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LECCE – Ernesto Chevanton, l’attaccante totale che ha lasciato il segno nel Salento

Talentuoso, forte fisicamente, veloce come pochi altri, letale in area di rigore e soprattutto imprendibile quando disponeva di quel magico pallone che riusciva, chissà come, sempre a “incollare” ai piedi: questo e molto altro ancora è stato Ernesto Chevantón. Ex di Siviglia, Atalanta e soprattutto Lecce, in quasi 20 anni di onorata carriera non ha mai smesso di far parlare di sé in campo, realizzando 170 reti in 354 presenze – 59 delle quali con i salentini – e allietando i suoi tanti tifosi grazie a giocate degne del miglior numero 10. A dire il vero non era propriamente un numero 10, perché all’occorrenza poteva agire anche da seconda punta, essendo versatile come pochi altri. Una cosa molto apprezzata nel calcio moderno di oggi, in cui Chevantón starebbe benissimo. Peccato però che il tempo passi per tutti, anche per Ernesto che in Puglia ha dato il meglio di sé in ben due occasioni.

Il titolo di miglior marcatore del Lecce in Serie A e non solo

Ernesto Chevantón al Lecce fece benissimo, sia nel periodo 2001-2004 sia nel corso della stagione 2012-2013, quando per la seconda volta indossò la maglia giallorossa. Ribattezzato El Loco, per il suo essere “eccentrico” in campo, e soprattutto per il suo indimenticabile goal segnato contro Il Real Madrid ai tempi del Siviglia, soprannome forse un po’ forte se paragonato a quello più “neutro” della Pulce Atomica Lionel Messi, fece più volte la differenza. Come? Segnando 19 reti in 31 partite nel 2003-2004, reti che permisero ai giallorossi di conquistare il 10° posto in classifica, e fregiandosi poi del titolo di miglior marcatore del Lecce in Serie A, che poco dopo dovette condividere con Mirko Vučinić. Non solo, l’uruguaiano si fa ancora oggi ricordare per un record interessante: quello relativo ai goal segnati in gare consecutive stabilito nel 2004 e che ammonta a 5. Questa sua capacità di sfondare le reti avversarie con estrema facilità è dovuta tra le altre cose al suo innato senso della posizione, ossia al fatto di sapere sempre dove posizionarsi per fare male agli avversari. La sua prodezza da opportunista contro il Parma nel 2001 ne è una chiara dimostrazione. Il bello è che Chevantón sapeva anche calciare le punizioni: memorabile quella contro il Milan che valse ai salentini un importante 1 a 1 nel lontano 2004, che oggi per fortuna è possibile rivedere più e più volte online. Stando così le cose, non è un’esagerazione definire l’uruguaiano un attaccante totale, visto che là davanti sapeva fare un po’ di tutto. Forse non fornire assist per i compagni di squadra (cosa che in effetti non gli è mai riuscita tanto bene), ma considerato quello che ha saputo dare qui in Puglia si può sicuramente perdonare!

In Nazionale solo litigi. Meno male che con il Lecce e il Siviglia si è rifatto!

Come tutti i calciatori anche Ernesto in carriera ha incontrato alcune difficoltà, nel suo caso quasi tutte in Nazionale. Sì perché a causa dei continui litigi con i c.t dell’Uruguay, il talento leccese non lasciò mai il segno con la maglia del suo paese, anche perché le presenze collezionate ammontarono soltanto a 22. Troppo poche per un bomber che in Italia da perfetto sconosciuto era riuscito a costruirsi una carriera importante, che avrebbe dovuto ripetersi anche con la maglia de La Celeste. Meno male per lui che le soddisfazioni se le è comunque tolte sia con il Lecce, dove è stato un protagonista assoluto, sia con il Siviglia, squadra con cui ha vinto una Coppa UEFA, una Supercoppa UEFA, una Coppa di Spagna e una Supercoppa di Spagna. Purtroppo nel calcio può succedere anche questo: che con i club fai bene, benissimo, e poi non vieni considerato per il mondiale sudafricano. Aver disputato una sola gara valevole per la qualificazione a quel prestigioso torneo, quella del 27 settembre 2008 contro l’Argentina, è uno dei pochi bocconi amari della carriera di un attaccante tuttofare come è stato l’indimenticato e indimenticabile Ernesto Chevantón.