foto: Corvino, Sticchi Damiani, Trinchera
LECCE – Mercato estivo 2025/26: tante riconferme, altrettante incognite. Si poteva osare di più?
Il mercato estivo del Lecce, annata 2025/26, è caratterizzato da una sostanziale riconferma dell’ossatura della rosa dello scorso anno, che ha conquistato la salvezza all’ultimo minuto sul campo della Lazio.
LA PORTA NEI GUANTONI AFFIDABILI DI CAPITAN FALCONE – Conti alla mano, sono venti i riconfermati anche per la stagione di Serie A appena iniziata. In porta resta Falcone, promosso a capitano della squadra dopo l’addio di Baschirotto e dopo essere stato oggetto dell’interesse soprattutto del Torino, che poi ha virato sull’uruguaiano Israel. Come vice Falcone, confermato Fruchtl; terzo portiere Samooja. In particolare, Fruchtl, con Falcone in procinto di trasferirsi altrove, era indicato come papabile titolare a difesa dei pali della squadra di Di Francesco. Il tedesco, non si sa con quale umore, resterà dunque ancora un altro anno (salvo partenze a gennaio) a fare da secondo al suo collega romano. Giudizio sul reparto: sostanzialmente, è quello che dà maggiori sensazioni di affidabilità, era superfluo intervenire sul mercato.
DIFESA: TANTI NUOVI ARRIVI E TANTE SCOMMESSE – La difesa è il settore che registra il maggior numero di nuovi arrivi. Dalla scorsa stagione sono stati riconfermati Gaspar, Veiga, Tiago Gabriel, Gallo (nonostante la dichiarata volontà, proprio un anno fa, di chiudere l’esperienza nel Salento), più Jean (alle prese con il recupero dal serio infortunio al ginocchio subito ad aprile). Nuovi arrivati: Kouassi, Perez, Ndaba e Siebert. Fuori rosa, al momento, Guilbert, ufficialmente escluso dal progetto Lecce, ufficiosamente, forse, per comportamenti poco consoni all’unità dello spogliatoio nella scorsa stagione. A prima vista, la difesa sembra il reparto in cui si è ‘scommesso’ di più: la partenza di Baschirotto è stata colmata con due esordienti nel calcio italiano, il tedesco Siebert (classe 2002) e il cileno Perez (classe 2005, da fine settembre impegnato col Cile Under 20 nei mondiali di categoria). Quattro centrali di ruolo in attesa del ritorno di Jean. Se Gaspar può far dormire sonni tranquilli, c’è grande curiosità di vedere all’opera Siebert, su cui il Lecce ha investito tanto per le sue tasche (5,5 milioni) e che rileverà il posto di Baschirotto al centro della difesa. Dietro i due, partono indietro nelle gerarchie Tiago Gabriel, che nelle prime due uscite da titolare ha fatto bene, e Perez. In caso di emergenza, bisognerà forse adattare qualcuno. E prima di Natale, il Lecce dovrà fare a meno di Gaspar, in partenza per la Coppa d’Africa con l’Angola (21 dicembre-18 gennaio). Sulla fascia destra c’è la coppia Veiga-Kouassi, entrambi esordienti o poco più. Sulla sinistra, la coppia Gallo-Ndaba. Su quattro calciatori, solo Gallo ha dalla sua cento partite in A di esperienza (traguardo appena raggiunto nel match col Milan); gli altri suoi compagni sono, anche in questo caso, degli esordienti o poco più. Giudizio: coperta un po’ troppo corta e scommesse dall’elevato tasso di rischio.
