foto: M. Kaba
LECCE – Kaba e Gallo sugli scudi, ma in attacco deludono un po’ tutti: la pagelle del ko di Bergamo
LE PAGELLE DI ATALANTA-LECCE
Falcone 6: Se non arrivano palle gol dal fronte atalantino, allora ci pensa lui a complicarsi la vita da solo con un pasticcio su tocco di piede e con susseguente intervento un po’ così. Tiene alta la guardia in un paio di occasioni, ma sul gol non sembra poter farci nulla.
Gendrey 6,5: Chiusura d’anno col botto per il francesino che sfodera forse la miglior prova della stagione, dimostrando attenzione e concentrazione in difesa e efficacia quando è chiamato all’ultimo passaggio, come nell’occasione delle palle gol di Krstovic e Piccoli.
(83′ Venuti) 6: Sette minuti più recupero fatti d’impegno e di corsa. Meriterebbe maggior impiego.
Baschirotto 6: Ha il suo bel da fare con un cliente scomodo come Scamacca e le prende e le dà, anche se il centravanti della nazionale è decisivo in occasione del gol di Lookman. Provvidenziale salvataggio sulla linea per rimediare a un suo passaggio un po’ sgangherato, a conferma che, ancora, non si è visto il Baschirotto della scorsa stagione.
Touba 5,5: Dopo più di tre mesi ritorna titolare ma fa poco per meritarsi la fiducia del mister, dimostrando un po’ di appannamento in diverse occasioni, azione del gol compreso, quando poteva decisamente provarfre ad opporsi in maniera diversa al tiro dell’attaccante atalantino.
Gallo 7: Sulla scorta della bella prova di quella di San Siro, fatta di corsa e di personalità, con cross ben calibrati e con – finalmente – un po’ di sfrontatezza nel provare la giocata, cosa che spesso gli manca. Unico appunto, un po’ troppo larghe le marcature su Scamacca sui calci da fermo. Si gioca il titolo di migliore insieme a Kaba.
Kaba 7: Il franco-guineano sta trovando la forma migliore e questo non può che far bene al Lecce in vista delle prossime gare. Gara di livello a cui è mancato solo il gol, con un assist non finalizzato da Piccoli e con tanta qualigtà in mezzo al campo. Si conferma un elemento con dei margini di crescita decisamente interessanti.
Ramadani 6: Ha tanto da fare ma se la cava più o meno bene in ogni occasione, soprattutto a schermo della difesa, meno come starter dell’azione offensiva. Prende un po’ troppi cartellini gialli.
Rafia 5: Fa abbastanza incavolare perchè, dopo un girone d’andata, ancora non ha ben compreso che in Serie A due tocchi di pallone non se li può permettere nessuno. Contorti gli schemi da corner: ma perchè non si battono più i calci d’angolo spedendo il pallone direttamente in area avversaria? Molto fumo, poco tutto.
(73′ Gonzalez) 5,5: Chiude l’anno in ribasso, dopo alcune buone prestazioni in serie. Forse meritava di partire titolare, ma D’Aversa gli ha preferito Rafia.
Strefezza 5: Si traveste da Banda e sbaglia sempre nei momenti più importanti. Manca la sua fantasia, il suo tocco, il suo tiro letale in porta. Il Lecce non può fare a meno del miglior Strefezza, ma questo non lo è.
(83′ Listkowski) 5: Occasione sprecata per farsi vedere.
Krstovic 5: Sulla scia delle ultime prestazioni, fallisce un gol che, a inizio campionato, non avrebbe sbagliato. Il centravanti ha bisogno di gol per alimentare fiducia e autostima. Se non segna, il morale va sotto i tacchi. Ora: il nostro non segna dal 6 ottobre ed è davveero tanto, tanto tempo. Che la Befana gli porti una calza con un gol? Lo sperano tutti.
(77′ Piccoli) 6: Fallisce il gol dell’ex/non ex da posizione vantaggiosa. A casa sua, forse, avrebbe meritato di partire titolare, ma D’Aversa gli preferisce Krstovic. Va sprecato un buon invito per Oudin. In generale, dà più pero e sostanza al reparto rispetto al suo compagno.
Oudin 5: Solito copione: qualche buono spunto ma troppo discontinuo. Gioca da esterno d’attacco, che dovrebbe essere il suo ruolo originario, ma latita spesso e non è incisivo nemmeno sui calci da fermo, che sono la sua specialità. Sciupa l’occasione del pari che doveva essere gestita meglio.
All. D’Aversa 6: La doppia trasferta di fine anno in Lombardia si chiude con zero punti, come era probabile, ma con qualche spunto in più su cui lavorare Rinuncia a Dorgu come esterno d’attacco per spostare Oudin, dimostratosi, ancora una volta, troppo discontinuo. Forse tarda ad effettuare qualche cambio e sbaglia nel preferire Krstovic a Piccoli dal primo minuto, ma, da Bergamo, si torna a casa con la consapevolezza di aver messo in difficoltà un’Atalanta costruita con grandissime ambizioni. Buon anno, e dopo il brindisi, sotto col Cagliari, che è la gara che conta di più.
