foto: La Nord in festa (Lecce-Udinese, 13/5)ph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Il 2024 giallorosso: la gioia per la salvezza-bis, tre tecnici in panchina e i preoccupanti numeri di fine anno
Il 2024 del Lecce si è aperto al Via del Mare il giorno dell’Epifania con l’1-1 col Cagliari griffato dai gol di Oristanio e Gendrey; poi è cominciata una lunga serie di sconfitte per i ragazzi allenati da Roberto D’Aversa: sei in sette partite (Lazio fuori, Juve in casa, Genoa, Bologna, Torino fuori, Inter in casa) con l’unica gioia casalinga arrivata con due gol tra il 90′ e il 92′ contro la Fiorentina (3-2). Nel frattempo è stato scelto Pierotti come simil-sostituto dell’amato Strefezza. E poi ancora il pari di Frosinone e la sconfitta casalinga col Verona hanno segnato la chiusura del rapporto con D’Aversa (11 marzo, ufficialmente per la testata dell’allenatore al calciatore scaligero Henry) e l’arrivo in panchina di Luca Gotti (13). L’esordio del tecnico veneto è stato bagnato dai tre punti (0-1 a Salerno, autorete di Gyomber) ma con una prestazione soffertissima. Buona prova nello 0-0 casalingo contro la Roma, netta sconfitta a San Siro casa Milan prima della serie di due vittorie (Empoli in casa, Sassuolo fuori) e due pareggi consecutivi (Monza in casa, Cagliari fuori) che ha sancito la salvezza matematica con tre giornate d’anticipo, grazie alla vittoria del Milan contro il Cagliari arrivata l’11 maggio col Lecce che avrebbe dovuto ricevere l’Udinese il 13. Chiusura di campionato con due sconfitte (Udinese, appunto, e Atalanta) e un pari a Napoli, ormai ininfluenti. Il 2023/24 è stato l’anno della seconda salvezza consecutiva, arrivata con due tecnici diversi in panchina, ma più che meritata per Falcone e compagni.
E poi il calciomercato: rinnovo biennale per Gotti a contorno della missione salvezza compiuta. Salutano Lecce (chi definitivamente, chi temporaneamente) Pascalau, Bleve, Venuti, Viola, Pongracic, Blin, Rodriguez, Brancolini, Maleh, Voelkerling Persson, Listkowski, Salomaa, Samek, Smajlovic, Gendrey, Faticanti, Lemmens. I nuovi volti sono Tete Morente, Pierret, Fruchtl, Gaspar, Delle Monache, Marchwinski, Pelmard, Coulibaly, Jean, Rebic, Guilbert, Bonifazi e Hasa. La società punta a trovare il giusto equilibrio monetizzando alcuni dei calciatori valorizzati nel Salento perseguendo la sostenibilità economica, cercando rinforzi per puntellare la rosa sondando mercati economicamente più accessibili.
Il calendario mette davanti al Lecce due prove monstre in avvio contro Atalanta e Inter: sei gol incassati, zero fatti, zero punti. La stagione vera e propria comincia in casa col Cagliari: è vittoria, gol di Krstovic. Ottima la prova di Torino, lo 0-0 non rende merito all’impegno di Berisha e compagni. Il 21 settembre, nella gara casalinga contro il Parma, si sale sulle montagne russe: 2-0 Lecce sino al 92′ con due possibilità fallite per ammazzare il risultato, quindi l’imprevedibile: prima l’ex Almqvist, poi Hainaut, tra il 93′ e il 95′ mandano il Lecce in depressione. Contro il Sassuolo in Coppa Italia, il Lecce B fallisce miseramente la prova. In campionato arrivano quattro sconfitte di fila contro Milan, Udinese, Fiorentina (0-6) e Napoli. Il rigenerante successo casalingo nello scontro diretto col Verona non basta per invertire la rotta: ko a Bologna, pari casalingo contro l’Empoli e Gotti viene sollevato dall’incarico (9 novembre). Il giorno di san Martino è ufficializzato Marco Giampaolo, tecnico da anni ai margini ma con idee precise e buon curriculum alle spalle, sebbene macchiato da troppi esoneri. L’esordio del tecnico abruzzese in panchina ricalca quello di Gotti a Salerno: vittoria soffertissima di misura a Venezia coi lagunari che sprecano l’impossibile. I tre punti danno ossigeno e autostima alla squadra che, con un gran secondo tempo, strappa un punto alla Juventus con un gol in extremis di Rebic. Ma infortuni e squalifiche (e la “fesseria” di Pelmard) decimano una rosa che denota lacune in più settori: netta debacle a Roma contro i giallorossi; si batte il Monza in casa non brillando granché; si va a perdere ancora al Via del Mare contro la Lazio (stavolta ingiustamente) e, ieri sera, chiudendo l’anno con una prestazione scialba, incolore e sconfortante a Como.
Il 2024, anno solare, si chiude dunque con otto vittorie, dieci pareggi e 19 sconfitte: 34 punti in 37 gare, numeri che dicono quanto il Lecce sia attaccato alla media di un punto a partita (0,91 nel 2024, 0,88 in questa prima parte di stagione) che, sulla carta, dovrebbe valere la salvezza a fine campionato. Ad oggi Baschirotto e compagni sono, comunque, fuori dalla zona rossa. I numeri di questa prima parte di 2024/25, però, sono impietosi: undici gol segnati (peggior attacco) e 31 subiti (seconda peggior difesa davanti al Parma di D’Aversa e insieme a Cagliari e Venezia). Tra poche ore si riapriranno ufficialmente le trattative per il calciomercato invernale, nella speranza che arrivino in fretta gli elementi necessari, funzionali e validi a rinforzare questa squadra a caccia dello storico tris di salvezze consecutive.
Buon 2025 Lecce!
