha portato alla punizione non c’era, ma non serve cercare alibi. Il calcio è fatto di dettagli: chi sbaglia meno vince. È su questo che dobbiamo migliorare».

Il tecnico spiega l’approccio mentale con cui intende guidare i suoi: «Cercherò di trasmettere tranquillità, ma anche la voglia di migliorare i particolari. Siamo cresciuti tanto nella compattezza e nella determinazione delle giocate. I ragazzi mettono l’anima, ma a volte non basta. Ora la cura dei dettagli è il nostro focus».

Sul contesto del “Franchi”, Di Francesco riconosce la pressione che circonda la squadra viola: «Trovo sempre Firenze un ambiente ostico, ma questo deve darci ancora più motivazione. Dall’altra parte ci sono giocatori esperti come Dzeko e Kean, ma il campo darà le risposte. Dovremo mantenere equilibrio sotto ogni punto di vista».

Focus sugli attaccanti: «Stulic deve capire che il gol è una conseguenza del lavoro. Deve farci salire, tenere palla, attaccare con ferocia. Lo stesso vale per Camarda. Ha voluto battere il rigore, l’ho deciso io dopo un check con gli altri rigoristi. Ha sbagliato il gesto tecnico, non la scelta. I rigori li sbagliano anche i trentenni: l’importante è reagire».

Di Francesco apre anche a diverse opzioni in mezzo al campo: «Pierotti è un’ala ma può essere impiegato anche dentro al campo. Lo stesso vale per Morente e Sottil, in base all’andamento della partita. Sottil è rientrato e ha giocato 30 minuti nell’amichevole, difficile vederlo dal 1’. Maleh invece potrebbe partire titolare. Pierret non sarà convocato per un problema alla schiena, mentre Perez rientrerà dopo la sosta. Marchwinski? Ne parleremo più avanti».

Chiusura dedicata all’interpretazione tattica: «Il sistema di gioco non deve essere statico. Ogni modulo ha la sua interpretazione: il 4-3-3 può andare in ampiezza o verso l’interno. Il calcio moderno è dinamico e la vera differenza la fa la mentalità, non lo schema».