foto: Gaspar consola Camardaph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Camarda sbaglia, il Napoli incassa. Zero punti ma applausi meritati: le pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-NAPOLI
Falcone 6: Spesso è il playmaker arretrato ma i suoi lanci lunghi non sono quasi mai precisi. Si oppone col corpo sul tiro di Olivera poi salvato sulla linea da Tiago. Brivido nell’uscita di testa nel secondo tempo quando regala una palla pericolosa a Politano.
Veiga 6: Nel primo tempo è legato al palo e se la cavicchia di riffa o di raffa sul non irresistibile Lang. Nella ripresa lascia andare la gamba e finalmente arriva sul fondo per scodellare qualche cross.
Gaspar 5,5: Protagonista in negativo nel gol del Napoli quando lascia mezzo centimetro ad Anguissa che sarà decisivo. Peccato, perchè stava giocando una prova pressoché perfetta, anche se l’occasione di Olivera nasce da un suo errore.
Tiago Gabriel 7: Non ha sbagliato praticamente nulla: anticipi alti, bassi, salvataggi sulla linea, pressing sul portatore di palla avanzato, tempismo perfetto.
Gallo 6: Controlla bene Politano cui lascia un paio di spunti. Poco apporto in fase di appoggio, meglio nella ripresa quando riesce a mettere in mezzo un paio di cross.
Ramadani 6: Nel bene o nel male c’è sempre lui. Corre e rincorre tutti, cuce la prima azione offensiva, raramente la verticalizza. Ci mette tutto se stesso, in questo è encomiabile.
Berisha 6,5: Hai sui piedi il pallone del possibile vantaggio ma lo ciabatta fuori. Ma è sempre nel vivo del gioco, in entrambe le fasi. Meglio quando prende il coraggio e osa verticalizzare o tirare in porta. Serve carattere e personalità, lui ne ha e deve dimostrarlo sempre.
(77′ Pierret) 6: Mette corsa e un po’ di ordine nel confusissimo assalto finale del Lecce in cerca del pari.
Pierotti 5: 47 minuti da dimenticare, nei quali si salva solamente il pallone offerto a Berisha al 26′. Per il resto, rischia seriemante di prendersi due volte un cartellino. E in occasione del fallo su Olivera poteva anche essere pesante. Il tutto condito da stop sbagliati, passaggi errati e palloni persi. Male e giusto cambio.
(46′ Morente) 5,5: on si risparmia nella corsa, come mai ha fatto, ma spesso sbaglia il tocco, il cross che potrebbe mettere in condizione il compagno di tirare in porta.
Coulibaly 6: Oggi si preoccupa soprattutto di tenere la posizione e di alzare la squadra in fase di non possesso. Più presente in fase di rottura che di proposta di gioco. Prova comunque incoraggiante rispetto alle ultime.
(77′ Maleh) 6: Si vede che rispetto agli altri ha una visione di gioco e un tocco superiore. Meriterebbe più spazio perché non appena entra in campo, il pallone scorre via più velocemente e con più precisione. Lotta in mezzo al campo.
Banda 6,5: Buona prova dello zambiano che si dà da fare in entrambe le fasi, guadagna falli a favore, è pronto a scattar via non appena c’è lo spiraglio di un contropiede e dialoga bene coi compagni.
(65′ N’Dri) 5: Oggi sembrava Banda: confusione, palle perse, giallo ricevuto, pochissima sostanza. Rischia di regalare un rigore a Guilmour con un fallo senza senso: da quella punizione nasce il gol del Napoli.
Camarda 5: Nel primo tempo tocca pochi palloni ma ne gira uno verso l’incrocio dei pali al tramonto della frazione. Si prende la responsabilità di calciare un rigore pesante e gliene va dato atto. I rigori si sbagliano, si sa. Fa quasi tenerezza vederlo disperarsi all’uscita dal terreno di gioco e poi in panchina. Ma è un errore pesante perché ha deciso in negativo la partita. Coraggio, ti rifarai.
(70′ Stulic) 5: Si spera in un sussulto d’orgoglio del serbo che invece vaga per l’area, nemmeno troppo convinto. Deve tirare fuori un po’ di garra e darsi da fare perché così non va. Se un compagno mette un cross nel cuore dell’area, tu devi essere lì. E invece non c’era (attorno all’80’, cross di Veiga).
All. Di Francesco 6: Tre novità rispetto a Udine con Banda e Camarda che ritrovano la titolarità, rispettivamente, dalla prima e dalla seconda giornata. Lo schema tattico è chiaro: compattarsi, possibilmente pressare alto gli avversari, cercare di rovesciare l’azione non appena possibile sfruttando le fasce. Il piano regge bene per tutto il primo tempo, nel quale il Lecce rischia di andare sotto nell’azione di Olivera, poi di andare avanti con Berisha che spara a lato dai 16 metri. In generale, però, il Lecce ha paura di avanzare e spesso succede che una possibile azione offensiva va a finire tra i piedi di Falcone. L’avvio è sicuramente più coraggioso e sfrontato. L’occasione d’oro capita sui piedi di Camarda che, però, sciupa un rigore. Ma il Lecce c’è, corre, avanza il proprio baricentro e affronta l’avversario finalmente con più sfrontatezza. La dura legge del gol arriva però a venti dalla fine, con la classica spizzicata vincente di Anguissa. Nei minuti restanti il Lecce ci crede ma è confusionario, non arriva a un tiro limpido e la partita finisce così. Quanto ci si dovrà mangiare le mani per questa sconfitta contro i campioni d’Italia? Tanto. Teniamoci però per buono le sole due occasioni concesse al Napoli in tutta la gara. Oggi il Lecce ha dimostrato carattere e atteggiamento giusto. Non resta altro che continuare a sudare la maglia come lo si è fatto oggi. La ruota, forse, girerà.
