foto: F. Pecchiaph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Le schede degli altri tre candidati alla panchina giallorossa: Gilardino, Pecchia e Vanoli
Si allarga la rosa dei possibili sostituti di Marco Giampaolo sulla panchina del Lecce. Ieri abbiamo parlato (QUI) di Davide Nicola e Eusebio Di Francesco. Oggi analizziamo le altre tre candidature più probabili: Alberto Gilardino, Paolo Vanoli e Fabio Pecchia. Daniele De Rossi sembra orientato ad accettare la panchina della neopromossa Cremonese.
GILARDINO – 42 anni (43 a luglio), nativo di Biella. Dopo una straordinaria carriera da calciatore, coincisa col titolo iridato con la Nazionale azzurra nel 2006, esordisce da allenatore nella Pro Vercelli nel 2019/20 nell’annata del Covid, portando la squadra alle soglie della zona playoff. Nella successiva, stagione tribolata al Siena in D con un quinto posto finale e una semifinale playoff. Il Siena sarà poi ripescato in C; Gilardino comincerà in panchina la stagione 2021/22 ma verrà esonerato a ottobre. Nell’estate 2022 comincia l’avventura al Genoa con la Primavera ma a dicembre viene promosso in prima squadra (in B) ottenendo la promozione diretta in A a fine stagione. Nella stagione 2023/24 esordisce in Serie A, sempre coi grifoni, e sarà un campionato molto positivo con un ottimo 11esimo posto e 49 punti finali. che gli valgono la riconferma per la successiva annata, il campionato appena chiuso. Gilardino guiderà i rossoblù dalla prima alla dodicesima giornata, prima di essere esonerato a vantaggio di Patrick Vieira quando il Genoa si trovava al 17esimo posto. Schema di gioco preferito: 3-5-2 anche se ha anche praticato il 4-3-3 classico. Di carattere apparentemente equilibrato, maniacale nello studio dei dettagli, potrebbe proporre al Lecce un calcio sostanzioso, senza fronzoli, pragmatico ma, allo stesso tempo, moderno.
PECCHIA – Pecchia, 51 anni, nativo di Latina, si è fatto le ossa da vice allenatore nelle serie minori, poi come vice di Rafa Benitez al Napoli, al Real Madrid e al Newcastle. L’esordio in panchina da primo allenatore arriva a Verona in B, nel 2016/17, centrando subito la promozione in A trascinato dai gol di Giampaolo Pazzini. Pecchia però non riuscirà a salvare la squadra in A nel campionato seguente. Dopo una breve esperienza in Giappone, ritorna in Italia, a Torino, dove gli viene affidata la guida dell’Under 23 della Juventus con cui raggiunge i quarti di finale playoff e vince la Coppa Italia di Serie C. Nel gennaio 2021 sostituisce Bisoli sulla panchina della Cremonese, salvando la squadra e cogliendo una clamorosa promozione in A nel 2021/22 proprio dietro al Lecce di Marco Baroni. Da Cremona si sposta a Parma per un triennio: nella prima stagione in B si ferma in semifinale playoff; nella seconda, ottiene la sua seconda promozione in Serie A che gli vale la riconferma sulla panchina dei ducali, l’esordio da allenatore in massima serie fino all’esonero, arrivato nel febbraio scorso a favore di Christian Chivu. Schema di gioco preferito: 4-2-3-1 ma anche 4-3-3. Il suo calcio è prettamente offensivo.
VANOLI – Fratello di Rodolfo, mitico terzino giallorosso degli anni ’80. 52 anni, varesino, è un allenatore che ha la capacità di lavorare bene, e proficuamente, coi giovani. Da tecnico comincia a fare esperienze nelle nazionali azzurre minori, prima con l’Under 17 e 18, vice di Daniele Zoratto, Pasquale Salerno e Massimo Piscedda; poi nell’Under 19, vice di Alessandro Pane e Bruno Tedino; è collaboratore tecnico di Gian Piero Ventura nella nazionale maggiore. Comincia una lunga collaborazione con Antonio Conte: nel 2018/19 al Chelsea, poi due anni all’Inter. L’esordio da allenatore capo avviene in Russia, alla guida dello Spartak Mosca che dirige dal dicembre 2021 al giugno 2022, vincendo la Coppa di Russia ma poi rinunciando all’incarico per lo scoppio della guerra con l’Ucraina. Nel novembre 2022 rileva Soncin sulla panchina del Venezia in Serie B, portando la squadra dal penultimo posto ai playoff, uscendo poi al primo turno contro il Cagliari. Il risultato più importante lo ottiene nella stagione successiva, vincendo i playoff col Venezia e portando i lagunari in Serie A. Nel campionato appena chiuso ha diretto il Torino sino all’undicesimo posto con 44 punti, salvando la squadra con largo anticipo ma calando nettamente nel finale di campionato, racimolando un solo punto nelle ultime cinque partite, risultato che gli è costato l’esonero a fine stagione.