CENTROCAMPO – ATTESA PER SALA (E PER MALEH) – A centrocampo ci si attendeva l’arrivo di una mezzala di qualità, che sapesse disegnare l’ultimo passaggio, che sapesse inserirsi in area avversaria, che sapesse dar del tu al pallone, che sapesse sganciare tiri dalla distanza. Queste potrebbero essere le caratteristiche di Alex Sala, lo vedremo nelle prossime settimane. Riconfermati Berisha (da cui quest’anno ci si attende il salto di qualità), Helgason, Ramadani, Coulibaly (che da dicembre sarà col Mali in Coppa d’Africa), Pierret e Kaba, oltre a Marchwinski, in via di recupero (ma ci sarà spazio per un trequartista come lui una volta guarito?) e Rafia, che è rimasto a Lecce pur essendo ai margini del progetto di Di Francesco. Oltre a Sala, un “nuovo arrivo”, salvo sorprese, può essere quello di Maleh, che è calciatore dai piedi discreti e che, pur essendo sul mercato, è rimasto a Lecce. L’italo-marocchino potrebbe essere l’acquisto in più “trovato in casa”. Magari anche quella mezzala di qualità che mancava al Lecce che possa assicurare qualche gol e assist in più, sebbene, in 108 partite, Maleh abbia segnato solamente due volte in carriera nel massimo campionato (con sei assist). Come play si è confermata la fiducia su Pierret e Ramadani (il meno play dei due), con l’ipotesi collaterale Berisha. Giudizio sul reparto: quasi sufficiente, in attesa di ricrederci vedendo all’opera Sala e, appunto, Maleh.
ATTACCO – ELEMENTI CONTATI, POCO RICAMBIO – In attacco, dallo scorso anno, sono stati riconfermati Morente, N’Dri, Banda e Pierotti, in pratica tutti gli esterni tranne Karlsson, tornato alla base. A costoro si è aggiunto Sottil, per un totale di cinque per due caselle. Due i calciatori che andranno a coprire la casella del centravanti: Stulic, centravanti serbo classe ’01, che eredita la casacca e la posizione che fu di Krstovic, e il baby Camarda, alla prima esperienza in A quando ancora deve compiere 18 anni. Camarda può essere considerato il ‘sostituto’ di Rebic? Azzardato dirlo. Molto azzardato. Stulic può ricalcare le orme di Krstovic? Lo si spera: l’esperienza non manca all’ex Charleroi. Bisognerà vedere come si adatterà alla sua prima stagione in uno dei campionati top come la Serie A. Sembra manchi una terza punta, almeno numericamente, come lo fu Burnete lo scorso anno, pur con pochissimi minuti giocati. C’è da sperare (già successo lo scorso anno con Krstovic) che a Stulic non venga mai un raffreddore: in caso di sua assenza, bisognerebbe affidare le chiavi dell’attacco ad un minorenne. Le alternative nel ruolo di centravanti sono da trovare nella rosa (Sottil? Pierotti? Esteban, ultimo arrivato ma destinato alla Primavera?). Giudizio: ci si attendeva qualcosa in più, sia sugli esterni, dove Banda (anche lui in partenza a fine anno con lo Zambia per la Coppa d’Africa) e N’Dri non sembrano dare grosse garanzie di affidabilità (saremmo più che felici di essere smentiti), mentre Sottil è a caccia di rilancio personale e Pierotti e Morente sono chiamati ad un salto di qualità. Manca una punta alla rosa? Sembra di sì. Giudizio: si poteva fare di più.
CONCLUSIONI – Per tirare le somme: la campagna acquisti portata avanti da Pantaleo Corvino e Stefano Trinchera, sotto le rigorose linee guida tracciate dal club di Saverio Sticchi Damiani, improntate alla patrimonializzazione e alla salvaguardia dei bilanci, è stata caratterizzata dall’estrema oculatezza negli investimenti. Non sappiamo qual è stato il budget destinato ai nuovi acquisti, ma è presumibile pensare che non sia stato speso nella sua interezza. Ci sono tante incognite/scommesse, poche le certezze. Si poteva, in generale, osare di più, ma, come ogni anno, la parola la darà il campo, al triplice fischio dell’ultima partita. E, sinora, hanno sempre avuto ragione Corvino, Trinchera e Sticchi Damiani. Sperando che si possa allungare la striscia positiva.
